SPECIALE AURONZO Il 3-5-2 è un dogma, Brocchi, Mauri e Zàrate i più ispirati. Pintos positivo, Gonzalez da rivedere
AURONZO DI CADORE - Il 3-5-2 è il dogma, Brocchi, Mauri e Mauro Zàrate i più ispirati. Sono poche le indicazioni che provengono dalla prima amichevole stagionale contro l’Auronzo calcio, anche in virtù delle appena sei giornate di preparazione sulle gambe. Con i muscoli appesantiti ed il fiato corto a farne le spese è la continuità di azione e il movimento senza palla. Nella prima frazione di gioco ci provano Mauri e Brocchi a trainare il reparto mediano a supporto dell’acerba coppia offensiva Barreto-Kozak. Talentuoso ma impalpabile il primo, sgraziato ma concreto il secondo che ha timbrato tre volte il cartellino. Reja pretende una prima punta di peso che possa garantire varianti offensive ed il ceco “sgomita” con volontà per convincerlo ad evitare ulteriori giri di orizzonte sul mercato. In attesa di Bresciano (e magari di Hernanes), il centrocampista brianzolo resta ancora l’unico in organico a poter garantire quell’opera di trade unions tra zona mediana ed attacco. La sensazione è che difficilmente il tecnico goriziano possa rinunciarci. Il problema è che alle sue spalle torna gradualmente in condizione Francelino Matuzalem, che continua ad alternarsi nel ruolo di Ledesma (solita diga) ed in quello di interno mancino. A poco più di 4 mesi dalla frattura del malleolo (14 marzo con il Bari), il centrocampista brasiliano sta progressivamente cancellando i timori di natura fisica che hanno accompagnato la sua terza estate da laziale. Nella ripresa ha dispensato assist in verticale al bacio per la coppia Rocchi-Zàrate. Due reti di ottima fattura per il capitano, giocate da applausi per l’argentino che rispetto ad un anno fa si è presentato in ritiro tirato quanto basta per sperare in un rapido rilancio. Ha puntato e saltato avversari a ripetizione, ha spedito a rete il compagno di reparto, è sembrato divertirsi. Non che la retroguardia dei padroni di casa fosse insuperabile, ma la qualità con la quale ha beffato i difensori è universale ad ogni livello.
Capitolo a parte meritano i "nuovi" Pintos e Gonzalez, entrambi a segno nella loro prima uscita. L’ex esterno del San Lorenzo ha confermato buona falcata e qualità tecniche apprezzabili, ma non sempre ha affondato con decisione sulla propria corsia di competenza. Meccanismi ancora da oliare, anche perché sulla sua catena di destra ha operato proprio il connazionale, con il quale non sempre ha cercato scambi di prima in cerca del fondo. Gonzalez, a caccia dell’assenso di Reja, ha agito da vice Brocchi, ma resta decisamente da rivedere: "fragile" dal punto di vista fisico, non eccelso da quello tecnico, le sue potenzialità sono ancora da decifrare.
L’ultima non è una notizia, ma una conferma: nonostante qualche esercitazione di difesa a quattro, Reja continua a puntare decisamente sull’assetto tattico della scorsa stagione: difesa a tre (in assenza di Dias, Zauri ha trovato spazio sul centro sinistra con Stendardo al centro), centrocampo a cinque e due punte.
IL TABELLINO:
Lazio – Auronzo di Cadore 9-0 (4-0)
Lazio, primo tempo (3-5-2): Berni, Biava, Stendardo, Zauri; Cavanda, Brocchi, Ledesma, Mauri, Del Nero; Kozak, Barreto. All.: Reja
Lazio, secondo tempo (3-5-2): Bizzarri, Diakitè, Cribari, Radu; Pintos, Gonzalez, Matuzalem, Perpetuini, Scaloni; Rocchi, Zàrate.
Auronzo di Cadore (4-4-2): Riva, Bombassei, Laguna, De Filippo, De Mario C.; Da Corte, Cian, Martinig, Tosi; Soravia, De Mario S. A disp.: Uterpertinger, Zancolò, De Villa, Monti, De Mattia, Ciotti, Zandegiacomo, Mario, Bettina, Festini. All.: Ben
Marcatori:
Primo tempo: 7’, 13’, 40’ Kozak, 14’ Brocchi
Secondo tempo: 14’, 37’ Rocchi, 24’ Diakitè, 33’ Pintos, 38’ Gonzalez
