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La Roma lancia la 'Hall of Fame' per i suoi 85 anni... E la Lazio, che di anni ne ha 112?
20.06.2012 20:41 di Luca Capriotti
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Fonte: Luca Capriotti-Lalaziosiamonoi Costruire la propria memoria, difenderla, amare la storia del proprio club: identikit di ogni appassionato di calcio, tifoso, ultras. Chi ha meno storia, e sono meramente i numeri a pronunciarsi, ad ogni modo pare intenzionato, in rigoroso american scintillante style, a riscoprirla e offrirla ai propri tifosi. La Roma, lo riporta il Messaggero, ha intenzione di formare una vera e propria Hall of Fame, fortemente voluta dalla nuova proprietà americana. La società, nel quadro delle celebrazioni per l'85° anniversario della sua fondazione, ha annunciato l'iniziativa attraverso un comunicato in cui si sottolinea l'intenzione "di costruire, custodire e rendere accessibile nel tempo la memoria di una elite di atleti che dal 1927 hanno contribuito alla storia, ai successi ed al patrimonio affettivo della AS Roma e dei suoi tifosi"». Ovvero, in soldoni, proporrà ai tifosi 85 giocatori, tra questi undici andranno a formare l'11 titolare più forte di tutti i tempi, prima società in Italia a proporre un'iniziativa di questo tipo. Dalle irraggiungibili altezze dei loro 85 anni di storia trionfale, i tifosi giallorossi potranno godersi i loro passati beniamini: "L'istituzione della Hall of Fame vuole dare ad ogni tifoso la possibilità di fare un pò di conti con la storia - ha spiegato il direttore generale Franco Baldini - In un ideale ponte tra passato e futuro, noi che altro non siamo se non i temporanei custodi di questa squadra e di questa società, volevamo che fossero proprio i tifosi, alla fine i veri proprietari della sua storia, ad avere il diritto di collocare, o almeno di provare a farlo, ognuno al posto giusto". La domanda che sorge spontanea è: e la Lazio? La prima squadra della Capitale, che ha già celebrato il proprio centenario, che ha dato lustro al proprio Paese conquistando anche Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea, si è limitata a proporre sulla propria pagina Facebook un sondaggio analogo. Per quanto questo renda sicuramente onore all'utilizzo costante che i tifosi fanno dei social network, al loro essere "social" e sicuramente moderni, non assomiglia molto alle celebrazioni in pompa magna che sono state orchestrate dall'altra parte del Tevere, con televisioni e grossi network al seguito. Certamente la montiana sobrietà non è peculiarità distintiva della proprietà americana (se il modello è il Super Bowl, dove più che lo sport a farla da padrone sono cantanti, ballerine e pubblicità, non ci si può aspettare niente di meglio), ma dalle parti di Formello ancora si esacerba il clima con uscite poco felici, a dir poco ignorando i "Pulici" di turno, quando si è in buona, se non ficcandoli in mezzo nelle polemiche piú sterili. PRIMI DELLA CAPITALE - Potrebbe non bastare la pur lodevole iniziativa di porre sulle nuove magliette targate Macron la scritta "Primi nella capitale", se poi si subisce lo scacco matto sul proprio campo, quello della Storia, tradizionale vanto di tutti i sostenitori biancocelesti. Potrebbe non bastare il pur bellissimo video prima della partita con Chinaglia, se rimane l'impressione di dover inseguire perfino i cugini nello spirito d'iniziativa, nel rendere possibile ai propri supporters la fruizione del patrimonio societario, la sua fatta anche di campioni e da campioni del passato. Forse è solo un difetto di comunicazione, che invece da altre parti non fa difetto, a quanto pare. L'ad giallorosso Mark Pannes insegna, e mai avremmo voluto tale maestro: "La Hall of Fame diventerà parte della città ed è molto importante che i tifosi possano interagire con la società, anche tramite i social network". La speranza è che la Lazio non aspetti le Calendae greche per tornare a dominare anche nell'orgoglio identitario, nel senso di appartenenza che le compete. TOTTI E ALTRI - Totti non c'è. "Nessun giocatore ancora in attività potrà far parte della Hall of Fame, l'importante è celebrare il passato". Il capitano giallorosso ha mancato di pochi anni, pochissimi, l'appuntamento con la gloria, per ora. "Sono convinto che nel futuro ci sarà spazio anche per manager e allenatori, ma abbiamo voluto iniziare dai giocatori sono loro che danno le emozioni sul campo", continua l'ad. Come a dire, per ora nella Storia della Roma per Luis Enrique non c'è posto, in futuro, chissà. Bisognerebbe impararlo a memoria, e andrebbe urlato per vicoli e rioni, ponti e sottoscala: la Storia siamo noi, nessuno si senta offeso. Si attende con ansia anche un museo giallorosso delle Coppe Europee: probabilmente si sta cercando un luogo abbastanza grande per contenerle tutte. Altre notizie - News
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