ESCLUSIVA - Lo sfogo di Makinwa: "Frenato da un infortunio, che brutti quei fischi!...Zarate? Se Lotito chiedeva tanto per me..."

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13.01.2013 06:30 di  Davide Capogrossi  Twitter:    vedi letture
Fonte: Davide Capogrossi/ - Lalaziosiamonoi.it
ESCLUSIVA - Lo sfogo di Makinwa: "Frenato da un infortunio, che brutti quei fischi!...Zarate? Se Lotito chiedeva tanto per me..."
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© foto di Alessandro Pizzuti

Formello, 30 giugno dello scorso anno. Si libera un armadietto nello spogliatoio, è quello di Stephen Makinwa, contratto scaduto. Sei stagioni alla Lazio, spezzettate da tre prestiti tra Reggina, Chievo e Larissa. Saluta i compagni Stephen, dispensa sorrisi a tutti. Il suo unico desiderio è tirare calci ad un pallone, tanti campionati difficili tormentato da un problema al ginocchio che mai ebbe il tempo e il modo di superare definitivamente, il terrore di centrare il bersaglio, il disappunto dei tifosi tra fischi e pungente ironia.

RESET – Maki ha azzerato la sua carriera. Ha ottenuto il passaporto comunitario dopo tanti anni, un’ulteriore problema che pesava sul groppone della Lazio. Aveva offerte da ogni angolo del mondo, ha deciso di ripartire dalla Lega Pro. Il 13 novembre fa il suo ingresso nel centro sportivo di Luni, la roccaforte della Carrarese. Il suo agente Silvano Martina lo spalleggia, il ds Sandro Federico fa gli onori di casa. Un breve tour per il centro sportivo, due domeniche più tardi il nigeriano è già pronto per esordire e timbrare il cartellino contro il Gubbio. Niente torcida, niente Sky, niente traffico bloccato fuori lo stadio. Il pallone, quello sì, è lo stesso, e Maki non poteva chiedere di meglio. Ripartire, giocare a pallone con il sorriso con tranquillità, come confessa in esclusiva ai microfoni di Lalaziosiamonoi.it: “Sia in Lega Pro che in ogni altro campionato la partita è sempre uguale, ma se uno ha qualità è più facile quando scendi di categoria, hai più esperienza. Se uno sbaglia in uno stadio di Lega Pro o di Serie A è uguale perché ci sono comunque i tifosi che si fanno sentire. Mi trovo bene perché almeno ho la possibilità di giocare. Penso sarà un’esperienza breve, sono venuto qui visto che tanti non credevano più in me. Sembra abbia un problema fisico irrisolvibile, tutti pensavano che ero già finito, che non potevo più giocare, che dopo due allenamenti mi fermavo. Ora invece sto giocando e ci sono tanti club che mi stanno chiamando, è una cosa importante anche per me”. Il terribile fardello dell’attaccante è non trovare la via del gol. Tentare, tentare, la palla non ne vuole proprio sapere di varcare la fatidica linea. Makinwa è un attaccante di movimento, corre e partecipa alla manovra, ma sembrava vittima di una maledizione. Cinque reti in sei anni tra Lazio, Chievo e Larissa (alla Reggina restò a bocca asciutta), il terrore di non saper più segnare: “Nel calcio ci vuole anche un po’ di fortuna, se sei un attaccante devi far gol. Chi magari corre di meno ma segna regolarmente viene riconosciuto più di quello che ha corso anche di più ma non l’ha buttata dentro. Io ormai sono qua e spero di continuare a fare bene per aiutare la squadra per la salvezza, il mio futuro si vedrà a fine stagione”. 

ANTI-JUVE – La stagione più convincente della sua carriera fu all’Atalanta, nel 2005, con il Palermo che arrivò a spendere 7.5 milioni di euro per acquistarlo l’estate seguente (ed in cambio aveva chiesto Berhami, ndr). Domenica Lazio ed Atalanta si sfidano nel Maki Match, l’apice e il fondo della sua carriera: “Sono due squadre che giocano bene. La Lazio sta facendo un grande campionato, mi aspetto una gara divertente, è facile dire che la Lazio ha più possibilità di vincere”. Lui ha vissuto dall’interno buona parte della Lazio lotitiana, ma quest’anno c’è un quid in più, soprattutto a livello di mentalità: “Si nota un salto di qualità, non sono lì ora ma penso che dipenda soprattutto dall’allenatore perché sta dimostrando di aver portato tante novità. A livello di giocatori è cambiato poco, quest’anno però sta facendo grandi cose. All’inizio davo per scontata la supremazia della Juventus però a questo punto penso che la Lazio sia in corsa per lo Scudetto. Il campionato è ancora lungo e in questo momento Juventus e Lazio si meritano le prime due posizioni”.

SFOGO -  Ora è felice, il sorriso è tornato a regnare sul suo volto ancora per certi tratti fanciullesco. Impossibile non farsi assalire talvolta dai rimpianti. Come detto il Palermo sborsò una cifra importante per assicurarselo, lui ripagò i rosanero con ottime prestazioni. Delio Rossi lo convinse a seguirlo alla Lazio, che lo prese inizialmente in compartecipazione per poi rilevarne l’intero cartellino. Costo dell’operazione superiore ai 6 milioni di euro. Makinwa era la prima scelta dopo Rocchi e Pandev. Ma qualcosa si inceppò sin da subito:Prima di arrivare alla Lazio stavo andando molto bene. Il primo anno sono andato abbastanza bene, solo che mi portavo dietro alcuni problemi fisici, e ho patito subito un infortunio al ginocchio. Non abbiamo risolto subito la questione, in quel momento non c’era la possibilità di fare tanti acquisti e quindi ho giocato due anni con un ginocchio che diventava gonfio ogni due allenamenti. Con questo problema era difficile dare continuità sia in allenamento che in partita. Ho un fisico per il quale entro in forma giocando, ma non ho avuto questa possibilità. L’infortunio al ginocchio mi ha limitato, inoltre ho dovuto pagare io l’intervento per risolvere il problema. In una squadra importante quando parti già con un problema è difficile perché ci sono tanti giocatori forti”.  Maki si toglie lo scarpino, c’è ancora qualche sassolino da togliere, l’esperienza con la Lazio gli ha lasciato la bocca decisamente amara. Si racconta il nigeriano, tra ricordi e rimorsi:  Nelle ultime due stagioni, nella presentazione di inizio anno allo stadio, quando chiamavano il mio nome venivo fischiato, era veramente molto brutto, successe più di una volta. Ma ci sono anche ottimi ricordi, il più bello in assoluto fu quando segnai contro la Reggina il gol della vittoria che ci ha permesso di andare in Champions League”. Ultima considerazione su Mauro Zarate. Anche l’argentino delude i tifosi, ma sono situazioni differenti. Makinwa si sente di dare un consiglio all’ex compagno: “Mauro ha bisogno di cambiare squadra subito. La sua è una situazione ancora più difficile della mia. Conosciamo com’è fatto Lotito, per me chiedeva tanto anche se non giocavo, figuriamoci per Zarate. La cosa migliore per lui è cercare di andare a giocare da un’altra parte. Dispiacerà tanto ai tifosi, ha qualità, ma ha bisogno di partire come leader e in questa Lazio non si sente così”. Una breve risata dopo un po’ di veleno. Un “in bocca al lupo”. Una carriera promettente che ha imboccato una strada tortuosa. Oggi è tornato a giocare a pallone in quel di Carrara. Non sarà il suo sogno, ma ha ritrovato il sorriso.