22.02.2010 15:46 di Daniele Baldini
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Fonte:Ansa
Non c’è pace per il nazionale uruguayano Sebastian Eguren, scartato dalla Lazio per presunti problemi di pressione rilevati dalle visite mediche. Tramontata la possibilità di giocare nella squadra biancoceleste Eguren ha deciso di tornare in Svezia, dove il campionato è in pausa invernale ed il mercato calcistico è aperto fino al 31 marzo. L’uruguayano ex Villarreal ha già giocato nel torneo svedese, in quell’Hammarby dove ha militato per due anni, diventando uno dei beniamini dei tifosi. Ora però ha firmato per la società, l’Aik Stoccolma, acerrima rivale della sua ex squadra e per questo ha già ricevuto, e riceve tuttora, minacce via internet o con scritte sui muri della zona in cui vive attualmente.
Oltretutto negli ultimi tempi la rivalità tra i due club della capitale è aumentata perchè l’Aik ha vinto lo scudetto mentre l’Hammarby è retrocesso così anche nella civilissima Svezia si assistono a fatti che sarebbe stato difficile immaginare. Ed ora i sostenitori della squadra caduta in seconda serie non possono accettare che il loro ex idolo vada a giocare con i ‘cuginì. La polizia ha rivolto ad Eguren ed alla sua famiglia (è sposato con una svedese) l’invito ad uscire di casa il meno possibile. Quando lo farà, l’Aik gli metterà a disposizione delle guardie del corpo, ma intanto su alcuni siti i supporter dell’Hammarby garantiscono che di rendere «molto insicura la vita di Eguren a Stoccolma, come mai successo in passato ad un calciatore».
«Posso capire la delusione dei tifosi della mia ex società - ha commentato uno sconsolato Eguren -: io ho dato tutto per loro, e ho ricevuto in cambio molto affetto. Ma il calcio è questo, ed ora farò altrettanto per l’Aik: sono un professionista, e non potrei comportarmi diversamente». Le polemiche non sono una novità per Eguren. A parte la vicenda del suo mancato trasferimento alla Lazio, c’è stato il caso di doping in cui fu coinvolto nel 2004, quando giocava nel Nacional Montevideo e venne squalificato per sei mesi per uso di cocaina. L’uruguayano spiegò la positività al test spiegando di aver bevuto un thè alla coca in occasione di una partita di Coppa Libertadores a Quito, per attenuare gli effetti dell’altura.
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