Sotto Reja e la Roma: Petkovic e la Lazio attendono il Giudizio Universale. Appellarsi a Sven-Goran Eriksson...
Il campionato è finito, Roma si congela. Ogni fiato è sospeso, in attesa del Giudizio Universale: appuntamento il 26 maggio, la finale di Coppa Italia manderà una delle due sponde del Tevere in Paradiso, caccerà all'Inferno l'altra. Di responsi definitivi, però, i nove mesi che da settembre ci hanno condotto per mano fino a oggi ne offrono diversi. Vladimir Petkovic ha conquistato meno punti di Edy Reja I ed Edy Reja II. Il confronto con la prima stagione del tecnico friulano è netto: 66 punti e quinto posto (alla pari con l'Udinese) nel 2010/11, ovvero quattro punti e due posizioni meglio della Lazio attuale. Il paragone che brucia di più è quello con la stagione scorsa: l'ultima gestione Reja portò 62 punti e il quarto posto, ossia l'Europa League. Brucia perché, vincendo contro il Cagliari, la Lazio di Petkovic avrebbe collezionato 64 punti. E con un passo falso dell'Udinese a San Siro, di nuovo la qualificazione in Europa League. Allora no, ripensandoci, il paragone con lo scorso anno brucia già da diversi mesi: 365 giorni fa il rammarico era dovuto al non aver centrato la Champions League. Quest'anno,il sogno di risentire la musichetta celestiale della competizione più prestigioso al mondo è stato abbondato la sera del 9 febbraio, quando una girata beffarda di Campagnaro tolse l'urlo della vittoria contro il Napoli. Da allora, un crollo verticale, stoppato solo dalle vittorie nelle ultime tre partite precedenti il Cagliari. L'Udinese, nel frattempo, si è convinta di poter vincere otto partite di fila e ci è ruscita: l'Europa è ancora sua. La Roma, dal canto sua, si era praticamente rassegnata ad arrivare, per il terzo anno di fila, dietro la Lazio: aver perso contro il Chievo in casa voleva dire praticamente questo. Ma i biancocelesti sono scesi in campo a Trieste senza la giusta voglia di vincere, con il freno a mano inserito e le ruote saldate da ganasce di titanio. Eccoli allora i responsi di fine campionato, con Edy Reja a frenare il sorriso compiaciuto lì sugli spalti del Nereo Rocco e Aurelio Andreazzoli a lanciarsi in frasi apparentemente erotico-triviali: "Meglio davanti che dietro". A rendere meno amaro questo quadro plumbeo, l'esaltante avventura europea, stoppata solo dalla sciagurata trasferta di Istanbul. Il Giudizio Universale, però, è atteso tra una settimana. La Lazio di Petkovic ci arriverà da settima in classifica, dietro la Roma. Accadde la stessa cosa nel 1997/98. Dopo aver lottato con Juventus e Inter per lo scudetto, la squadra di Sven-Goran Eriksson tirò i remi in barca, finendo al settimo posto. Anche in quel caso, l'ultimo appello si chiamava Coppa Italia. Lo svedese, alla prima stagione sulla panchina della Lazio, vinse il trofeo. Petkovic, primo anno alla guida biancoceleste, si giocherà il titolo contro i rivali di sempre. Il 1997/98 fu l'anno dei quattro derby, di cui due vinti proprio in Coppa Italia. Il 2012/13 passerà alla storia come l'anno del Derby: è il Giudizio Universale, regalate a Petkovic un santino di Eriksson.
