UFFICIALE: l'era Ballardini è già finita, tocca a Reja
L’era Ballardini è finita. Appena sei mesi, inaugurati con il trionfo di Pechino e naufragati in un mare di contraddizioni ed errori, rigorosamente da condividere con le scelte societarie. Il dado è tratto, l’ultima, cocente sconfitta contro il Catania ha segnato il passo della disastrosa avventura capitolina del tecnico ravennate, reo di essere stato incapace di fornire un’identità tattica e caratteriale ad un gruppo che, nonostante gli autogol di Lotito, non meritava un allarmante terzultimo posto in classifica. E’ terminata una gestione discutibile e contraddittoria che alla lunga ha convinto anche Lotito che fino all’ultimo respiro ha tentato di difendere la sua scelta estiva. Finisce l’era Ballardini, inizia quella targata Edy Reja. Il 64enne ex tecnico del Napoli è il prescelto dal patron capitolino per risollevare le sorti di una stagione disarmante. Corrisponde all’identikit tracciato: l’usato sicuro, l’uomo di esperienza che può cercare di salvare il salvabile, il capitano abituato a navigare in acque poco quiete (vedi tempeste napoletane)
ECCO IL COMUNICATO DELLA LAZIO:
La S.S. Lazio comunica che è stato esonerato il tecnico Davide Ballardini ed il suo staff. La guida tecnica della squadra è stata affidata all’allenatore Edoardo Reja.
LA SCHEDA:
Goriziano classe 1945, Edoardo “Edy” Reja, dopo una discreta carriera da calciatore (giocava da centrocampista) vissuta tra Spal, Palermo e Alessandria, inizia la carriera di allenatore nel 1979. Molinella, Ponselice, Pordenone, Pro Gorizia, Treviso, Mestre e Varese prima di arrivare, nel 1987, in serie B con il Pescara. Quattro le promozioni conquistate dal tecnico friulano in Serie A: la prima con il Brescia nel 1997, la seconda con il Vicenza nel 2000, la terza alla guida del Cagliari nel 2004 e la quarta con il Napoli nel 2007. Nella stagione 1991/1992 Reja sfiora con il Cosenza la promozione nella massima serie, svanita solo nell’ultima giornata di campionato al “Via del Mare” di Lecce; Reja ha ottenuto i primi successi proprio a Cosenza, dove ha conquistato la permanenza in serie B nello spareggio vinto contro la Salernitana e nella stagione successiva ha mancato la promozione in Serie A per un solo punto. Dopo la fortunata esperienza di Cagliari, nel 2005 arriva a Napoli come sostituto di Giampiero Ventura: e’ lui il primo allenatore del Napoli gestito da Aurelio De Laurentiis. Nonostante un organico inizialmente composto in prevalenza da giovani semisconosciuti ed in seguito rafforzato nel mercato di riparazione, riesce a raggiungere i play-off, persi poi con l’Avellino in due soffertissime partite di finale. Nella stagione successiva, con un organico piu’ completo, il tecnico goriziano domina il campionato e riesce ad ottenere agevolmente la promozione in serie B, dove poco dopo retrocedera’ per illecito sportivo e per la prima volta la Juventus, neo-campione d’Italia, perdendo lo scudetto. Nel 2006, con il Napoli, affronta uno dei tornei cadetti piu’ difficili ed equilibrati di sempre, chiudendo pero’ la stagione al secondo posto dietro la Juventus, ottenendo cosi’ la promozione diretta. Ritrovata la massima serie, il Napoli di Reja risulta tra le sorprese, chiudendo la stagione all’ottavo posto. Confermato alla guida del Napoli anche nell’annata successiva, Reja supera con successo l’Intertoto ed esordisce in Coppa Uefa dove pero’, dopo aver vinto i preliminari, viene eliminato al primo turno dal Benfica. Nel 2008/2009, pero’, dopo 9 partite in cui il Napoli raccoglie appena 2 punti, Reja viene esonerato - dopo 4 anni e 188 panchine tra campionato e coppe - e sostituito con Roberto Donadoni. Nell’agosto del 2009 diventa allenatore dell’Hajduk Spalato subentrando a Ivica Kalinic. Adesso il ritorno in Italia, per risollevare le sorti di una Lazio in caduta libera e in piena zona retrocessione. (Italpress).
