Lazio, i giorni passano…!

01.07.2010 10:32 di  Federico Farcomeni   vedi letture
Fonte: lalaziosiamonoi.it
Lazio, i giorni passano…!

Dopo l’amara sconfitta interna con il Catania di febbraio, Radio 1 mandò in onda una canzone molto appropriata al momento: “Muoviti” di Renato Zero. "In questo eterno via vai di processioni ed appuntamenti/Io rischierei di non riuscire a trovarti../Io rischierei di non riconoscerti più..” Poi venne Formello, gli scontri, l’agitazione e la sommossa. In quei momenti la dirigenza decise di cambiare allenatore per dare una svolta alla stagione. Seguì le parole di Zero: “Muoviti adesso! Veloce e più svelto che puoi. Accelera il passo oppure sei fuori! Ci stanno spiando/ci disperderanno, lo so../Ci serve più luce, ci serve più voce/Qualcosa mi dice che non riusciremo a volare più/se non ti impegni un po’ anche tu..”. Sappiamo tutti poi come è andata a finire.
Ora, tornando al presente, mancano esattamente nove giorni alla partenza per Auronzo di Cadore e la Lazio non ha ancora risolto i casi più spinosi. Via Dabo, Baronio (a cui anche il Bologna ha sbattuto la porta in faccia), Cruz, Siviglia, Hitzslsperger, Carrizo, Faraoni e Inzaghi (allenatore nel settore giovanile), rimangono sempre sospese le situazioni di Kolarov (quasi deciso ma manca ancora l’ufficialità), Firmani, Makinwa (che comunque ha prolungato con la Lazio pur finendo in prestito al Larissa), Perpetuini, Mendicino, Eliseu, Cribari, Bonetto, Kozak, Diakité, Cinelli, Quadri, Correa, Artipoli, Scaloni…senza dimenticare i vari Ledesma, Zauri e Brocchi in attesa che la società si faccia viva per capire quali sono le intenzioni e l’interesse nei loro confronti. D’altronde il dono dell’ubiquità era proprio solo di Sant’Antonio. Come può la Lazio gestire una serie di situazioni tentacolari se le mancano le ramificazioni? Come può lanciare una rivista ufficiale, una radio e una tv in maniera estemporanea (si parlava di aprile come data lancio e invece…)? Non sarebbe bene avere almeno un paio di persone a gestire le situazioni in uscita e un altro paio a gestire quelle in entrata? Tempo al tempo su tutti i campi lo stanno dando i tifosi, e lo stanno dando pure i giornalisti. Ma per ora di veramente concreto c’è troppo poco. I giorni passano e le cose non cambiano. Si rischia di arrivare come ogni anno al 31 di agosto e rimanere ancora con l'amaro in bocca (e pure senza allenatore). Il 10 giugno l’imperativo emerso dal colloquio avuto da Reja con Lotito era quello di 19 cessioni in 32 giorni. Ad oggi, 1 luglio (21 giorni dopo), alla coda dei partenti si sono aggregati soltanto Faraoni (peccato) e Carrizo. La media di due cessioni in ventuno giorni desta preoccupazione.
La Lazio è in una situazione al limite: come sempre rischia di cadere e fratturarsi un arto oppure di mettersi un paio d’ali per volare a sfidare il sole. Qualora dovessero arrivare veramente i giocatori di cui si parla in questi giorni (uno tra Hernanes e Barrera insieme alla coppia Belhadj/Boateng), tanto di cappello. Se invece, perché la situazione è andata troppo per le lunghe, non ne dovesse arrivare neanche uno, tanto di…sfacelo. Si sarebbe parlato a vuoto per giorni senza il benché minimo straccio di concretezza. Come disse Lo Monaco dopo il mancato trasferimento di Martinez, “le parole le porta via il vento” (e quanti nomi sono stati fatti finora...). Pintos ancora non ha firmato, Gonzalez è soltanto diventato italiano. Altri giocatori sono affari che possono venire conclusi quanto prima senza andare ad intaccare il bilancio. Ma ovviamente è il mercato in uscita quello che desta più preoccupazione. La Lazio rischia seriamente di dover prenotare anche quest’estate due alberghi.
Guardiamo alle situazioni parallele relative a Kolarov e la coppia Belhadj/Boateng. In entrambi i casi si fatica a trovare un’intesa. Nel secondo caso, il coltello dalla parte del manico ce l’ha la Lazio, nel primo proprio no. Il Portsmouth infatti naviga in cattive acque finanziarie ormai da un anno e ha necessariamente bisogno di liquidi. Non è bastata una finale di Coppa e un nuovo contratto con la Kappa per risollevare il club. Pochi mesi fa, i dipendenti arrivarono anche ad oscurare il sito ufficiale della società per il ritardo nei pagamenti. Proprio questo fu uno dei motivi principali che spinse il giudice a dichiarare il Portsmouth in bancarotta, assegnando così al club della South Coast i famosi punti di penalizzazione che diedero la spinta decisiva verso il baratro alla squadra di Avram Grant. Perciò è giusto che sia la Lazio a fare il prezzo per Belhadj e Boateng. Anche se adesso, visto che si è perso tempo, si è inserito più di qualche terzo incomodo.
La situazione relativa a Kolarov sembrava risolta ma è arrivata puntuale la smentita di Lotito. Nel caso del Real Madrid, non ci siamo. Manca la sintonia perché da parte della Lazio non c’è la consapevolezza che i due club non sono e non sono mai stati (eccezion fatta per l’epoca d’oro di Cragnotti) allo stesso livello. È giusto che il prezzo lo faccia il Real Madrid. Deleterio rinunciare a 15 milioni soprattutto dopo che la prestazione di Kolarov al Mondiale ha fortemente deprezzato il terzino serbo. Deleterio pensare di poter lasciare partire il giocatore senza un ritorno economico. Anche perché tutto sommato le alternative al Real non mancano proprio. Oppure Mourinho si metterà a braccia incrociate al guado del fiume e aspetterà come il cinese: dopo Goran Pandev, si porterà dietro pure Kolarov a parametro zero. Meglio evitare.
Si è parlato anche di Inter, Juventus e Manchester City. In questi tre casi è giusto cercare un compromesso senza però che la Lazio si pieghi. Sarebbe psicologicamente sbagliato e deleterio nei confronti delle squadre italiane (con cui pure la Lazio intrattiene, specie con l’Inter, rapporti commerciali da anni); sarebbe altrettanto sbagliato farlo con il Manchester City che, nonostante il budget, ha dimostrato un interesse ancora maggiore per Kolarov. Da quella parte di campo, Mancini è obiettivamente vulnerabile e perciò la necessità di un vero terzino sinistro c’è. Trattenere il serbo a Roma è come un matrimonio forzoso: non giova a nessuno e nessuno è felice. La storia di Pandev non ha insegnato nulla?
Una ventina di situazioni da risolvere in dieci giorni…ce la faranno? Stando ad un calcolo delle probabilità, è molto difficile. Anche perché c’è stato pure il placet di Reja, che alla fine si è “rassegnato” al 30 agosto. Occhio perché il mercato delle ultime estati ci ha insegnato che non conviene mai aspettare l'ultimo minuto. Si potrebbe tentare quantomeno di risolvere i casi più spinosi. Intanto bisognerà prepararsi ad un’altra estate affollata...