Ballardini pensa all'Elfsborg e carica i suoi:"Rispetto gli svedesi, ma la mia Lazio gioca con attenzione, intensità e qualità..."
Davide Ballardini è pronto alla sfida di coppa. Non teme gli svedesi dell’Elfsborg, ma il grande rispetto gli impone calma e prudenza. Lui la sua Lazio ce l’ha già in mente, ma in conferenza stampa glissa l’argomento ed inizia a parlare degli avversari...“Per i nostri avversari ho grande rispetto. È una squadra di spessore che è primo in classifica in campionato ed ha vinto le due sfide con il Braga. Poi hanno l’attaccante inglese che è molto forte, quindi faremo attenzione…”
Che Lazio si aspetta dopo Pechino?
“La base è proprio quella, se abbiamo l’umiltà di correre l’uno per l’altro. Credo che la Lazio possa fare anche meglio rispetto a Pechino li va tenuto conto che abbiamo giocato contro una delle squadre più forti del mondo. Bisogna migliorare le due fasi (possesso e non possesso, ndr)”
Da 22 che era il numero ideale da allenare la Lazio oggi si trova con 36 giocatori. Qual è la situazione?
“Quando ci si avvicina alla gara chi è convocato fa un certo tipo di lavoro, gli altri invece ne fanno un altro. Comunque stanno lavorando tutti bene”.
E Pandev?
“Ci ho parlato ieri. Il giocatore non si era allenato al mattino per un problema alla gamba. Gli ho domandato come stava, ma per il resto niente di più”
Mister ma se entro il 31 agosto per gli esclusi non si troveranno soluzioni che farete?
“Ora siamo concentrati su domani sera. Questa per noi è una partita importante, le nostre energie sono tutte per domani. Comunque parlando di questi giocatori posso solo confermare che si tratta di ragazzi straordinari. De Silvestri e Ledesma sono infortunati e quindi indisponibili. Pandev invece si allena, ma lui fa un altro lavoro. Ma su di loro il discorso è chiaro ancor prima che arrivassi a Roma”.
Per lei Baronio che situazione vive nella Lazio?
“Roberto lo conosco dalle giovanili del Brescia. È un regista classico ed è un ruolo che mi è sempre piaciuto. Non è un adattato è un giocatore che nasce per far girare la squadra. Per me lui ha dimostrato di poterci stare nella Lazio e sono molto contento di averlo”.
Ci sarà turnover in vista dell’Atalanta?
“No, pensiamo alla partita di domani”.
Con che spirito giocherà la Lazio in Europa, visto che molte società spesso snobbano in corsa questa competizione?
“Con attenzione massima. Ci sarà attenzione e desiderio di ben figurare. Dobbiamo avere massimo rispetto per la nostra gente e per la competizione”.
Sarà un’altra finale?
“Direi di si anche perché la prima partita secondo alcuni allenatori è sempre la più difficile. Infatti quando ci sarà la fase a gironi non dico che ci potremo rilassare, ma sarà diverso rispetto a questa gara. Adesso con l’andata e il ritorno si gioca nella logica del dentro o fuori”.
Diakitè sta maturando a che punto è?
“Ha potenzialità enormi. Fisicamente il ragazzo è straripante, deve migliorare nel gioco e avere più attenzione difensiva. Per la sua presenza in squadra domani decideremo oggi, comunque lui è un giocatore interessante”.
Potrà bloccare un eventuale arrivo in difesa?
“No non sarà così, ma per il mercato ripeto le stesse cose siamo tanti e solo Kozac ad ora è andato via, infatti ci ha salutato. Vedremo cosa succederà”
Cosa le preoccupa di domani?
“Abbiamo grandissimo rispetto. È una squadra organizzata, compatta dietro la linea della palla e con giocatori abili a ripartire. Non dovremo mai farci trovare scoperti. Bisogna essere bravi e veloci, voglio profondità e velocità di gioco. Faremo una partita d’intensità”
Cruz come sta?
“Lui è migliorato molto da Pechino. Il giocatore sta facendo un lavoro differenziato, ha una buona condizione ed è sulla strada giusta”.
Mister ad oggi a che punto è la sua Lazio?
“Io la Lazio la valuto nella settimana. Vedo grande attenzione, intensità e buona qualità di gioco. Quando ci sono questi tre elementi significa che stiamo sulla buona strada”.
Prima dei saluti e della corsa verso il campo Davide Ballardini si congeda dalla stampa con un pensiero ed una dedica:
“Chiedo stavolta io un favore a voi. Vorrei ricordare e dedicare il successo di Pechino a tutti i miei collaboratori. Parlo di Melandri, Regno, Grigioni e Bianchini, tutte persone che meritano di essere citate. Grazie”
