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FORMELLO – L'amichevole conferma il 3-5-2: Matuzalem verso il rientro, Biava e Dias tornano in lizza, Muslera influenzato. Finisce con 6 reti e troppo nervosismo…
PUBBLICATO IERI ALLE ORE 17,15
12.03.2010 07:15 di Daniele Baldini   articolo letto 6670 volte
Fonte: Daniele Baldini - lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico De Luca

FORMELLO – Giornata di amichevole presso il centro sportivo biancoceleste. Lo sparring patner di turno è lo Zagarolo calcio, società d’Eccellenza, contro la quale Edy Reja ha testato condizione e assetto tattico in vista dell’impegno di domenica contro il Bari. Confermate le prove di ieri: il tecnico friulano ha rotto gli indugi, va avanti con la formula a tre difensori, già riproposta nell’ultimo turno di campionato a Genova. Vista la squalifica di Zàrate, contro i pugliesi non si potrà cadere nella “suggestione tridente”, saranno i soli Floccari e Rocchi a guidare l’attacco; alle loro spalle cinque centrocampisti: il recuperato Lichtsteiner e Kolarov agiranno sulle corsie esterne, Ledesma sarà il perno centrale, Brocchi si muoverà alla sua destra, mentre Matuzalem conserva un buon margine di vantaggio su Stefano Mauri. Un 3-5-2 ribadito dalle scelte operate nel test odierno, dove il tecnico di Gorizia ha dovuto fare a meno di Fernando Muslera. Stando a quanto riferito dalla società, non dovrebbe esser scattato nessun allarme per l’estremo difensore sudamericano, rimasto a riposo a scopo precauzionale dopo aver accusato sintomi influenzali. I dubbi maggiori in vista di domenica sembrano concentrarsi in particolar modo in difesa, dove l’unico veramente certo di una maglia da titolare è il rumeno Radu. Per il ruolo di centrale, Stendardo resta in vantaggio su Dias, mentre sul centro-destra è sempre d’attualità il ballottaggio tra Biava e Siviglia. Il brasiliano e l’ex genoano, oggi sono stati schierati dal primo minuto, le loro quotazioni sembrano in crescita, ma non è escluso che alla fine venga confermato il trio sceso in campo contro Pazzini e compagni. Oltre a Muslera, per l’occasione sostituito da Berni, non hanno preso parte all’amichevole gli infortunati Foggia, Meghni, Bizzarri, Manfredini e l’influenzato Del Nero.

Questa nello specifico la formazione scesa in campo nel primo tempo (3-5-2): Berni, Biava, Dias, Radu; Lichtsteiner, Brocchi, Ledesma, Matuzalem, Kolarov; Floccari, Rocchi.

PRIMO TEMPO: Tante occasioni, una manovra compassata ed una sola rete (di Kolarov su calcio di rigore) hanno caratterizzato i primi 45 minuti della squadra biancoceleste. La compagine di Reja ha faticato a regalare emozioni ai circa duecento tifosi che sono accorsi presso il quartier generale capitolino, sfidando freddo e pioggia. Una frazione di gioco che ha messo in evidenza anche un latente nervosismo: comprensibile quello di capitan Rocchi, che non è riuscito a capitalizzare le innumerevoli opportunità sotto rete; meno quello di Matuzalem, che in più di una occasione ha battibeccato con il suo dirimpettaio, “colpevole” di aver stretto sul brasiliano una rigida marcatura. Censurabile, in chiusura di tempo, lo screzio tra Kolarov e un tifoso, reo di aver chiesto a gran voce “maggiore impegno” al serbo, che a sua volta ha risposto in malo modo. Un episodio sintomatico della poca serenità in seno alla squadra e in particolare al terzino biancoceleste che già in passato si era reso protagonista di simili vicende.

SECONDO TEMPO: Nella seconda frazione di gioco, Reja ha variato l’intera composizione della squadra, ad eccezione di Berni. Inizialmente è cambiato anche l’assetto tattico, passato al 4-3-1-2: Diakitè, Siviglia, Stendardo e Scaloni componevano la linea a quattro di difesa (in corso d’opera, poi, l’argentino ha alzato il suo raggio d’azione), Firmani, Baronio e Hitzlsperger erano i tre centrocampisti, mentre Mauri ha agito alle spalle di Cruz e Zàrate. Proprio grazie alle giocate del numero 10 di Haedo sono scrosciati i primi applausi dei tifosi, che dopo 7’ sono stati deliziati da un destro a giro da posizione defilata che si è insaccato sul palo alla destra del portiere. Per assistere alla terza marcatura si è atteso oltre 20’, quando Scaloni dalla sinistra ha messo in condizione Julio Cruz (apparso ancora in ritardo) di correggere in rete a porta praticamente sguarnita. Siglato il 3-0, la Lazio si è sciolta ed è andata a segno altre 3 volte. Prima il poker di Stendardo al 33’, poi un rigore liftato di Zàrate al 35’, ed infine il colpo di testa di Firmani (40’) che, imbeccato a meraviglia dall’ennesima giocata sontuosa di Zàrate, ha fissato il risultato sul 6-0.


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