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PALLA AI TIFOSI E S'ABBRACCIAMO - Ricordi di gloriosi successi... Dallo Scudetto alla Coppa Italia, da Roma all'Havana
04.07.2012 12:30 di Luca Capriotti
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Fonte: Luca Capriotti - Lalaziosiamonoi.it Ancora due lettere: la prima ci riguarda tutti, si sa, nessun tifoso é scaramantico, almeno finché non inizia la partita. Dal fischio d'inizio, qualsiasi minimo particolare può essere beneaugurante o malaugurante, qualsiasi gesto può valere 7 anni di disgrazie, e certi formulari o lessici vanno del tutto evitati (affermare di una punta avversaria "non ci segnerà mai", "é scarsissimo", "non segna neppure a porta vuota", con buona probabilità lo indurrà, complice il fato beffardo, al più bel gesto tecnico che abbia mai fatto, gol, ed esultanza tutta a vostra perenne "rosicaggine"). La seconda, più particolare, non riguarda proprio tutti, a meno non sia cosi inflazionata l'esperienza di esultare all'Havana... "Vorrei raccontare un aneddoto curioso che mi é capitato quella bellissima domenica del 14 di maggio quando nessun tifoso della Lazio (e neanche di altre squadre) si sarebbe mai aspettato quello che poi é successo.Era appena finita la partita Lazio-Reggina; rimango ancora in curva dove avevo l'abbonamento insieme a colleghi di lavoro ed amici, per salutarci, augurarci le buone vacanze e darci appuntamento per l' anno dopo. La rassegnazione che ci avrebbero fregato per il secondo anno consecutivo un altro scudetto ormai era sempre piú forte in tutti noi, quando arrivano notizie da Perugia molto confusionarie ma di buon auspicio. Male che vada, se ci scappa un pareggio tra Perugia e Juve, assisteremo ad un a bella finale scudetto che mi intrigava, perché no? Ma ti pare che il Perugia, che l' anno prima s'era calato le braghe davanti al Milan regalandogli lo scudetto, non fa la stessa cosa anche questa volta? Speriamo di no..... e questa sepranza comincia ad accendersi quando un certo Calori, nel pantano del Renato Curi, manda la palla in rete e segna l'1 a 0 per i padroni di casa. A questo punto lo stadio, dopo un urlo di gioia che sará durato dieci minuti, piomba in un silenzio assordante in attesa delle notizie provenienti da Perugia. La stessa cosa é successa anche al nostro gruppo. Tutti fermi, immobili, piú per scaramanzia che per qualche altro motivo. Ad un certo punto (di buon ora!!! dopo tutto il pomeriggio che stavamo insieme....), mi accorgo che mio figlio ha la maglietta della Lazio messa alla rovescia. Gli dico: "Patrí, cavolo, hai la magliatta messa alla rovescia, rimettitela bene!!". A quel punto, una mia amica, mi blocca e mi fa: "Ma che sei matto? Lo sai che la maglietta alla rovescia porta fortuna?". Ho voluto dare retta a lei e gliel'ho lasciata cosí fino al 90' di Perugia-Juve: come é finita quella partita lo sappiamo tutti. Non nego che nelle partite importanti, tuttora mi metto gli indumenti alla rovescia.... Non si sa mai..... Qualche volta é andata anche bene!!! sará merito suo?" Luigi "Sono un tifoso datato di quelli che la domenica partivano (a piedi e con il panino nel sacchetto) cinque ora prima della partita (di solito al Flaminio) per prendere il solito posto in curva. Eravamo in tanti, tutti amici, era bellissimo. Le trasferte poi erano imperdibili, del tipo "fatece largo che passamo noi" e vari "rimorchi" alle tifose locali: "Che me la regali la sciarpa!?" "Che ce vieni a Roma?!". Il ricordo più particolare: mi trovavo all'Havana per motivi di lavoro; era il 29 aprile 1998 , giorno della finale di ritorno di Coppa Italia col Milan (andata persa per 1-0). Avevo preso alloggio in una di quelle case private che allora andavano per la maggiore (la cosiddetta "casa particular"). Chiedo alla padrona di casa come posso vedere la partita, mi dice che è impossibile, la politica locale vieta l'uso delle parabole; insisto, imploro, so che lo fanno di nascosto, la convinco. Mi porta in un seminterrato dove c'è una televisione collegata non so in che maniera con una antenna clandestina; mi chiede, qualsiasi cosa accada di non esultare o altro perchè nella strada può passare la polizia politica, possono sentire e potrebbero esserci problemi. Accetto. Al terzo gol della Lazio mugolo di gioia, ma nel silenzio sento un urlo devastante proveniente dalla strada. "Gol, gol, non ci prendono più!!!!Lazioooooo!" Esco di corsa, sul balcone della "casa particular" di fronte un signore sulla cinquantina avvolto in una bandiera biancazzurra urla come un indemoniato. "aho! ma che sei della Lazio!?" gli grido, mi risponde "da sempre fratello, da sempre, l'avemo distrutti a sti longobardi!!!" In sostanza era un romano come me, all'Havana per lavoro e guardava la televisione clandestina nella casa di turno. Solo che non ce l'ha fatta a reprimere la gioia. Finì che siamo diventati amici. Per la cronaca non mi sembra ci siano stati problemi per le Case particular e tutto è filato liscio. Un abbraccio a tutti". Giulio Non perdete tempo: anche se non avete mai esultato all'Havana, scrivete a tifosi@lalaziosiamonoi.it Altre notizie - Multimedia
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