Lazio e giustizia, un binomio che fa un po’ a cazzotti in questa pazza estate da tribunali. Se la questione Mauri è stata parzialmente risolta (aspettando la sentenza sportiva…), i biancocelesti si sono andati a impelagare in un’altra questione spinosa con il trasferimento di Breno. L’ex promessa del calcio verdeoro, di proprietà del Bayern Monaco, sarà impegnato nella giornata di domani nella quinta delle dieci udienze del processo per l’incendio della sua abitazione bavarese dello scorso 19 settembre.
Sarà ascoltata la moglie del giocatore, Renata, che è sempre rimasta vicina al marito, pronta ad allinearsi alle tesi della difesa; insieme a lei sarà ascoltato anche l’ex genoano Rafinha, la prima persona ad accorrere sulla scena in quella sciagurata notte.
Dall’altra parte il pubblico ministero sostiene che il giocatore abbia creato un serio pericolo per la vita dei suoi familiari, poiché assolutamente inconsapevole dell’allontanamento preventivo della moglie con i bambini. Renata infatti era scappata di casa, dopo un litigio nel quale il marito aveva reso palese la sua sbronza di birra e vino (lui d’altronde dichiara di non ricordare nulla). Beveva spesso Breno, dopo quella terribile notizia della terza operazione al ginocchio destro; supplizio terribile per un ragazzo di neanche 22 anni (all’epoca dei fatti), che oggi rischia da uno a 15 anni di reclusione.
Nel frattempo l’avvocato del giocatore, Werner Leitner, ha espresso tutta la sua indignazione per la presunta fuga di notizie dalle aule del tribunale. Tutto è nato da un’autentica bomba ad orologeria lanciata dal tabloid tedesco “Abendzeitung” nei giorni scorsi: “Breno in carcere per almeno cinque anni”. Assolutamente sconosciuta la fonte dell’informazione, ovviamente si è pensato subito ad una fuga di notizie, ipotesi smentita dal portavoce della procura monacense attraverso un comunicato, nel quale venivano etichettate come “sciocchezze” le sentenze del tabloid. Enzo Piergianni de “Il Corriere dello Sport” sottolinea come sia improbabile un’invenzione di sana pianta del giornale, certo è che a metà processo le sensazioni non sono troppo positive.
Breno è in scadenza il 30 giugno, la Lazio è in pole per l’acquisto ma se la condanna sconfinerà oltre i due anni, addio condizionale, addio Italia e, probabilmente addio calcio…almeno per un po’. Verdetto atteso per il 17 luglio, la Lazio resta con il fiato sospeso.