Martedì 18 Giugno 2013
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Breno, riprende il processo: ipotesi di tentato suicidio, Rafinha: "Era molto triste per il suo infortunio, è un ragazzo tranquillo"

Pubblicato ieri alle ore 11,43
26.06.2012 06:43 di Stefano Fiori  articolo letto 13443 volte
Fonte: Lalaziosiamonoi.it

AGGIORNAMENTO 19:10 - Come già accennato nel pomeriggio è toccato a Rafinha parlare in aula per fornire le sue sensazioni e i fatti di sua conoscenza sull’accaduto. L’ex giocatore del Genoa, al tempo compagno di squadra di Breno, era una delle persone a lui più vicine. Aveva cenato con lui prima che l’incendio venisse appiccato. “Era molto triste", ha ammesso Rafinha, che quel giorno aveva provato a consolare il compagno che da lì a pochi giorni si sarebbe dovuto sottoporre nuovamente ad un nuovo intervento al ginocchio. "Quella sera sono stato con lui all’Oktoberfest  ma non ha esagerato nel bere– ha detto l’esterno brasiliano che è stato il primo a soccorrere Breno dopo l’accaduto – poi l’ho visto dopo poche ore , era spaventato e l’ho abbracciato. Aveva bevuto e non stava bene. Lui è un ragazzo molto tranquillo, tutti gli volevano bene, tutti lo amavano. Ma lui era solo triste per il suo infortunio”

AGGIORNAMENTO 15.00 - Dalla Corte di Monaco, giunge la testimonianza di uno dei manager di Breno: secondo la sua deposizione, prima dell'incendio il difensore brasiliano aveva assunto una dose di sonnifero. Farmaco che, però, il 22 enne centrale del Bayern Monaco prendeva regolarmente, dal momento che "ogni due o tre mesi" era in visita da un medico legato al club bavarese, di cui l'agente aveva sentito parlare "in più di un'occasione". Secondo il manager, i giocatori del Bayern avevano "accesso gratuito ai farmaci".

A Monaco di Baviera è iniziata una nuova giornata di udienze per il processo in cui è coinvolto Breno. Come è noto, il difensore brasiliano del Bayern Monaco, bloccato già da tempo dalla Lazio, è chiamato a difendersi dall'accusa di incendio doloso, che distrusse la sua abitazione lo scorso settembre. Nella quinta delle dieci udienze, che si è aperta da poco, il giudice ascolterà la moglie del centrale verdeoro, Renata - che sosterrà le tesi a difesa di suo marito - e il compagno di squadra Rafinha, il primo ad essere accorso davanti la casa di Breno in quella notte. Di fronte ai magistrati del Tribunale regionale del capoluogo bavarese, intanto, hanno già deposto le proprie testimonianze alcuni degli agenti di polizia intervenuti il 19 settembre sul luogo dell'incendio. Come riportato dai media tedeschi, un poliziotto ha dichiarato di aver visto un Breno "sconvolto" nel momento in cui si è rivolto alle forze dell'ordine, che dava addirittura l'impressione di aver tentato il suicidio. L'agente ha subito preso in considerazione l'ipotesi che il brasiliano fosse coinvolto nell'incendio e, pertanto, aveva fatto richiesta all'ospedale di predisporre per lui una camera singola. Nell'ambulanza, inoltre, il poliziotto ha affermato di aver visto tre accendini, uno dei quali pregno di fuliggine, mentre Breno, vestito solo con un pantaloncino da calcio e un paio di ciabatte, era "sporco su tutto il corpo", tanto che l'asciugamano con cui il 22 enne difensore si è pulito in ospedale era diventato subito "nero come la pece". Alla domanda su dove fosse scoppiato l'incendio, Breno disse agli agenti che il fuoco aveva preso piede prima in bagno e che ad appiccarlo era stata sua moglie. L'ufficiale di polizia ha aggiunto che, comunque, escludeva potesse essere stata lei, dal momento che il ragazzo era piuttosto "confuso" e che l'accusa nei confronti della moglie sembrava dettata, più che altro, "dalla sua reazione di fronte alle forze dell'ordine". Tanto che poi lo stesso brasiliano ha rivelato come "sua moglie non c'entrasse niente". Secondo quanto dichiarato dal poliziotto, quindi, Breno passò tutta la notte a "chiedere dei figli, rivolgendosi a loro come fossero sacri" e a domandare "se poteva tornare in Brasile". Un altro agente, invece, ha affermato di aver sentito l'odore di alcool sul luogo dell'incendio e di aver fatto un test spirometrico al giocatore: premettendo di non ricordare precisamente il valore etilico, il poliziotto ha sottolineato come questo fosse "particolarmente" alto per un calciatore, sebbene Breno fosse in grado di camminare normalmente, e che per sua esperienza ciò suggeriva una "certa familiarità con l'alcool".


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