Klose ribadisce: "Voglio restare alla Lazio fino al 2014"
Una speranza, un sogno, ecco cosa rappresenta l'Europeo per Klose. Miro è uno degli attaccanti più forti che abbiano calcato i campi d'Europa e del mondo negli ultimi 15 anni. I numeri sono lì, pronti a testimoniare una classe e un senso del gol degni dei grandi campioni del passato. Miro colleziona numeri da record: 114 presenze e 63 gol con la maglia della Germania (solo Muller con 68 ha fatto meglio), 225 reti in carriere tra club e nazionale e 14 marcature ai Mondiali (solo Ronaldo davanti a lui). Klose è un fenomeno, gli sono bastati dodici minuti per siglare il suo primo gol in Serie A, non in uno stadio qualunque: a San Siro, contro il Milan, beffando un campione come Nesta. Poi un'ascesa continua: 13 gol in 27 presenze in campionato, 16 in 33 considerando anche le coppe. Praticamente un gol ogni 180', numeri fantascientifici. Klose, però, non è solo gol: è classe, umiltà, sacrificio. Si è messo a disposizione della Lazio, l'ha fatto senza fiatare, senza mai far pesare il suo presitigio. In inverno, quando la crisi di Cisse era ormai deflagrata e Reja aveva deciso di promuovere Rocchi titolare, Miro si è anche adattato a lavorare da seconda punta senza, però, abbassare la sua media realizzativa. Klose, tuttavia, nonostante i numeri parlino chiaro ha un cruccio, una piccola macchia da lavare via. Miro ha vinto tanto in Germania: Bundesliga, coppa nazionale e supercoppa. Quello che manca a Klose è un grande trofeo europeo: ci è andato vicino con il Bayern, ci pensarono Mourinho e l'Inter a togliergli quella soddisfazione. Per questo l'Europeo lo attira da morire, sa che la Germania stavolta può vincere: "Siamo forti, più forti rispetto al 2010. Molti giocatori, giovani allora, adesso sono maturati grazie all'esperienza in squadre di club importanti. Penso a Muller, Khedira, Reus e Kroos. Giocare in Polonia, poi, significa molto per me. Qui sono nato e cresciuto e una parte della mia famiglia è ancora qui. Mi piace tornare e ricaricare le batterie e poi c'è del buon pesce (Miro è appassionato di pesca ndr). I miei bambini parlano sia polacco che tedesco e anche il mio polacco non è male. Non dimenticherò mai le mie origini". Miro è pronto per scendere in campo, la botta alla caviglia è praticamente smaltita. "Ho già rirpeso ad allenarmi e sarò pronto per l'Europeo. Purtroppo sono dovuto stare fermo per forze e ora sono piuttosto riposato." La domanda del giornalista polacco, poi, va a toccare un tasto delicato. Klose prova a spiegare perché ha scelto la nazionale tedesca. "Sono arrivato in Germania ad otto anni -ha dichiarato a Sport.pl-, non conoscevo nulla, tantomeno la lingua. Il calcio mi ha aiutato ad integrarmi e senza il pallone forse sarebbe stato molto difficile inserirsi. I miei amici avevano capito che ero forte e per questo ero sempre il primo ad essere scelto quando si facevano le squadre. Poi ho iniziato la mia carriera vera e propria". Il grande rivale per un posto da titolare ad Euro 2012 si chiama Mario Gomez. Klose dispensa saggezza: "Gioco da 10 anni in nazionale e ho collezionato 114 presenze con la maglia della Germania, ho sempre dato tutto e continuerò a farlo. Non ho mai rifiutato il ruolo di leader. E' giusto che i giovani che arrivano in squadra diano il loro apporto, più giocatori bravi ci sono e meglio è. Gomez ha uno stile di gioco diverso rispetto al mio, poi starà al tecnico decidere". Infine Klose ribadisce la volontà di non lasciare la Lazio, di rimanere a Roma fino alla scadenza del suo contratto. Sogna i mondiali in Brasile, vuole conquistarli con l'aquila sul petto: "Ho 33 anni e se la salute me lo permette perchè no. Certamente voglio rimanere alla Lazio fino al 2014. Mi piacerebbe andare al Mondiale, devo ancora battere qualche record per chiudere al meglio la mia carriera".
