© foto di Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com
 |
Pagine da ricordare, questa lo è sicuramente. Ora Perpetuini è tutto biancoceleste. Pagine da ricordare: entra in campo al posto di Ousmane Dabo il 17 maggio 2009 nella sconfitta a Palermo, dopo molti provini, dopo i primi passi a Cisterna di Latina. 20 settembre 2009, seconda presenza, nel pareggio di Catania (1-1), altra pagina da ricordare, sostituisce Foggia, folletto partenopeo: la storia è buffa nelle sue intersezioni, quest'estate calda di calcioscommesse e nuovo allenatore li vede rientrare entrambi alla base. Sarà l'occhio di Petkovic a valutarli, o forse le strategie di Tare hanno già disegnato altri sentieri per i loro scarpini.
PRESTITO - Foggia, non solo l'ex blucerchiato, ma anche la doppia esperienza maturata, prima in prestito, poi in comproprietà, del giovane centrocampista, 6 presenze in Nazionale Under 20, anche società gloriosa, nobile decaduta. Sfiorerà Zeman nel 2010 , due allenamenti col Foggia, altra pagina da ricordare, con amarezza magari, lesione del legamento crociato del ginocchio: ora Perpetuini rientra a Roma, e l'altra sponda cittadina ferve di rinnovato amore per il boemo dalle troppe sigarette, e le idee chiare, appena tornato nell'Urbe dopo la cavalcata trionfante al Pescara. Ritorno a casa, stagione finita, o quasi. La sua seconda esperienza a Foggia, rinnovata nel 2011, stavolta in comproprietà, è pagina luminosa a guardarsi, come Perpetuini ha rivelato in Esclusiva ai nostri microfoni: "Ieri c’è stata una svolta per il mio futuro, sono contento di tornare alla Lazio. Il mio sogno è quello di restare ma al momento non riesco a immaginare quale sarà il mio futuro: aspetterò per capire quale sarà la decisione della società. A Foggia è stato un anno molto positivo, ho avuto problemi durante la preparazione che mi hanno costretto a giocare solo ai primi di ottobre. Il ginocchio continuava a gonfiarsi.. poi tutto è andato bene e a fine stagione sono anche diventato capitano. Non so perché il Foggia non abbia puntato su di me, penso si siano accordate le società. A me adesso importa solo di giocare".
PETKOPPORTUNITY - Giocare, un mantra per tutti, per chi vuole rilanciarsi ed entrare nella testa del proprio selezionatore nazionale (ieri Klose, oggi Hernanes per i Mondiali), ancor di più per i giovani biancocelesti, figli di una primavera ricca, a volte intristita da troppi prestiti errati. Generazione Petkovic, ovvero Petkopportunity: sentono odor di campo gli ex Primavera, di mister senza troppi preconcetti, o gerarchie. Giocare, mordere il campo, per chi deve imparare ancora molto rischia di essere l'unica medicina valida per curare dal grande morbo del nostro calcio, l'oblio dei giovani promettenti. Vorrebbe giocarsi le proprie carte a Formello Perpetuini, corre voce che ci sarà opportunità per la linea verde di mettersi in vetrina con Petkovic, ma la voglia di giocare è troppa, e lo spazio con la maglia della Lazio rischia di essere troppo poco: "Sinceramente non so se riuscirò a farmi vedere da Petkovic… Certo mi piacerebbe fare qualche giorno di ritiro con la prima squadra perché impararei molto da gente come Ledesma e Brocchi però ho 21 anni e mi piacerebbe imparare soprattutto sul campo. Mi piacerebbe giocare con continuità". Un futuro tutto da scrivere, che forse è solo nella testa di Tare, per ora. Certo è che per ciascuno di questi giovani la prima meta possibile sembra sempre essere il Salerno Calcio, chissà poi perchè: "Salerno calcio? Aspettiamo preferisco non parlarne, quello che posso dire è che io sono tifoso della Lazio e sogno un futuro biancoceleste". Ah, pagine da ricordare ce ne possono essere molte, la risoluzione della comproprietà a favore della Lazio è una di queste. Ancora di più, per Perpetuini, laziale.