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Doppio ex, Igor Protti: "La Lazio è la sorpresa negativa della stagione...Lotito tuteli i tifosi!"
13.03.2010 16:16 di Riccardo Mancini   articolo letto 771 volte
Fonte: noibiancocelesti.net

Pensando a Lazio-Bari, ti viene subito in mente un ex di entrambe, Igor Protti, il quale, intervenendo a Noi Biancocelesti, in onda su Radio Erre 2, ha analizzato il momento Lazio: "Vivo questa situazione complicata di Lazio e Livorno, perché sono legato ad entrambe le squadre. Ad inizio stagione nessuno si sarebbe mai aspettato una Lazio in queste condizioni, mentre la lotta salvezza per il Livorno era preventivabile. Un mese fa avrei detto che la Lazio non rischia la retrocessione, ma, visto che le cose non sono cambiate, anche la squadra di Reja deve stare attenta. Dopo la vittoria del Catania di ieri le cose si sono complicate molto. Le attuali ultime tre sono, tuttavia, quelle che rischiano di più. Credo per i biancocelesti sia un problema mentale, perché i mezzi tecnici sono importanti. Il calcio è fatto anche di carattere, concentrazione e qualità morali. I calciatori sono andati in difficoltà perché non sono abituati a lottare per sopravvivere, allorché tutto diventa difficile, se non si è forti mentalmente. In campo sinora ho vista una squadra che cerca di giocare, ma che non riesce a dare continuità alla propria manovra, venendo fuori solo a sprazzi, grazie alle proprie individualità. Reja deve lavorare dal punto di vista fisico, ma soprattutto da quello mentale, cercando di creare un rapporto di stima con i propri giocatori, cercando di fargli recuperare l'autostima. Le cose che sono difficili da migliorare sono i limiti caratteriali, che questi giocatori sembrano avere".

Secondo Protti, hanno inciso, non poco, dinamiche extra-campo, per spiegare l'annata negativa della Lazio: "In ogni caso non ci possono essere solo spiegazioni tecniche, per giustificare quest'annata disastrosa. Una serie di circostanze hanno portato la Lazio a questo punto. Ad inizio stagione, ad esempio, Ballardini si è trovato con due giocatori fondamentali fuori rosa, una situazione che non si trova spesso in giro, fermo restando che, quando vanno male le cose, le colpe sono di tutti. Ho smesso di giocare a calcio nel 2005, è la mia vita e per questo ho difficoltà a lavorare in questo mondo, dove spesso devi accettare troppi compromessi. Ballardini è stato accusato di essere aziendalista, ma non è l'unico, perché molti allenatori sono costretti a subire i condizionamenti dei presidenti. In una società un presidente intelligente mette ogni persona al suo posto, confrontarsi liberamente ma senza interferire nell'altrui ambito. I giocatori devono cercare di isolarsi da alcune dinamiche societarie, che hanno condizionato senz'altro l'armonia tra le varie componenti. La parte più bella del calcio sono i tifosi e i presidenti lo dovrebbero capire. Non conosco personalmente Lotito ma vorrei che ogni presidente tutelasse la propria tifoseria, elemento fondamentale per una squadra. La Lazio è la sorpresa negativa del campionato".

Sulla partita di domani: "Molto dipenderà dall'approccio della Lazio. Affrontare una squadra che non ha assilli di classifica diventa un problema se giochi allo stesso modo. Se scendi in campo con il coltello tra i denti, sapendo che non puoi fallire, cambia tutto".

Sul Bari, altra squadra che conosce bene e che è rimasta nel suo cuore: "Ha avuto un inizio di campionato straordinario, dovuto al grande entusiasmo ritrovato. Nonostante il calo fisico dell'ultimo periodo, con l'ultima vittoria credo che il Bari si sia tirato fuori definitivamente dalla lotta salvezza. E' una squdra dotata di grande velocità, che, grazie ai giocatori sulle fasce, riesce ad essere pericolosissima nelle ripartenze, quando le squadre avversarie gli lasciano campo". Sulle difficoltà incontrate da Zarate in questa stagione: "All'inizio, quando lo vedevo giocare, mi inquietava il suo individualismo. Poi ci ho ragionato ed ho pensato che forse il suo problema spesso sia stato quello di voler risolvere i problemi della squadra da solo, invece deve capire che deve mettere a disposizione del collettivo le sue qualità, perché solo così potrà tornare quello ammirato lo scorso anno".


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