ESCLUSIVA Radio Sei - Firmani: "Tifosi da brividi, ci hanno dato la forza per la salvezza...Se la società mi confermerà la fiducia sarò l'uomo più felice del mondo... ma serve chiarezza"

PUBBLICATO IERI ALLE ORE 21,34
25.05.2010 09:34 di  Daniele Baldini   vedi letture
Fonte: Daniele Baldini - lalaziosiamonoi.it
ESCLUSIVA Radio Sei - Firmani: "Tifosi da brividi, ci hanno dato la forza per la salvezza...Se la società mi confermerà la fiducia sarò l'uomo più felice del mondo... ma serve chiarezza"
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano

Ha ingoiato bocconi amari dopo le prime esclusioni, ha superato una serie infinita di infortuni facendo leva sul suo carattere inossidabile ed è tornato a lottare per i colori che più ama. Fabio Firmani ha chiuso la sua quinta stagione in maglia biancoceleste (intervallate dall’esperienza a Dubai), totalizzando 12 presenze, vissute tutte d’un fiato, con la dedizione e la carica agonistica che sempre l’hanno contraddistinto. Ha messo corsa e coraggio alla dipendenze della Lazio, diventando la coscienza di un gruppo che ha sofferto, ha rischiato di restare impantanato nelle sabbie mobili della retrocessione, ma si è saputo rialzare, salvando il salvabile di una stagione da dimenticare. Gladiatore in campo, motivatore in panchina e trascinatore con le parole: questa sera il mediano capitolino è intervenuto ai microfoni di Radio Sei nel corso della trasmissione “Lazio di Sera”, dove ha ripercorso tappe e difficoltà dell'annata appena andata in archivio: “E’ stata una stagione negativa sotto tanti punti di vista – ha esordito il numero 4 di Reja - , Le uniche felicità che abbiamo provato sono state all’inizio con la vittoria della Supercoppa, visto che siamo riusciti a togliere all’Inter un trofeo, ed alla fine, quando abbiamo dato qualche segnale di squadra vera. Per il resto è tutta da buttare ed i primi a saperlo siamo noi calciatori”

Con la sconfitta interna contro il Bari è stato toccato il fondo, ma i primi segnali negativi sono giunti in tempi non sospetti: “E’ stato un periodo difficile da ottobre in avanti, fino a Norcia, quando siamo riusciti a fare gruppo ed a trovare il bandolo matassa. E’ lì che siamo diventati una squadra unita. In precedenza non c’erano mai state liti o eventi brutti, ma regnava un’area di indifferenza. Dopo la sconfitta con il Bari ci siamo finalmente presi le nostre responsabilità. Sinceramente oggi, guardandomi alla spalle, tiro un bel sospiro di sollievo. Ce la siamo davvero vista brutta – sottolinea Firmani - , Anche perché dopo quella brutta partita persa si era creato un clima nel quale retrocedere era più facile che salvarci. Dopo Norcia è iniziato un secondo campionato”

Sul banco degli imputati è finito Ballardini su tutti, ma “credo poco che il problema sia stato tattico – confessa il centrocampista biancoceleste - . Credo che siamo mancati come atteggiamento e voglia. Ma è stato un concorso di colpe: abbiamo fatto degli errori noi giocatori, la società ed il tecnico. Si è parlato molto anche della preparazione di Ballardini e delle differenze con Rossi. Effettivamente sono due scuole diverse, ma non credo sia stato neanche quello il problema. Quando ad un giocatore va di correre lo fa, le squadre inglesi sono un esempio. Probabilmente in allenamento non riuscivamo a raggiungere un’intensità sufficiente.. È un discorso di mentalità e voglia, siamo venuti meno in questo”

Poi dalla Croazia è arrivato con la “bacchetta magica” il buon Reja: “La cosa più positiva che ha fatto è stata quella di aver portato chiarezza. In quel momento serviva una persona che ci facesse uscire dalla grande confusione che regnava. Al mister, che ho ritrovato dopo 10 anni circa, devo fare un complimento: si è migliorato. Ha dimostrato di sapersi tenere in costante aggiornamento, le sue idee sono evolute. Dal punto di vista personale – continua Firmani - , non posso lamentarmi. Si è creato proprio un rapporto ottimo, anche se nell’ultima fase ho giocato un po’ meno. Ma in quel momento era uscito alla grande Cristian Brocchi che ha giocato alla grande. Quando un mio compagno di esprime così bene io sto zitto e buono. Nonostante questo sento che il mister ha piena fiducia in me, mi ha sempre reso partecipe di tutto”

Ora, ad una anno dalla scadenza del contratto, la volontà è quella di proseguire la sua avventura nella Capitale: “Me lo auguro – sottolinea - , Visto la sofferenza della stagione mi sono imposto di starmene una settimana tranquillo, poi incontrerò la società e vedremo. Penso che in questa fase alla società spetta un compito molto importante, quello di fare chiarezza con tutti noi. Ci parleremo, se la società mi confermerà la fiducia, io sarà l’uomo più felice del mondo. La cosa importante è che non ci siano equivoci, la Lazio ha bisogno di persone che abbiano le motivazioni a mille”.

Ma non tutti sono animati dalla stessa volontà:Credo che giocare nella Lazio sia un privilegio e penso che lo capiscano anche gli altri. Certo per gli stranieri è un po’ diverso, è più facile che parlino di ingaggio e di progetto, a volte forse bisognerebbe apprezzare di più il posto in cui si gioca. Ma allo stesso tempo non si può biasimare chi ha le qualità per andare a togliersi delle soddisfazioni da altre parte”

Di certo i tifosi biancocelesti meritano una stagione meno sofferta: “Secondo me la Lazio può arrivare tra le prime sei squadre. Lo dico con i dati alla mano: da quando è arrivato Reja abbiamo fatto molti punti, in proporzione saremmo arrivati a quota 60. Se avessimo giocato tutta la stagione nello stesso modo avremmo potuto competere con squadre come Napoli e Palermo. Il prossimo anno possiamo farcela. Quest’anno abbiamo davvero fatto soffrire la nostra gente, garantisco che la prossima sarà una stagione importante. Credo che ci toglieremo delle soddisfazioni che per questo pubblico non sono mai troppe. Quest’anno mi hanno sorpreso, soprattutto dopo Bari. Non lo dico per fare una sviolinata: dopo il derby perso, in particolare, mi hanno fatto venire i brividi. Ci si aspettava una Formello deserta ed invece ci hanno dato la forza per raggiungere l’obiettivo. Io ero preoccupato, ero senza forze, loro ci hanno spinto. Lo stesso Floccari è rimasto sorpreso. Lo stile dei tifosi lo conosciamo – conclude Firmani - , La squadra nel momento del bisogno ha visto cosa è capace di fare il tifoso biancoceleste.