Fonte:rassegna stampa a cura de lalaziosiamonoi.it tratta da CorrieredelloSport - Rindone -
La Lazio pensa a Gianluca Nani come direttore generale. Il dirigente ha rescisso il contratto che lo legava al West Ham mercoledì scorso ed è pronto a tornare in Italia. Lotito vuole rinforzare la struttura societaria e nei suoi piani uno come Nani potrebbe integrarsi bene con l’attuale direttore sportivo Igli Tare. E’ un uomo che ha esperienza, ha scoperto tanti talenti e il suo modo di lavorare si sposerebbe bene con la linea della Lazio. Il progetto riguarderebbe l’anno prossimo ma il presidente si sta già guardando intorno e quella di Nani è una soluzione che sta studiando. L’avventura al West Ham di Gianluca Nani è durata due anni. Era il direttore tecnico scelto dalla vecchia proprietà, ora la gestione del club è cambiata. Avrebbe avuto un altro anno di contratto. Con la Lazio in passato ha trattato il trasferimento di Behrami in Premier League e rifiutò la possibilità di sfruttare l’art. 17 della Fifa per acquisire il giocatore. Intavolò una trattativa con Guglielmo Acri, allora operatore di mercato e tutto andò in porto nel giro di pochi giorni. L’affare poi venne chiuso da Lotito. Insieme resero concreto il gentleman agreement sancito a livello europeo tra le società che non riconoscevano il ricorso all’articolo Fifa. David Sullivan, presidente del West Ham, ha ringraziato Nani attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul sito della società “Desidero ringraziare Gianluca per il contributo dato al club. La direzione della società è cambiata, i nostri rapporti si sono conclusi in modo amichevole. Gli auguriamo le migliori fortune”. La risposta di Nani è stata dello stesso tenore “In accordo con i proprietari del club ho risolto il mio contratto. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti… Un grazie particolare ai tifosi che ci hanno sempre sostenuto. Desidero infine ringraziare i proprietari e augurare loro il miglior futuro possibile.”
Ora Nani è ancora in Inghilterra. Ha vissuto due anni belli e difficili. Ha dovuto superare degli ostacoli in quanto sbarcato in Premier perché affascinato dall’idea di misurarsi con una realtà del tutto diversa rispetto a quella italiana. A Londra ha avuto anche la possibilità di lavorare con Zola nei panni di allenatore.
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