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ESCLUSIVA Radiosei - Marchegiani, un Conte stupito dalla Lazio: "Non me l'aspettavo così forte... Klose campione d'umiltà, Marchetti si merita la Nazionale"Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it Dieci stagioni con la maglia biancoceleste, le dieci stagioni più ricche di vittorie, trionfi, trofei alzati al cielo. Sono 243 le apparizioni in campionato, 339 complessive, che lo rendono il quinto giocatore con più presenze nella storia della Lazio. Luca Marchegiani è stato uno degli interpreti più longevi e vincenti di quella tradizione di grandi numeri uno, che caratterizza la più antica squadra della Capitale. L'anno successivo allo Scudetto lasciò la maglia da titolare a un altro totem inamovibile del calcio italiano, Angelo Peruzzi: Marchegiani-Peruzzi fu unanimemente considerata la coppia di portieri più forte d'Europa. Al termine del primo anno della gestione Mancini, poi, il portiere di Jesi decise di chiudere la carriera a Verona, difendendo i pali di quel Chievo che domani ospiterà la Lazio nel launch match delle 12.30: “E' una partita impegnativa per la Lazio, a Verona sono sempre gare molto tattiche – è l'analisi di Marchegiani, intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei -. Storicamente, però, non è un campo negativo per la Lazio, questo i giocatori lo sanno, vanno in campo più sereni. Se i biancocelesti riesciranno a mantenere quel tipo di intensità, di atteggiamento, con la squadra pronta ad accorciare davanti, hanno pochi rivali. Il mio dubbio è quanto riuscirà a mantenere questo atteggiamento, che è molto dispendioso. Di certo, i pochi risultati positivi del precampionato hanno caricato i giocatori biancocelesti, che nelle prime partite hanno dato tutto”. SOPRESA LAZIO - Il portierone dello Scudetto del 2000 non ha problemi ha inserirsi nella categoria di quelli che non si aspettavano una partenza così lanciata della Lazio: “L'ho seguita con grande sorpresa. Non mi aspettavo una squadra così tonica e forte: ero molto scettico, non solo per il precampionato, ma per il fatto di aver continuato con lo stesso gruppo, ritenevo che dovesse essere rinnovato. Invece sta facendo molto bene, contro il Palermo mi ha entusiasmato, è una squadra che ha dimostrato aggressività e alta intensità di gioco. Le squadre che riescono a giocare a un ritmo più alto delle altre hanno un vantaggio enorme rispetto alle altre, come ha dimostrato la Juventus lo scorso anno”. Il “Conte”, come veniva soprannominato per la sua eleganza tra i pali, apprezza anche l'acume tattico di Vladimir Petkovic: “Ha capito quello che è un tipo di calcio che paga, con un centrocampo molto folto, con giocatori bravi tecnicamente, pochi riferimenti offensivi e un attaccante – come ci hanno fatto vedere il Barcellona e la Spagna. E' il calcio che va di moda adesso, con centrocampisti bravi tecnicamente, soprattutto nell'inserirsi e andare a sostituire gli attaccanti di ruolo”. Il bel gioco, ma soprattutto il gioco di squadra sono le condizioni che potranno permettere al calcio italiano di far fronte al gap tecnico ed economico rispetto agli altri campionati: “Aspettavamo tutti una reazione delle idee di gioco, per far fronte all'impoverimento economico. Sono andati via giocatori molto importanti – penso a Ibrahimovic e Lavezzi - che condizionavano l'idea di gioco delle proprie squadre e toglievano responsabilità anche ai loro tecnici. L'occasione allora era quella di rivalutare il gioco delle squadre e mi sembra che dalle prime giornate si sia visto, non ultima la Lazio”. KLOSE - I campioni che catalizzavano la manovra di gioco sono andati via. Un campione che riesce a mettersi a completo servizio della squadra invece è rimasto. Ce l'ha la Lazio, si chiama Miroslav Klose: “Il valore internazionale di Klose non si può discutere. Io ho giocato con Vieri, con Salas e si può discutere se siano meglio loro o Klose, ma il tedesco è un giocatore di livello internazionale. E' stato un acquisto straordinario, soprattutto è stato straordinario lui. Si è calato in un campionato diverso, con un'umiltà che spesso campioni del suo genere non hanno. Ha capito cosa serviva alla Lazio e si è messo a disposizione al 100% della squadra”. Lo dimostra il suo nuovo modo di stare in campo, tipico del centravanti-sponda che riceve palla e apre gli spazi per l'inserimento dei compagni: “Da un punto di vista fisico questo lo favorisce – è il pensiero di Marchegiani -, ma da un punto di vista tecnico non credo che a lui piaccia molto: lui è uno che la palla se la va a cercare, si cerca lo spazio, non è il clasico attaccante da area di rigore, che aspetta che gli arrivi il pallone. Ma questo non fa perdere efficacia alla Lazio, di giocatori capaci a trovare spazi nell'area di rigore ce li ha, quindi Klose è perfetto per aprire varchi per gli inserimenti dei compagni”. MARCHETTI - Da Klose, punto di forza in attacco, a Federico Marchetti, baluardo in porta. L'ex numero uno del Cagliari ha dimostrato di sapersi inserire nel solco dei grandi portieri della storia laziale. E' arrivato lo scorso anno a Roma a 28 anni, Marchegiani passò dal Torino alla Lazio a 27 anni. Di tempo per difendere la porta biancoceleste, quindi, Federico ne ha a disposizione. Questa stagione è iniziata per lui come era finita la precedente, segnata ovvero da prestazioni eccellenti. Eppure, nonostante questo, il ct Prandelli non lo tiene in considerazione per le convocazioni: “Il discorso Nazionale è molto delicato. Nelle ultime due convocazioni, Prandelli ha contato su un gruppo di portieri che lui ritiene affidabili e su questo si può discutere poco. Quello che discuto è la convocazione precedente, dove è stato chiamato un giocatore con pochissima esperienza come Perin e non Marchetti. Per quello che ha fatto vedere negli ultimi due anni, Marchetti se lo sarebbe meritato. Ma anche per la situazione che ha vissuto due anni fa, da portiere titolare in Sudafrica a giocatore fuori rosa al Cagliari. Di solito, Prandelli è molto sensibile alle situazioni umane. Comunque credo che le convocazioni che contano siano quelle delle convocazioni mondiali e credo che il ct abbia già scelto. Difficoltà a trovare l'erede di Buffon? Di portieri di alto livello ce ne sono molti, penso a Consigli dell'Atalanta. Penso che, però, per la Nazionale sia fondamentale disputare le coppe europee, avere esperienza internazionale. Il discorso legato ai portieri, poi, è legato alla grande quantità di stranieri. E' una questione economica. E' difficile in un contesto così costruire un'alternativa valida a Buffon”. Altre notizie - News
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