Kozak, voglia di farsi valere
Jan Koller e Luca Toni sono i suoi riferimenti "per la loro forza e il modo di giocare". Libor Kozak, 21 anni, entra nel calcio dei grandi e non potrebbe essere altrimenti con quella statura. Dall'alto dei suoi 1,92 vede tanto, quasi tutto. Vede anche che potrebbe finalmente essere giunta la sua chance ed è deciso a farsi valere ancora in prima squadra, proprio come fatto durante il pre-campionato. E pensare che è stato in bilico fino all'ultimo giorno di mercato: saltato Santa Cruz è rimasto lui, è "tornato Gigetto" insomma. Edy Reja l'ha voluto valutare bene prima di prendere una decisione. È sempre stato sul punto di rimanere almeno al 50% (nonostante Lotito avesse già un accordo verbale con il Crotone per la cessione di un anno). Vuoi per gli infortuni di Rocchi e Floccari. Vuoi perché uno con queste caratteristiche, alla Tore Andre Flo, la Lazio non ce l'ha mai avuto. Ora resterà almeno fino a gennaio e sgomiterà per farsi largo, visto che nelle gerarchie parte dietro a tutti. In campionato ha già giocato con Delio Rossi che lo fece esordire a Milano contro l'Inter da subentrato, e da titolare giocò invece a Torino contro la Juventus all'ultima di campionato (il giorno dopo il suo compleanno, il 30 maggio, data storica...ndr). Milano e Torino, Inter e Juventus: un battesimo di fuoco. Contro i bianconeri di Nedved (che quel giorno dava l'addio al calcio giocato, ndr) sfiorò anche il gol in tre circostanze: pallonetto a tu per tu con Buffon, colpo di testa su invito di Brocchi e palo scheggiato con zampata di rapina.
