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Zàrate, una gestione sbagliata: ecco perchè Maurito si è sentito abbandonato
09.03.2010 13:34 di Riccardo Mancini   articolo letto 2532 volte
Fonte: rassegna stampa a cura de lalaziosiamonoi.it tratta da Corriere dello Sport - Rindone
© foto di Federico Gaetano

Critiche, incomprensioni, veleni, rimproveri. L'hanno rovinato con una gestione sbagliata e incomprensibile, afferma il Corriere dello Sport. Hanno fatto di tutto per scaraventarlo dentro questa crisi. Una crisi di nervi, una crisi non solo tecnica. Maurito Zàrate, il fuoriclasse della Lazio, fu investito dalle accuse dopo la vittoria sul Livorno dopo essere stato indiscusso protagonista di quel pomeriggio vittorioso. Ballardini si scagliò contro di lui. Maurito fu accusato di andare a caccia di privilegi, di avere atteggiamenti sbagliati, di eccesso di individualismo, di un processo di crescita sbagliato. Fu punito in campo e fu attaccato in conferenza stampa. Non gli fu permesso di battere il rigore, era l'uomo designato per farlo. Subentrò Kolarov su indicazione dello staff tecnico. Si creò tensione fortissima. Tutto, però, nacque a dicembre. Secondo quanto asserito dai suoi accusatori andò via senza salutare prima della trasferta di Milano con l'Inter (era squalificato). La ripresa degli allenamenti, dopo le vacanze natalizie, era fissata per il 28 dicembre. Maurito tornò ad allenarsi il 29. Ballardini rimase infastidito perchè l'attaccante non chiese il permesso per rientrare in leggero ritardo. Si scatenò il putiferio, il ds Tare si lamentò duramente con Ruzzi, uno dei manager. Nei giorni seguenti, il fratello intervenne in Argentina: "Se Ballardini resta, andrà via Zàrate. Ora scelga Lotito!". Ed è stato proprio il presidente che si schierò al fianco del suo allenatore (poi esonerato) a dilapidare il patrimonio Zàrate. Il gelo della società non l'ha aiutato, è servito per mettergli pressione addosso. Mauro si è sentito abbandonato un pò da tutti. L'anno scorso è stato l'eroe, ha portato la Lazio alla vittoria della Coppa Italia, segnò 16 reti totali, fu la rivelazione, mise la firma sul derby di ritorno contro la Roma. Ballardini e Lotito, quindi, sono colpevoli. Ora sta a Reja gestirlo. Ha scelto una politica dura sin dai primi giorni. Lo mandò in panchina a Parma, lo sganciò in corsa e fu ripagato con un gol. A Palermo lo lanciò dal primo minuto salvo farlo accomodare in panchina contro la Fiorentina. Ora alcune indiscrezioni vorrebbero il Manchester City di Mancini interessato a lui. Tali rumors non hanno trovato particolari conferme, ma tanti club sono sulle tracce di Zàrate. Tante società lo accoglierebbero a braccia aperte e ne farebbero un punto di riferimento. Proteggendolo...


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