Pintos non rientrerà più alla Lazio

01.09.2010 11:08 di  Daniele Baldini   vedi letture
Fonte: Corriere dello Sport
Pintos non rientrerà più alla Lazio
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano

Ha firmato per 5 anni con il Getafe, giocherà in Spagna. Era stato il primo acquisto della nuova sta­gione, è stato “ ceduto” il 30 agosto, ad un giorno dalla chiu­sura delle operazioni. In verità la Lazio non aveva mai pagato il suo acquisto e dunque ha solo “ospitato” il giocatore per due mesi. Pintos non è stato par­cheggiato nella Liga, la società spagnola lo ha acquisito a titolo definitivo e non c’è nessuna opzione a favore della Lazio. Il Getafe ha versato 1,5 milioni di euro per avere il 50% del suo cartellino, la parte re­stante appartiene al Defensor Sporting di Montevideo, la società che l’ha lanciato nel calcio che conta (ci ha giocato per tre anni). La Lazio credeva nelle sue qualità ma a cau­sadelle nuove regole sugli extracomunitari non l’ha potuto tesserare (l’ultimo posto è sta­to preso da Hernanes). Pintos e il suo mana­ger Daniel Fonseca hanno atteso in silenzio, non hanno alzato polveroni nonostante la de­lusione provata per la situazione e per l’esclusione dal gruppo principale allenato da Reja (anche Pintos si è dovuto allenare alle 8 di mattina con i “partenti”). I con­tratti erano fir­mati ma non sono stati depositati.

Fonseca ha trova­to sistemazione all’esterno destro che è stato pre­sentato dal Geta­fe ieri alle 12:«Sono molto felice, sognavo di giocare nella Liga Spagnola». Avrà modo di mettere in mostra il suo talento, la Lazio non sarà un bel ricordo a causa dei comportamen­ti del club.

Fonseca ha risolto il caso Pintos ed è pronto a sbarcare a Roma per chiudere ilcontratto di Muslera. Gli accordi sono stati trovati a giugno, durante il ritiro di Fiuggi era emerso il retroscena legato alla firma an­cora mancante. Viene definita solo una que­stione formale, manca l’1% per considerare la vicenda chiusa. Non dovrebbero esserci in­toppi. Il manager uruguaiano potrebbe arri­vare nella Capitale tra oggi e domani, la La­zio non può cambiare le carte in tavola.