La Lazio l'ha allenata a metà anni '80, ora la segue con attenzione. Gigi Simoni è incuriosito da Petkovic e svela un aneddoto. "So che a Palermo, il presidente Zamparini stravedeva per lui, ne parlava sempre benissimo e credo che dopo la partita di domenica lo abbia apprezzato ancora di più". E' proprio l'allenatore di Sarajevo la nota più lieta di questo inizio di stagione biancoceleste, la squadra poi è una base solida dalla quale ripartire. "La squadra è buona -ha dichiarato a Lazio Style Radio-, lo ha dimostrato nelle ultime due stagioni e se questo allenatore dovesse confermarsi su questi livelli, credo che allora ci si possa aspettare una stagione importante". Simoni è uno dei signori del nostro calcio, un uomo e un allenatore vecchio stampo, non ama l'esaltazione, preferisce concentrarsi sugli aspetti da migliorare, anche quando si parla di giocatori di valore assoluto: "Hernanes è un giocatore di livello, uno di quelli che può risolverti la partita con un colpo. Lui, però, è un calciatore un po' discontinuo, deve trovare continuità per esprimersi sempre al meglio. Ho visto che in queste due partite sta giocando pià arretrato, in una posizione più centrale e allora dovrà essere bravo a non estraniarsi dal gioco ed essere sempre presente". Difficile rimproverare qualcosa a Klose, Simoni ha parole al miele per il tedesco: "Klose è uno di quei giocatori che deterimano il risulato, uno di quello che fa diventare bravi gli allenatori e buone le squadre. Quando hai uno come lui, hai una garanzia. Poi è un personaggio serio, concreto, che parla poco e fa i fatti. Averlo è una fortuna". La Lazio è squadra compatta, solida, affidabile. Simoni non ha dubbi, non si tira indietro, colloca i biancocelesti nel lotto delle primissime: "Io credo che la Lazio possa puntare alla Champions, non penso che il Milan sia superiore alla Lazio. Tanto per dire. La Juve è una spanna superiore a tutti, la Roma è una squadra interessante e può essere un avversario pericoloso, anche se Zeman alla lunga, magari, non ha ottenuto grandi risultati. La Lazio, però, è una squadra solida e forte fisicamente e farà bene". Con l'Inter ha vinto una Coppa Uefa, battendo proprio i biancocelesti nella finale di Parigi, Simoni non concepisce questo snobbare le coppe europee che è tutto italiano: "Si tende a trascurare un po' le coppe e invece io credo siano più importanti. Le partite di coppa ne giochi una ogni due-tre settimane, mentre il campionato è lungo e c'è sempre tempo per recuperare. Poi in Europa, ormai, non ci sono più squadre "materasso" e quindi non si possono snobbare gli impegni. Poi vincendo nelle coppe acquisici prestigio sia per il club, che per tutto il movimento nazionale". L'ex tecnico biancoceleste, poi, torna sul suo periodo laziale. Solo ricordi positivi, soprattutto dei tifosi. "Il mio alla Lazio è stato un anno difficile (85-86 ndr), dove lavorammo più sulla testa che sulla tecnica. Ma ho un grande ricordo del pubblico biancoceleste, ricordo che mi fecere uno striscione all'ultima giornata nel quale mi ringraziavano e dicevano: 'Non ci hai dato la A, ma ci hai dato il cuore'. Mi dispiace non aver portato il risultato, perché a Roma avrei vinto ancora più volentieri che da altre parti".
Ce l'ha messa tutta, ha stretto i denti e alla fine la meglio l'ha avuta lui. Stefano Mauri e il suo completo recupero dopo l'infortunio, mancare al derby in finale di Coppa Italia non era contemplato per il centrocampista brianzolo. Tra le frecce nel suo arco, Pet...