Casi Pandev e Ledesma... L'inchiesta continua... Rischio due mesi di squalifica per i calciatori e un anno per i dirigenti...
ROMA. L'inchiesta della Procura Federale si allarga a macchia d'olio e rischia, qualora venissero accertate le infrazioni, di creare un vero terremoto nel calciomercato. Non solo Pandev ma anche i casi di Ledesma e Simplicio sono finiti nel mirino degli 007 di Palazzi. Giornata di audizioni quella di ieri: l'attaccante macedone, insieme al ds Branca, è stato ascoltato a Milano, mentre i suoi agenti Pallavicino e Corsi venivano interrogati a Roma. Sempre nella capitale, anche Ledesma e il suo procuratore D'Ippolito hanno dovuto rispondere alle domande degli uomini della Procura.
CASI PANDEV E LEDSMA. Se nei giorni scorsi la deposizione di Lotito (sulla quale si sta indagando, avendo il presidente fornito anche un'ampia produzione documentale) era durata oltre sei ore, quella del neo-nerazzurro è stata invece abbastanza veloce. Poco più di trenta minuti nei quali Pandev ha spiegato come l'intervista incriminata del ct Mirsad Jonuz sul quotidiano "Nova Makedonija" - dalla quale sono iniziati i sospetti della Lazio - sia totalmente priva di fondamento, essendo stata smentita anche dal diretto interessato. Il macedone ha quindi negato di essersi incontrato alla vigilia del match con la Scozia del 5 settembre, quando era in ritiro con la sua Nazionale, con i dirigenti dell'Inter e di averlo fatto anche successivamente in Italia. A domanda precisa, ha poi riassunto gli ultimi mesi di trattative volte al tentativo della Lazio di rinnovare il contratto, spiegando come non ci fossero grandi margini di trattativa visto che il rapporto
con il presidente Lotito si era oramai deteriorato. Solo in seguito all'emanazione del Lodo - sostiene Pandev - una volta libero, sono iniziati i contatti che lo hanno poi portato nel club di via Durini. La Procura ha preso atto della deposizione. Stesso tenore l'interrogatorio di Ledesma al quale è stato chiesto il motivo dei suoi continui rifiuti di trasferirsi ad una società che non fosse quella nerazzurra.
CASO SIMPLICIO. Dopo le dichiarazioni del presidente Zamparini e del ds Sabatini nei giorni scorsi ,che parlavano di un accordo già preso dal loro giocatore con la Roma per il luglio 2010, il procuratore Palazzi ha deciso di aprire un fascicolo anche per quanto riguarda il brasiliano. Simplicio, infatti, come tutti i giocatori in scadenza, può trovare e anche annunciare il suo accordo con il prossimo club in caso di contratto che scada a fine stagione ma solo dal 2 febbraio. Lunedì verrà assegnata l'indagine. Probabile che possano esser ascoltati sulla vicenda i diretti interessati: il ds romanista Pradè, il calciatore, il suo agente Rinaldi, oltre ai due dirigenti del Palermo.
COSA RISCHIANO. Secondo l'articolo 95 bis Noif, qualora venisse accertato che gli accordi fra Pandev, Ledesma e Simplicio ed i rispettivi club sono stati sottoscritti prima dei termini stabiliti dai regolamenti, le parti oltre al deferimento andrebbero incontro alle seguenti sanzioni. Per i calciatori «anche se l'attività è svolta da terzi nel loro interesse, è prevista la squalifica dall'art. 14 del Codice di Giustizia Sportiva in misura non inferiore a due mesi». A carico dei dirigenti, invece, l'inibizione prevista «è per un periodo non inferiore ad un anno»; per quanto riguarda le società, infine, si parla di «un'ammenda in misura non inferiore a Euro 50.000, da destinarsi alla F.I.G.C. per la cura del vivaio nazionale, e, in caso di recidiva, sanzioni più gravi previste». Al momento, sempre che l'Inter venga considerata colpevole delle infrazioni suddette, non rischia l'aggravamento della sanzione (oltre alla multa fino ad una
penalizzazione, ex articolo 19), nonostante in passato si sia indagato su contatti fuori tempo con Felipe Melo, poi passato alla Juventus: sarebbe infatti continuazione e non recidiva.
