Ledesma tra presente e futuro: "Zarate? Ci può dare qualcosa in più.. Bisogna puntare su Rozzi e Onazi!"

Pubblicato ieri alle 20.00
25.07.2012 07:10 di  Luca Capriotti   vedi letture
Fonte: Luca Capriotti - Lalaziosiamonoi.it
Ledesma tra presente e futuro: "Zarate? Ci può dare qualcosa in più.. Bisogna puntare su Rozzi e Onazi!"
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© foto di Federico Gaetano

In cerca di futuro, davanti alla difesa non si fa legna, c'è anche altra visione oltre la Petkovisione. Il mediano deve anticipare lo sviluppo del gioco, sognare prima degli altri dove andrà il pallone, i movimenti dei compagni, la direzione del passaggio. Questi colori c'è l'ha stampati sul petto, Cristian Ledesma. Che la maglia sia Macron, o Puma, l'allenatore sia Delio Rossi, Ballardini, Reja o Petkovic, Ledesma rimane al centro del progetto biancoceleste. Ha trovato l'unica strada percorribile, la lenta pazienza di chi lavora a testa bassa, ma cammina a testa alta: è riuscito a superare le diatribe con la società, il rinnovo congelato, per ritrovare pian piano il rapporto con la dirigenza, lentamente ricucito, riannodato, risolti definitivamente tutti i conflitti, anche quelli più duri da mandar giù. Alle prese con la Petkovisione, il mediano argentino con passaporto italiano ha assaggiato la dura manus del tecnico di Sarajevo, in un'intervista a Skysport 24: "Le nuove impressioni sono tutte positive, c'è un gruppo di lavoro nuovo, entusiasmo come ogni volta quando c'è un nuovo allenatore un nuovo staff, come avete visto la gente ci dimostra affetto. In questo ritiro è stato tutto diverso, per dare giudizi positivi non bisogna criticare quello precedente. Siamo contenti tutti, anche l'allenatore,  con il mister stiamo lavorando veramente bene". Petkovisione a confronto con i tecnici precedenti, il guru di Sarajevo accostato a chi si è già seduto sulla panchina biancoceleste: "Assomiglia a Delio Rossi anche per quanto riguarda il lavoro sul campo, la parte tattica. Usa molto il pallone in allenamento, nessuno aveva questo metodo di lavoro, ci sono poche somiglianze solo con Delio Rossi". Ledesma nella Petkovisione, quel che conta è la salute: "Io sono entusiasta come sempre, penso sempre a finire bene il ritiro, stare bene, è importante che nessuno si faccia male e capire quello che il mister vuole da noi". Capitolo mercato, croce e delizia dell'estate romana, angosciato dalla crisi economica e depresso dai pochi soldi in giro: "Io credo che io e i miei compagni dobbiamo fare i calciatori non i dirigenti, io mi tengo stretti i miei compagni, poi se la società decide e ha la possibilità di portare nuovi giocatori ben vengano, fino ad allora io mi tengo stretti i compagni che ho in campo, per me è importante. Non dobbiamo avere la testa da dirigenti nè da tifosi, dobbiamo pensare al bene della Lazio, preparare bene l'anno che comincerà, sarà dura. Champions? Abbiamo visto anche l'anno scorso, a parte le due o tre di sopra, che il gap è diminuito, le squadre sono sempre più competitive quindi sarà difficile per tutti. Obiettivi? Migliorarci non solo a livello di classifica, in tutto, come stiamo facendo, come stiamo cercando di fare, non solo per stare uno scalino sopra in classifica, ma per migliorarsi come gruppo, come gioco, come società". Come al solito sarà il campo a parlare, valutando con i meri numeri la Petkovisione del calcio, della disciplina, della fatica: "C'è spazio per dimostrare sul campo che noi possiamo fare qualcosa di più rispetto all'anno scorso, sicuramente ci sono stati errori o cose da migliorare, ma dobbiamo migliorare non a parole ma sul campo". Delle due l'una, o si parla di mercato, o si  parla di Mauro Zarate. Il viso scolpito nelle Ande del mediano argentino non si scompone, l'argomento è delicato, dietro l'angolo il vociare di mercato attorno al talento di Haedo non si mai spento del tutto: "Zarate l'ho visto sereno, lo conosco e so che ci puo dare qualcosa in piu. La cosa importante è che si alleni bene e che resti tranquillo.". Guarda lontano, il campo verde dietro di lui, Ledesma, guarda lontano anche quando si parla di altro, non solo terreno di gioco da calpestare oggi, ma di qualcos'altro, di futuro, di prospettive. Migliorare anche a livello societario non vuol dire certo solo Lazio Style Village e Summer Camp, iniziative lodevoli, ma anche gettare nella mischia  i giovani cresciuti con l'aquila sul petto: "Mi piacerebbe puntare sui due ragazzi che hanno fatto il ritiro con noi, Onazi e Rozzi. La loro presenza è stata positiva, speriamo rimangano in pianta stabile, e anche l'anno prossimo sarebbe bello portarne altri due o altri tre,  più che possiamo". Guarda lontano Ledesma, parla piano, con decisione. Lavorare a testa bassa non è solo sinonimo di leader silenzioso, definizione retorica che sta stretta a chiunque, figurarsi a chi ha fatto della sua maglia una ragione oltre la sua ragione, oltre le sue ragioni.  Ledesma corre sul terreno di gioco, esce tra i tifosi, si gioca cosi come si vive: a testa bassa quando si fatica, a testa alta palla al piede, si va in cerca di futuro.