SPECIALE AURONZO - Reja non si accontenta: "Abbiamo bisogno di aumentare il tasso tecnico della squadra... Garrido? Ha ottime qualità, era uno degli obiettivi"
AURONZO DI CADORE – Ultimo giorno di ritiro, tempo di bilanci per Edy Reja. Tra le tre Cime di Lavaredo è scoccato il momento dei saluti, la Lazio si appresta a fare il proprio ritorno a casa (dal 4 al 14 agosto seconda fase di preparazione a Fiuggi) dopo 20 giorni di duro lavoro, intervallato da una folta presenza di test amichevoli. In fondo alla lunga pedalata non può essere che il tecnico goriziano a tirare le somme del momento biancoceleste. Una panoramica ad ampio raggio che tocca tutte le tematiche, anche le più spinose: “La partenza è stata positiva – spiega il tecnico carnico - . Il gruppo ha sempre lavorato con determinazione e spirito di sacrificio, questo è importante. Poi per quanto riguarda le amichevoli abbiamo anche pagato il fatto di non avere ricambi visto i molti infortuni, lo scopo era quello di arrivare in buone condizioni al novantesimo minuto. Siamo partiti presto, con lo scopo di arrivare al 28 già in una buona condizione, la mattina abbiamo lavorato molto sulla fase atletica, tanto che ora siamo molto imballati. Alla ripresa molleremo un po’, in maniera di essere già in ottima condizione all’inizio del campionato, anche perché la Sampdoria sarà già ben preparata. Dobbiamo partire con il piede giusto, queste sono piazze che non ti aspettano”.
Indicazioni più o meno confortanti per la compagine capitolina, apparsa spesso brillante in fase di costruzione di gioco, ma balbettante in difesa: “Io la penso al contrario – ribatte Reja - . Le critiche vengono fatte in base al risultato. Se noi invece avessimo finalizzato maggiormente le occasioni da rete costruite si sarebbe vinta la partita e le analisi sarebbero state diverse. E’ chiaro che certi meccanismi in fase difensiva dobbiamo migliorarli. A me comunque interessa la prestazione che i ragazzi hanno fatto che secondo me è positiva”.
Il modulo dal quale si è ripartito è indubbiamente quel 3-5-2 che tanto bene ha fatto anche sul finire della scorsa stagione. Un assetto tattico che ha evidenziato diversi dualismi: quello tra Ledesma e Matuzalem in cabina di regia è il più stuzzicante: “Ledesma lo conosciamo, lui è specifico in questo ruolo per le sue caratteristiche. Ma lo è anche Matuzalem. Lui storce il naso quando gli si chiede di fare la mezz’ala, si sente un playmaker basso, o il centrale sinistro di un centrocampo a due centrali. Sta lavorando molto bene, secondo me se continua così nel giro di un mese lo avremo in buone condizioni, sperando che non arrivi qualche problema fisico”.
Una cosa è chiara, il ritorno in campo di Sergio Floccari, che ieri ha disputato il suo primo spezzone in amichevole, è determinante: “Questo sistema di gioco comporta in avanti l’utilizzo di due punte. Si nota che ci manca molto Floccari. Lui è il nostro regista in fase offensiva, è da lui che partono molte azioni. L’anno scorso è stato il punto di forza, con lui anche Rocchi e a volte Zàrate, ma Floccari e Rocchi è stata il gran parte delle volte la coppia titolare. Sono due giocatori prettamente offensivo, mentre in questo periodo ho sempre dovuto alternare Kozak con Barreto e Zàrate. Davanti in questa fase ci manca un po’ di peso e struttura. Finché non lo recupero non si può dare un parere definitivo”.
Intanto, però, è finalmente arrivato l’erede sulla corsia mancina di Aleksandar Kolarov. Reja sembra gradire la scelta: “Garrido è un giocatore molto dotato dal punto di vista tecnico, anche se non è robusto come Kolarov. Ha cambio di passo, sa giocare la palla in fase offensiva, ed è un giocatore di ottime, ottime qualità. Era uno dei nostri obiettivi, quando ci sono delle indicazioni su 4-5-6 giocatori, poi dipende anche dalle adesioni dei calciatori o dalle difficoltà economiche che si incontrano. Si opta per una soluzione in base a tanti fattori, tecniche ed economiche. Ho visto delle partite e delle cassette dove ha fatto molto bene, anche se con i tre dietro è più predisposto all’azione offensiva. Al Manchester giocava come quarto di difesa, quindi si preoccupava molto di rientrare”.
Reja è tranquillo, in quella zona di campo può transitare con disinvoltura anche Luciano Zauri: “Lui è della Lazio, ha un contratto di altri tre anni e rientra nei nostri programmi. Ma questo si sapeva già dall’inizio”.
Soddisfatta un’esigenza, ora il tecnico goriziano attende con ansia la cosiddetta ciliegina sulla torta. Anzi due: “Un paio di soluzioni dobbiamo centrarle. Abbiamo necessità di aumentare il tasso tecnico e qualitativo di questa squadra. C’è necessità di due interventi mirati, con caratteristiche specifiche. Lo sapete bene quello che cerchiamo. Si cerca sempre inizialmente di migliorare la situazione, poi è chiaro che bisogna vedere se i nuovi si adattano bene. La nostra volontà è quella di migliorare l’attuale organico”.
Più qualità e meno quantità, è questo il diktat di Reja: “Per quanto riguarda lo sfoltimento della rosa, ancora non sono totalmente soddisfatto. Mi piacerebbe che qualcun altro andasse a trovare altri lidi per esprimere i propri valori. Qui siamo abbastanza. Mi riferisco anche ad alcuni giovani che hanno bisogno di giocare. Cavanda è un giovane che mi piacere continuare a seguire ed inserire, vorrei trovargli uno spazio. Kozak ha dimostrato un buon potenziale ed è ancora da vedere e valutare la sua posizione, bisogna anche vedere se arriva qualcuno o no in quel reparto”.
In un’ipotetica griglia di partenza: “La Lazio deve stazionare dall’ottavo posto in avanti. Poi in relazione agli anni può andare più o meno bene. L’altro giorno quando ho parlato di qualificazione in Champions League è venuto fuori un concetto un po’ forzato, ma il concetto è che in ogni campionato possono sempre esserci delle sorprese. Per il resto si ripetono sempre le stesso, Inter, Roma, Juventus ed il Milan che deve rinnovare un po’”.
