Martedì 21 Maggio 2013
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Iannuzzi, c'era una volta lo Scudetto Primavera: "Che stadio in finale contro il Perugia! Petkovic? Una ventata di novità"

Pubblicato ieri alle 20,11
15.09.2012 07:00 di Luca Capriotti Twitter: @luca5587  articolo letto 6678 volte
Fonte: Luca Capriotti /Lalaziosiamonoi

Una pennellata all'ultimo minuto, contro il Torino in vantaggio, gol del romanista Rizzitelli. Il pallone tra le mani, poggiato a terra. Ed è gol, sotto la Nord. 1995/96. Alessandro Iannuzzi: erano in tre. Lui, Nesta,e Di Vaio. Alessandro Iannuzzi, 1995/96, l'anno dell'esordio, a Lazio Style Radio: "Un ricordo bellissimo dopo aver fatto tutte le trafile giovanili arrivare fino all'esordio è quello che uno spera quando inizia a giocare". Ma l'Olimpico non è solo gol su punizione contro il Torino. Stesso stadio, calcio piazzato, le maglie del Perugia, è tempo di Primavera e sogni giovanili, è tempo di finale-Scudetto per la Lazio. All'andata i Grifoni si imposero 2-1, ma al ritorno li attendeva una Tribuna Tevere gremita, uno spettacolo degno di un sigillo da specialista. Un gol su punizione, dei suoi: "Una delle Primavere migliori in quegli anni, anche il risultato di quel campionato lo dimostra. Molti miei compagni sono andati a giocare in categorie importanti. Una sorpresa, vedere lo Stadio Olimpico e la Tevere specialmente piena,  tutto inaspettato, tanta gente, era pur sempre il campionato Primavera, invece trovammo uno stadio pieno.  Il  gol contro il Torino è stata un'emozione grandissima, sotto la Nord". Iannuzzi, problemi fisici a non finire che ne hanno pregiudicato la carriera: "I problemi fisici hanno determinato la carriera, non mi posso lamentare, anche se dovevo fare molto di più". E il fato, a volte beffardo, a volte no. 1998/99 passato al Milan, va a Milano a vincere lo Scudetto. L'anno dopo lo vincerà la sua Lazio: "Purtroppo è stata una scelta societaria, io sarei rimasto volentieri alla Lazio, ero cresciuto a Roma, sarebbe stato bellissimo continuare a Roma e finire la carriera qui. Purtroppo non è stato possibile, alla fine ho vinto lo Scudetto".  Famiglia di calciatori, il fratello gioca in Abruzzo: "Mio fratello Ivano è in campionato Eccellenza in Abruzzo. Sento pochissimi dei miei compagni, ognuno prende la sua squadra, è difficile rimanere in contatto, quando ci vediamo sono sempre contento". Ed è subito giudizio su Petkovic, e positivo: "Petkovic è partito molto bene, lavorare con tranquillità in questi momenti agevola molto, ottenere risultati subito può essere d'aiuto per un allenatore. In Italia c'è la mentalità di non prenderle, ci serviva una ventata d'aria fresca, spero continui così. Ho visto solo spezzoni dei match della Lazio, con gli inserimenti da dietro, e non subisce tanto, c'è anche molto lavoro difensivo. Io sono rimasto simpatizzante Lazio, non sono tifoso. Se dovessi tifare una squadra tiferei Lazio. Farei giocare la Lazio nello stesso modo, cambiare sarebbe un errore, Klose davanti fa benissimo reparto da solo, con giocatori bravi tecnicamente che si inseriscono". Giovani azzurri crescono: "Ben vengano giocatori dalla Primavera, il settore giovanile dovrebbe essere il parco ragazzi della prima squadra, ci vuole pazienza, ma penso che per le stesse società sia importante.  La crisi ha influito tanto, per la Nazionale giovani come Destro e Insigne, grande campionato a Pescara, dovrà ripetersi ma ha le qualità per farlo. Forse è troppo presto per sostituire Lavezzi, in B ha dimostrato di avere talento. In Serie A bisogno avere continuità". Non solo lo Scudetto col Milan nel Palmares, anche una Coppa Italia col Vicenza, nel 1996/97: "La Coppa Italia con il Vicenza è stata un'impresa, è stato il massimo vincere la Coppa Italia, nessuno se l'aspettava, è stata una sorpresa per tutti". Ancora ricodi:  nazionale Under 23, ai Giochi del Mediterraneo c'erano Grandoni, Sereni, Pesaresi, Baronio, Stefano Fiore, tutti ex laziali. C'era anche un certo Francesco Totti: "Scherzavamo con lui, alla fine già ci conoscevamo, da quando facevamo i Giovanissimi ci siamo incontrati in tutti i derby, in Primavera sicuramente ne ho vinti più io". Da Totti a Zarate. E no, non si vince da soli: "Zarate ha molto talento, deve mettersi più a disposizione della squadra, sennò diventa diventa difficile emergere. Da solo non si vince". Zarate si accomoda in panchina, il reparto offensivo e affollato e importante: "Avere tanti attaccanti importanti in panchina è importante, sostituire Klose non è facile, ma Rocchi, Kozak, Floccari e Zarate sono rincalzi di primo livello. Con tanti infortuni come l'anno scorso si è costrettia rivedere la rosa, per ora è completa e attrezzata bene, è all'altezza. Bisogna mettere in preventivo che ci possono essere infortuni". Un pallone morbido, la barriera lo lascia passare, il portiere si arrende. Ultimo minuto contro il Torino, Alessandro Iannuzzi.


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