Cragnotti: "La responsabilità dell'attuale situazione è di Ballardini...Se fossi ancora presidente cercherei di dare lustro alla società...Un ritorno? Devo sistemare alcune cose, poi..."

29.01.2010 13:43 di  Riccardo Mancini   vedi letture
Fonte: lalaziosiamonoi.it/Radio Sei
Cragnotti: "La responsabilità dell'attuale situazione è di Ballardini...Se fossi ancora presidente cercherei di dare lustro alla società...Un ritorno? Devo sistemare alcune cose, poi..."

Il momento è difficile, in casa Lazio l'aria è piuttosto pesante, il calciomercato non decolla e in campionato la squadra affonda. I tifosi biancocelesti chiedono a gran voce una sterzata sia alla società che ai giocatori che al tecnico. Ad analizzare la situazione, ai microfoni di Radio Sei, durante la trasmissione "Sei volte buongiorno", ci ha pensato l'indimenticato ex presidente del club capitolino, Sergio Cragnotti.

Salve Presidente, come procedono le cose?

"Bene, si procede, si lavora, la vita continua, seguo sempre la Lazio e mi dispiace che non sia un periodo particolarmente felice. Speriamo possa riprendersi presto...".

Lei come si sarebbe comportato di fronte ad una simile situazione di emergenza? Secondo il suo parere è giusto confermare Ballardini?

"Io credo che la responsabilità sia completamente nelle mani dell'allenatore. Se nello spogliatoio c'è qualcosa che non gira è lui che deve rivolgersi alla società e poi il club adoperarsi sul mercato per soddisfare le richieste del mister. Non so che rapporti intercorrono tra Ballardini e Lotito ma penso che ci sia stato qualcosa che non ha funzionato. Il fatto di dover iniziare prima la preparazione in estate per via dell'impegno in Supercoppa e gli episodi di cui tutti siamo a conoscenza, credo abbiano minato la serenità dello spogliatoio e portato problemi soprattutto dal punto di vista psicologico".

I casi Pandev e Ledesma: avrebbe agito anche Lei in questa maniera o sarebbe stato meglio trovare una soluzione diversa?

"Evidentemente il presidente ha voluto mantenere un determinato comportamento morale anche e soprattutto nei confronti degli altri calciatori presenti nella rosa della Lazio. E' normale che poi bisogna fare i conti coi bilanci, coi numeri, con le situazioni finanziarie. Se si è deciso di percorrere questa strada, vuol dire che si era consapevoli di cosa si sarebbe incontrato. E' impossibile che si sia agito in maniera così irrazionale perdendo un grande calciatore come Pandev, un grande patrimonio per la società. Anche io ne ho affrontati molti di casi, però qui dipende molto dalla politica societaria. Probabilmente sono state calcolate delle alternative che però non hanno funzionato...".

L'organigramma, secondo Lei, è importante oppure ci può essere una sola persona che governa e gestisce un'intera società di calcio?

"Ci vuole una certa capacità imprenditoriale e fiducia nei propri uomini. Probabilmente il presidente non ha ancora trovato dei manager ai quali delegare le funzioni e preferisce agire in proprio perchè forse qursto gli da maggiore sicurezza, maggiore stabilità di comportamento nella società. Certo è che si corrono grandi rischi perchè oggi le diversificazioni operative sono tali e tante che forse si rischia di creare confusione e di essere impossibilitati di seguirle tutte. Un organigramma con uomini di fiducia è una cosa,secondo me, fondamentale. Poi se Lotito ha scelto questa strada avrà avuto le sue buone ragioni".

E' nata la Federsupporters con alcuni personaggi del mondo Lazio, con l'intento di coagulare almeno il 2,5 % delle quote azionarie della società Lazio. Secondo Lei con questa iniziativa si potrebbe avere voce all'interno del consiglio di gestione biancoceleste?

"E' certamente una buona iniziativa ma dietro deve esserci un'ottima posizione finanziaria. Solo così potremmo parlare di un fatto positivo. Poi naturalmente dovrà essere bravo il presidente ad assorbire tale inizaitiva e farla partecipare almeno nella gestione strategica della società. Se si tratta di un qualcosa nato solamente per disturbare l'attuale proprietà, allora forse è meglio lasciar perdere".

Lei rifarebbe tutto quello che ha fatto per la Lazio?

"Noi siamo entrati nel calcio per portare innovazione ed una nuova strategia di supremazia nei confronti del Nord e della Roma. Con Sensi, poi, portammo avanti questo tipo di discorso in contrapposizione alle squadre blasonate del settentrione, appunto. Io se fossi ancora il presidente della Lazio lotterei per dare lustro alla società anche a livello internazionale. Oggi il calcio non è solo una questione di sfide territoriali, ma soprattutto globali. Da li ne viene anche un ritorno finanziario...".

In questo futuro esiste qualcosa che potrebbe riportarla alla Lazio?

"In questo momento siamo occupati in cose più importanti. Spero che possano risolversi presto, e poi saremo più liberi per eventuali iniziative come queste...".