CONFERENZA Reja: "La situazione è difficile, serve una presa di coscienza a forza di ripeterci che siamo forti ". Si va verso il ritiro anticipato...
Nonostante il pieno di amore da parte dello stadio Olimpico, la Lazio prosegue senza freni la sua atroce marcia verso la retrocessione. La prestazione di questo pomeriggio contro il Bari ha confermato i limiti di tenuta caratteriale da parte di una squadra che non riesce a dare la svolta ad una stagione stregata (in vista della trasferta di Cagliari dovrebbe scattare il ritiro anticipato) Al termine dell’incontro, il tecnico biancoceleste Edy Reja ha provato a dare una spiegazione all’ennesima battuta di arresto della propria formazione: “Cerchiamo di preparare tutte le partite considerando soprattutto le nostre caratteristiche. Nel primo tempo non abbiamo fatto una bella prestazione,ma neanche loro ci hanno creato problemi. Dobbiamo prendere atto che questa è la situazione. E’ evidente che andiamo a scoppio ritardato, c’è poca fantasia sui colpi, non andiamo mai in dribbling. Chiaro che ci è mancato anche l’apporto di Matuzalem (uscito nel primo tempo per una botta alla caviglia, ndr). Nel secondo tempo avevamo iniziato anche bene, poi loro hanno fatto un tiro in porta e purtroppo ci hanno immediatamente condannato”
Come definirebbe questo momento?
“Difficile, ma non drammatico. Mi dispiace molto per i 50 mila che sono tornati a casa delusi, che tra l’altro ho saputo che a fine partita non hanno neanche contestato. Mi dispiace perché questa era la partite della riscossa, ma non ci siamo riusciti. Penso che alla fine con uno spirito diverso e maggiore generosità sul 2-0 la partita si poteva anche riprendere. Anche dopo il rigore fallito da Kolarov”
Ieri aveva chiesto 11 leoni. Ma qual è il vero problema?
“Io penso che prima di tutto bisogna guardare le caratteristiche fisiche. Questa squadra non ha giocatori che possono dare il cambio di passo. In rosa ci sono solo Zàrate e Foggia che hanno queste peculiarità, per il resto siamo una squadra macchinosa nella manovra. Ma al di là di questo dobbiamo cercare con più insistenza delle penetrazioni e dietro ci deve essere una manovra più fluida. Sono qui da 5 partite e abbiamo sempre creato poco, ora sta a me trovare delle soluzioni”
Perché quando è uscito Matuzalem ha preferito Hitzlsperger a Mauri?
“Visto l’andamento della gara, ho pensato che inserire un calciatore come Hitzlsperger che potesse sfruttare il suo tiro potente dalla distanza potesse aggiungere valore alla squadra. Poi ho preferito mettere le tre punte. Ora voi avere tutto il diritto di criticare, ma conta poco. Qui non si tratta di singoli, ma è un discorso di collettivo”
Le fa più paura la classifica o vedere la squadra giocare così?
“La squadra qualche problema ce l’ha. A me interesserebbe trovare i giocatori che possano darmi almeno il 90 per cento di quello che hanno. Ora siamo in una situazione di blocco psicologico è chiaro che la responsabilità pesa, non c’è abbastanza leggerezza mentale. Serve una iniezione di fiducia, ma questa te la può dare solo il risultato”
Ma secondo lei questi sono giocatori che possono navigare in queste acque?
“Se non sono abituati a questo tipo di campionato serve che lo diventino. Se non lo facciamo con aggressività e lucidità sono guai. Vedere questo tipo di prestazioni ti fa dubitare, ma sono convinto che la squadra troverà i mezzi per venirne fuori”
Andrete in ritiro?
“Non abbiamo deciso ancora, è un argomento da definire entro stasera o domani”
Lei ha dichiarato che alla serie B non ci vuole neanche pensare, ma pensa che questa squadra abbia capito il rischio che si sta correndo?
“I ragazzi voglio mettere tutto dentro il campo, chiaro che a forza di dire che questa squadra ha mezzi e qualità ci si crede anche troppo. La situazione è problematica, deve esserci una presa di coscienza. Si devono trovare le forze, capire il momento, tirare fuori il massimo”
Non si riesce a trovare l’assetto tattico adeguato…
“Anche io ho una parte di responsabilità. Però io le partite l’ho viste e riviste. Chiaramente non sono soddisfatto, uno non è che si diverte a trovare soluzioni diverse, si cerca di trovare attraverso altri metodi il meccanismo giusto. Anche il predecessore ha cambiato spesso perché aveva dei problemi. Credo che neanche lui si divertisse a farlo”
Come vede Ledesma?
“Ledesma inizialmente ha sbagliato qualche passaggio, alcune verticalizzazioni, ma nel secondo tempo è cresciuto dal punto di vista del rendimento”
Ma c’è la volontà che serve per uscirne?
“Io durante la settimana vedo volontà, cambi di passo e determinazione, poi in campo i calciatori sentono il peso della responsabilità. L’unica medicina è quella di ritrovare il risultato, già da domenica”
Lei dice che a questa squadra manca il cambio. Si può fare qualcosa dal punto di vista dell’addestramento fisico?
“Adesso dal punto di vista fisico non ci sono sistemi di lavoro che possono migliorare. Questa è una squadra che ha caratteristiche che non concedono il cambio di passo. Non centra niente la condizione fisica”
Come sta Foggia?
“Spero di poterlo recuperare in 15 giorni”
Rifarebbe la scelta di lasciare L’Hajduk?
“Lì stavo bene, ma quando ho scelto la Lazio ero convintissimo di quello che facevo e lo sono ancora oggi. Conoscendo la Lazio anche negli anni passati credo che abbia i mezzi per uscirne, poi è chiaro che delle difficoltà le ho trovate”.
