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Nove anni di Lazio, Rocchi corre per i record agli ordini di Petkovic: "Ha fatto capire subito la sua mentalità... Lavoriamo con entusiasmo"
14.07.2012 15:07 di Stefano Fiori
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Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it L'unica evidenza che ricorda come Tommaso Rocchi sia nato a Venezia è l'accento. Neanche se si sforzasse altri trent'anni acquisirebbe la classica parlata romana. Per il resto, il capitano della Lazio è come se fosse venuto al mondo tra il Colosseo e Piazza Venezia, tra San Pietro e Castel Sant'Angelo. I colori biancocelesti si sono insinuati nelle sue vene a partire da quel 31 agosto 2004: nel marasma generale provocato dal passaggio di proprietà da Capitalia a Claudio Lotito, il neo presidente laziale acquistò nove-giocatori-nove nelle ultime ore di calciomercato. In mezzo al pacco pieno di fiaschi - eccezion fatta per i gemelli Filippini e per Leonardo Talamonti - c'era anche un attaccante proveniente dall'Empoli. 27 anni, Rocchi si era messo in luce la stagione precedente per un gol decisivo in casa dell'Inter e, soprattutto, per la tripletta messa a segno contro la Juventus. Arrivato a Roma, la punta nata all'ombra del Campanile di Piazza San Marco fu introdotta alla "sacra dottrina laziale" da Paolo Di Canio. Non un insegnante qualsiasi, insomma. Per entrare nel cuore dei tifosi biancocelesti, ci mise poco: giusto il tempo di arrivare al 6 gennaio 2005, quando Rocchi, insieme al suo 'mentore' e a Cesar, appose la sua firma nel trionfale derby vinto contro la Roma. Da allora, la Lazio è diventata la sua fissa dimora e la Curva Nord il quadro più bello appeso in camera. Il prossimo 31 agosto saranno nove le candeline sulla torta di compleanno: il regalo, però, cercherà di farselo da solo nel corso della stagione. Manca ancora quel benedetto gol per tagliare il traguardo dei 100 gol in Serie A, ma il capitano è sicuro che sia solo questione di tempo. Ma le cime da scalare per Rocchi non finiscono qua. Con l'aquila sul petto, ha gonfiato la rete in 105 occasioni: Tommaso ha già preparato il biglietto di scuse diretto a Bruno Giordano, a portata di mano lì a 108 reti. Al terzo gradino del podio, a quota 122 gol, il signore da scomodare è Giorgio Chinaglia: se mai Rocchi riuscirà a raggiungerlo, ci penserà Maestrelli lassù a far sbollire il sicuro disappunto del suo figlioccio. Gli obiettivi personali per l'attaccante laziale, però, riguardano anche le presenze con la Lazio: 241 in Serie A, ma soprattutto 290 totali. Appaiato a lui al settimo posto, c'è una delle bandiere della storia biancoceleste, Idilio Cei, portiere degli anni '60, spesso troppo dimenticato. Al sesto posto, Vincenzo D'Amico ha ancora un bottino discreto da difendere: il fantasista del primo Scudetto è a quota 336 presenze. Finché avrà voglia di correre e sudare, però, Rocchi proverà a non porsi nessun limite ai suoi obiettivi. "BUONE IMPRESSIONI" - E' per questo che si è messo diligentemente, da buon capitano qual è, agli ordini di mister Vladimir Petkovic. I ritmi da maratoneti, che il nuovo tecnico biancoceleste sta applicando per i suoi giocatori, serviranno senz'altro a Rocchi per farsi trovare pronto e carico per l'inizio del campionato. "Le prime impressioni sono buone, abbiamo lavorato bene, in modo molto faticoso, ma penso sia importante metterci un po' di corsa, un po' di fondo, che è fondamentale per il corso della stagione": è la filosofia snocciolata da Tommaso ai microfoni del Tgr regionale. Non può che essere il veterano per eccellenza a illustrare la ventata di novità e di curiosità apportata da Petkovic: "Il mister ha un bel metodo di allenamento, lo staff è molto preparato, quindi stiamo lavorando bene, tutti con entusiasmo". La lieta soppressa per Rocchi, però, risiede ancora di più nel lato umano di Petko: "Ci ha fatto un effetto importante, ha fatto subito capire quale sia la sua mentalità. Poi è una persona molto educata, gli piace molto dialogare con noi e cercare di capire insieme allo staff di cosa possiamo avere bisogno, in cosa dobbiamo migliorare. Mi ha fatto una bella impressione". Oltre agli obiettivi personali, il capitano nutre lo stesso desiderio da due stagioni a questa parte: "Sicuramente la Champions League, ci siamo andati vicino questi ultimi due anni e cercheremo di fare meglio dell'anno scorso, provando a raggiungerla". E' dalla stagione 2007/08 che Tommaso non ascolta dal vivo la musichetta della Champions, la voglia di risentire quelle note è tanta. Sarà difficile raggiungere questa meta, però, senza gli innesti giusti. Magari proprio in attacco, dove la bandiera è sventolata dai 'vecchietti terribili' Klose e, appunto, Rocchi: "Non lo so, sono scelte della società. Penso che la società stia facendo di tutto per rafforzare la squadra, poi vedremo anche nel corso del ritiro dove ci sarà da lavorare". Tra le righe, anche il capitano è consapevole che alzare il livello della rosa è necessario. Anche per raggiungere quei traguardi che per Tommaso Rocchi sono a portata di mano. Altre notizie - News
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