Giovedì 23 Maggio 2013
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Podavini ancora innamorato della sua Lazio: "La seguo sempre, sono fiducioso per Chievo e Tottenham... Ederson? Può giocare con Hernanes"

10.09.2012 20:15 di Stefano Fiori Twitter: @StefanoFioriU2  articolo letto 3961 volte
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it

Per chi ha fatto parte della “Banda del meno nove”, la Lazio è qualcosa che non rimarrà per sempre sottopelle. Per chi ha salvato la storia biancoceleste dalla Serie C, probabilmente anche dal baratro del fallimento, il legame con questi colori è incancellabile. Ne è un esempio Gabriele Podavini, ex difensore che a Roma ha disputato cinque stagioni. Dal 1982 al 1987, la sua avventura con la maglia della Lazio si concluse proprio al termine di quella stagione drammatica e al tempo stesso magica. Allo stesso modo di Giuliano Fiorini, di Fabio Poli e del mister Eugenio Fascetti. Come se non ci fosse più spazio per chi aveva condotto per mano la Lazio fuori dall'inferno. Ma tutto questo fa parte del passato, mentre l'impresa di cui furono protagonisti Podavini e i suoi compagni fa parte della leggenda: “E' stata un pagina fondamentale per la storia di questa società. La Lazio mi è rimasta nel cuore, la seguo sempre, è la mia squadra”, ha avuto modo di ribadire Podavini ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7. L'ex terzino destro ha quindi potuto ammirare la nuova Lazio targata Petkovic, dimostrando fiducia per quanto riguarda i prossimi impegni: “In questa prima fase ha dimostrato di stare bene, dunque penso che con il Chievo ci siano i presupposti per fare bene. Certo molto più importante sarà l'impegno con il Tottenham: con le squadre inglesi può fare un partitone oppure una figuraccia. Comunque sono fiducioso”. Petkovic è la vera novità di quest'anno, dal mercato sono arrivati i soli Ciani ed Ederson. Proprio il centrocampista brasiliano è oggetto di curiosità per tifosi e addetti ai lavori: “Non lo conosco molto bene, aspetto di vederlo all'opera. Comunque non sono d'accordo con chi vede un possibile dualismo con Hernanes: se due giocatori sono bravi devono giocare insieme”. Podavini ha chiuso infine il suo intervento sull'involuzione qualitativa a cui è andato incontro negli ultimi anni il campionato italiano: “E' una crisi di valori. Con l'avvento dei russi e degli arabi, tanto giocatori scelgono altre nazioni per giocare. Il calcio italiano invece si è impoverito, solo la Juventus può competere con le big europee”.


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