Reja si aggrappa all'Olimpico: nel 2012 marcia da big a Roma
La Lazio si aggrappa all’Olimpico per tornare a sorridere. Numeri alla mano, l’impianto capitolino è il talismano del 2012, è l’unica fonte di punti che ha permesso alla formazione di Reja di preservare il terzo posto dall’attacco della concorrenza. Escluso il 3-0 corsaro con il Chievo, lontano da Roma sono arrivate solo sconfitte, le reti sono piovute a grappoli, ben 16 in 5 uscite, più di 3 ogni 90’. Allarme rosso tamponato dalla Lazio versione casalinga. Un conforto che era mancato nel 2011, quando viceversa i biancocelesti correvano forte in trasferta e zoppicavano nella Capitale. Nei primi 4 mesi della stagione Klose e compagni, infatti, si erano limitati a battere Roma, Parma e Novara, a pareggiare con Chievo, Palermo, Catania ed Udinese ed a perdere con Genoa e Juventus. Appena 13 punti su 27 a disposizione, 10 gol fatti e 7 subiti. Sabato arriva il Napoli, una sfida che Reja non ha esitato a battezzare come “finalissima” da non fallire se non si vuole replicare l’harakiri della scorsa stagione in chiave Champions. Dopo la sconfitta con il Parma, il tecnico goriziano si è lasciato andare ad una vera chiamata alle armi. Il tempo di errori e cali di tensione è finito, ora la Lazio chiede aiuto al suo stadio per scacciare la crisi. E già, perché dall’avvento del nuovo anno, l’Olimpico ha tradito solo contro il Bologna, quando pagò lo scotto dei festeggiamenti post-derby. I restanti 5 match hanno portato solo sorrisi. La festa è iniziata il 15 gennaio, quando Hernanes e Klose regolarono l’Atalanta. Fu solo l’inizio del momento magico di un Profeta, ora in preda ai nervi: insieme a Rocchi due settimane dopo sfatò il tabù Milan, per poi ripetersi con il Cesena, quando diede il via ad una rimonta epica: da 0-2 a 3-2. Due sole reti (di Klose e Diakitè) sono invece bastate con Fiorentina ed Atalanta, quando Marchetti riuscì a mantenere l’imbattibilità per la quarta volta nelle 6 gare analizzate. Ergo, 15 punti in 6 partite casalinghe, 2 in più rispetto al 2011 con 270’ in meno a disposizione (10 gol fatti e 5 subiti). Quarta in Italia alle spalle di Roma, Siena e Cagliari. E’ sulle ali diOlympia che la Lazio può vincere la volata Champions. Partendo dal Napoli, fino ad arrivare all’ultima con l’Inter, passando per Lecce e Siena: il 50 per cento delle gare rimanenti si disputeranno nel dolce Olimpico.
