L'ANGOLO TATTICO di Lazio-Atalanta- Senza Gonzalez, è servita una rivoluzione

14.01.2013 15:14 di  Stefano Fiori  Twitter:    vedi letture
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it
L'ANGOLO TATTICO di Lazio-Atalanta- Senza Gonzalez, è servita una rivoluzione

"Come primo atto della neonata Associazione dei Mediani, eleggiamo come nostro presidente Álvaro Raúl González Luengo". Se i portatori d'acqua, i lavoratori oscuri, i faticatori del centrocampo decidessero di riunirsi dopo Lazio-Atalanta, non potrebbero che eleggere come loro rappresentante l'uruguayano della Lazio. L'assenza del motorino sudamericano ha dimostrato in modo lampante - semmai ce ne fosse ancora bisogno - come il Tata sia fondamentale non solo in fase di rottura, ma anche per quanto riguarda la costruzione del gioco. Senza Gonzalez - e senza una vera alternativa - Vladimir Petkovic è costretto a schierare Stefano Mauri come interno. Così avvenne a Napoli e Catania, con i risultati che ne derivarono. Affrontare in casa - pur senza mediano - una squadra in deficit di punti come l'Atalanta è certamente meno rischioso, ma la manovra biancoceleste ne ha risentito notevolmente. In fase di non possesso palla, prima di tutto, dal momento che i centrocampisti laziali hanno pressato senza la giusta intensità. Ma è nella costruzione del gioco, soprattutto, che l'assenza del Tata si è fatta sentire. Da interno sinistro, infatti, Mauri si è spesso pestato i piedi con Hernanes: mantenendo un baricentro più basso, inoltre, il capitano non ha potuto fornire il consueto appoggio in attacco a Miroslav Klose. Ecco allora che - già al 20° minuto - Petkovic ha dato il via alla girandola di trasformazioni dell'assetto tattico. Prima mossa, Hernanes arretrato sulla linea di Cristian Ledesma, Mauri più avanti sulla trequarti: una sorta di 4-2-3-1, utile a scindere le posizioni del brasiliano e del brianzolo. Col passare dei minuti, però, l'Atalanta è salita di tono, ha preso campo e coraggio. Verso il 27', la seconda modifica da parte di Petkovic: Konko alto sulla linea dei centrocampisti, Candreva e Mauri centrali dietro Klose. Un simil 3-4-2-1, con lo scopo di attirare i marcatori atalantini verso le zone centrali e liberare gli affondi degli esterni. Il risultato, però, è stato confusionario, la palla continua a impiegare troppo tempo a girare, la difesa bergamasca non ha corso rischi.

RIVOLUZIONE VINCENTE - "E rivoluzione sia!", deve aver pensato Petkovic negli spogliatoi. Per cambiare le sorti dell'incontro serviva una virata netta: non una, ma ben due sostituzioni. Dentro Lorik Cana per Senad Lulic, spazio a Sergio Floccari al posto di Antonio Candreva. Il tecnico biancoceleste ha chiamato fuori i due esterni, insoddisfatto della poca profondità offerta nella prima frazione. Il modulo si è stabilizzato così su un 3-4-3: Cana centrale difensivo, centrocampo formato da Konko-Radu esterni e Ledesma-Hernanes centrali, con Mauri e Floccari in appoggio a Klose. In pochi minuti, la spinta laziale è cresciuta: sulla destra Konko ha preso spesso l'iniziativa, mentre sulla sinistra Radu esitava a offrire trazione anteriore. Nei primi 20 minuti del secondo tempo, la scelta di avanzare il terzino romeno aveva iniziato a lasciare qualche dubbio. L'azione del gol, però, li ha fugati tutti: la rete di Floccari nasce proprio da una perfetta triangolazione tra Radu e Ledesma, con il numero 26 bravo anche nel trovare la giusta precisione nel cross. Da quel momento, la partita per la Lazio si è messa in discesa: Colantuono ha provato a correre ai ripari, passando al 4-3-3, ma il nervosismo per la rete contestata ha bloccato l'undici bergamasco. L'espulsione di Carmona all'82° minuto, infine, ha spento la luce in casa nerazzurra. Petkovic ha fatto in tempo a richiamare in panchina Klose, inserendo Luis Pedro Cavanda. La Lazio ha quindi terminato l'incontro con un 3-4-1-1 - Cavanda largo a destra, Konko interno, Mauri a ridosso di Floccari. Minimo sforzo, massimo risultato. Il tecnico biancoceleste non è stato tenero nel giudicare la prestazione dei suoi: "Per come abbiamo giocato nel primo tempo, dovremmo fare attenzione a salvarci". Petkovic è convinto che, convicendo oltre che vincendo. la sua Lazio può volare ancora di più.