Un fantasma si aggira per Brunico: la conferenza stampa di Totti - VIDEO

09.07.2012 16:29 di  Luca Capriotti   vedi letture
Fonte: Luca Capriotti - Lalaziosiamonoi.it
Un fantasma si aggira per Brunico: la conferenza stampa di Totti - VIDEO

Mentre il tifoso laziale medio rimane incollato alla telenovela Yilmaz, siamo alla puntata 3 milioni e rotti, puntata più, puntata meno (ci mette meno Holly a raggiungere la porta di Benji sugli sterminati campi giapponesi, questo è certo), dall'altra sponda del Tevere giungeva, sino ad oggi, un silenzio innaturale. Prima del ritiro, Lamela veniva colpevolmente lasciato solo a sproloquiare di scudetto, nell'aria una nube densa di oscura minacciab. Una sola parola. Zeman. Dal ritiro di Riscone giungono voci inquietanti, bisbiglii oscuri. Niente caffè (come faranno a seguire in diretta il palinsesto notturno di Disney Channel?), solo acqua, menú del giorno degno delle mense scolastiche più agghiaccianti: patate lesse, e verdure bollite. Si mormora che alla lettura di questa sequela di orrori Simplicio sia svenuto. Ma non sapeva il resto: corse forsennate con 12 kg di sacchi d'acqua sulle spalle, doppia seduta di 2 ore e mezza, seggiolini divelti dallo stadio per poter fare i "gradoni", incubo di ogni giocatore che si rispetti, svenimento istantaneo al sol pensiero di ogni lustrato e patinato uomo copertina che il calcio moderno abbia prodotto con i capelli lunghi e l'abbronzatura. Tant'è, per Zeman sono solo "passeggiate nei boschi" (grido disperato, tonfo, altro svenimento di Simplicio), e Totti oggi avrebbe parlato in conferenza stampa "se ce l'avesse fatta" (tonfo, eddai questo é sadismo, si era appena ripreso!). Solo leggende, malelingue, direte voi. Sarà il caldo opprimente, quel Caronte tanto temuto, ma oggi, la conferma che c'é del marcio a Brunico: conferenza di Francesco Totti.

IL TONFO - Domanda di folklore su Zarate, sulla sua esternazione tacciata come "omofoba" (dettata dalla paura e dall'odio verso gli omosessuali, é meglio sottolinearlo) su Twitter. E tutti i giornalisti assiepati attorno al Capitano, notoriamente santone,guru capace di risolvere intere esistenze problematiche con due o tre parole, e la risposta, filosofica senza dubbio, non si é fatta attendere. Lo traduciamo dal fiorentino trecentesco in cui si esprime, per le vostri menti non avvezze al mistico Verbo del numero 10: "L'ho letto, cosi, vagamente (era impegnato nella traduzione dei Rigveda, noto testo religioso in sanscrito, nel frattempo ndr), più che altro me l'hanno detto, peró io rispetto... (Silenzio, l'ansia sale, sta per vaticinare), io rispetto l'omofobia, rispetto la gente che vuole fare quella cosa (quale cosa abbia in mente non é dato saperlo) sono esseri umani e vanno rispettati". Rispetto chi odia i gay, sono esseri umani, e vanno rispettati (tonfo, Simplicio é svenuto, troppo alta la rivelazione, oppure é stata di nuovo la vista delle patate lesse). Silenzio, forse è una delle sue note barzellette, sperano gli astanti, o forse nasconde significati oscuri, escatologici, la biondina al suo fianco poi prova a spiegare ad un attonito capitano, che magari intendeva la fine del mondo come i Maya, mormorano i fans più accaniti, che l'ha sparata grossa. Con aria da maestrina, con tanto di disegnini e spiegazione a gesti, la malcapitata fa presente (ridendo felice, bontá sua, di gusto), che il Pupone ha detto qualcosa un pochino fuori luogo. E lui, attonito, preso in mezzo, baciato dal perfido Giuda, suo rivale di sempre, il Zanichelli, chiede "È quella di Cassano? (Chi, cosa, non é dato saperlo, il giornalista ha sillabato il nome di Zarate quindici volte, facendone disegnino-identikit di chiaro gusto raffaellita per essere certo di essere capito).



ZARATE CHI? - A quel punto, il colpo di genio, nel momento del bisogno, tira fuori la perla del suo maestro di un tempo, il decano degli allenatori di successo, il pluripremiato Luis Enrique: " Zarate chi? Non lo conosco Zarate (dopo vari mugugni incomprensibili e dubbiosi sul senso della vita, rifacendosi al Tare chi, di asturiana memoria)". Poi annaspa: "No avevo fatto, a parte gli scherzi... Pensavo la cosa di Cassano.. Eh. Io aspettavo l'altra, l'altra cosa. Andavo contro Cassano diciamo" (spiegazione indispensabile ai più, intontiti da troppi concetti ontologici, un tantinello iperuranei). Qualcosa di oscuro si aggira per Brunico, pensavamo fosse colpa della dieta di Zeman (tonfo), del caldo, dei gradoni, delle "passeggiate nei boschi", dello schermo con su scritto Miro (come potete vedere in foto).  Invece le notti giallorosse, piene di scudetti e coppe, sono turbati da lancinanti rumor di catene, grida cavernose: "Giovani! Trabajo, sudor! Ipad!" Tenendo svegli i poveri ragazzotti, ed il loro prode capitano. Un fantasma si aggira per Brunico. Chiamatelo come volete, "quella cosa", "la cosa di Cassano", "mi aspettavo un'altra cosa", profezia maya, é parola di Totti. Noi, per brevità, lo chiameremo Progetto. Un fantasma si aggira per Brunico. E no, nemmeno stavolta é quello di Dante. Dante chi?