Valzer delle panchine: balla mezza Europa, anche Reja
Non è solo un terremoto italiano. Epicentro incerto, tutte le panchine d'Europa, o quasi ballano: chi ha fatto molto bene, potrebbe decidere di cambiare aria, e ambizioni, chi ha fallito, o sta per fallire, potrebbe esservi costretto. "Come si fa a pensare di tornare in A con tutto quel che sta succedendo nel calcio italiano?" avrebbe confidato ai suoi collaboratori Spalletti, che dunque resterà verosimilmente allo Zenit: ma Guardiola prenderà davvero un anno sabbatico? E Mourinho, si farà irretire da un nuovo anno alla corte madrilena, o da antiche suggestioni? La serie A non vuole farsi mancare nulla: le uniche due panchine solide sono quelle di Conte alla Juve, a meno di clamorose squalifiche è destinato ad aprire un ciclo, e Guidolin, forte dei risultati ottenuti. Certo non è l'Italia la meta più ambita: i due colossi spagnoli, Real e Barca, e dietro chi è in grado di fare grandi investimenti: Abramovich e il suo Chelsea, il City di Mancini. Per prestigio annoveriamo nella lista anche il Milan: Berlusconi non ha mai speso una parola pubblica per difendere Allegri, l'impressione è che voglia creare un Milan nuovamente a sua somiglianza, con Costacurta, o Van Basten, o il vecchio pallino Guardiola in panca. Stramaccioni, ereditata una situazione disastrosa, rischierebbe meno di Mazzarri, che se non dovesse centrare il terzo posto non riuscirebbe a far dimenticare facilmente al suo presidente passate incomprensioni. Delio Rossi potrebbe cambiare aria, e le stesse squadra romane sembrano destinate a non conservare lo stesso tecnico. Reja cambierebbe aria per incomprensioni con Lotito, e Luis Enrique per incomprensioni col calcio italiano. Per il post-Reja, la Gazzetta dello Sport rilancia il nome di Gianfranco Zola, specialmente se non si acciuffasse il terzo posto. Il Corriere della Sera invece, complice l'addio di Lo Monaco, propone Montella, che farebbe gola a mezza Serie A, Napoli compreso, liberando Mazzarri per la squadra biancoceleste. Sannino e Pioli altri papabili. Tanti i nomi al posto dell'asturiano: Villas Boas, vecchio pupillo baldiniano, ma anche Prandelli, ingolosito dalle ambizioni giallorosse. I nomi che vorticano intorno alle panchine destinate a rimanere vuote sono molti: il rampante Montella, Blanc, lo scatenato Bielsa, che ha forgiato un Bilbao d'acciaio. Quel che sembra certo, è che se iniziano le danze, anche la Lazio lo ballerà, questo valzer delle panchine.
