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LE CURIOSITA' di Lazio-Inter: "Ventennio d'amicizia", Bonolis e Insegno rivali-amici, il baby Scaloni in trionfo e Cana gladiatore fotomodello - PHOTO

14.05.2012 13:46 di Giorgia Baldinacci  articolo letto 11069 volte
Fonte: Giorgia Baldinacci - Lalaziosiamonoi.it

Comunque sia andata, è stata una festa. La Lazio ieri sera non poteva concludere questa stagione, fatti di alti e bassi è vero, di delusioni e grandi successi e di cifre quali 40 infortuni (41 se si conta quello del presidente Lotito a Salerno), in modo migliore. I biancocelesti schiantano l'Inter di Strama orfano di Zàrate e sperano fino alla fine nella Champions. Nessun regalo è arrivato dal Catania di Montella, il regalo quello vero è arrivato però dai 55 mila tifosi che hanno colorato di biancoceleste tutto lo Stadio Olimpico. Resta il rammarico, ma forse prevale la festa per un quarto posto più che mai sudato e meritato. A questi ragazzi e a mister Reja non si poteva chiedere di più. Dalla nobile iniziativa "Terzo tempo" organizzata dalla Curva Nord a Ponte Milvio prima della sfida contro i nerazzurri al sostegno mai domo in novanta minuti, fino al "Tutti insieme gliene famo tre" e la festa finale.  Tutto questo e molto altro, tutto quello che non potete vedere in tv o sentire in radio ve lo racconto io.

LAZIO-INTER, "VENTENNIO D'AMICIZIA" - Qualcuno dice: "Inter, rimembri ancor di quando t'avemo regalato lo scudetto?". Forse l'Inter non lo rimembra e sin da subito è chiaro che sul campo non ha la minima intenzione di ricambiare il favore del celebre "Oh Nooo". Pazienza, ci hanno pensato Kozak, Candreva e Mauri. Ma sugli spalti, lì si che il gemellaggio tra biancocelesti e nerazzurri non conosce crisi. Per novanta minuti le due tifoserie si sono spalleggiate schernendo goliardicamente le rivali cittadine Roma e Milan e ricordando insieme l'indimenticato Gabriele Sandri. A sancire l'eterno sodalizio ci pensa poi uno striscione in Curva Nord: "Ventennio d'amicizia" che fa da contraccolpo ai nerazzurri che intonano: "A Roma solo la Lazio". Certo, quando poi i laziali prendono un pò in giro un 'certo' romanista a caso e i tifosi dell'Inter gli vanno subito dietro in coro, mi sa che lì non l'hanno ben capito che si parlasse del loro mister.

BONOLIS-INSEGNO, RIVALI-AMICI - Due grandi comici, presentatori, showman. Semplici, spontanei, divertenti un po' icone della tv nostrana. Ieri Paolo Bonolis e Pino Insegno erano entrambi in Tribuna d'Onore, se la ridevano scherzavano e scattavano foto con i tifosi fans alla fine del primo tempo. Ma per novanta minuti sono stati rivali per la Champions, lazialissimo Insegno interistissimo Bonolis, entrambi romani. Uno dei due non l'avrà presa molto bene.

IL BABY SCALONI IN TRIONFO - Triplice fischio, il campionato 2011/2012 chiude il suo sipario. La Lazio conquista il quarto posto e l'Europa League. I 55 mila dell'Olimpico festeggiano e ringraziano la squadra, che comunque, fino all'ultimo non si è mai arresa. Altrettanto doveroso il ringraziamento della Lazio ai suoi tifosi, mai domi, mai stanchi, qualche volta giustamente arrabbiati ma sempre lì al suo fianco. La squadra inizia il suo giro di campo, battendo le mani ai veri laziali. Ci sono Ledesma con i due figli Daniel e Alice, Capitan Rocchi con il figlio più piccolo, Filippo. Poi c'era il leader di sempre, Lionel Scaloni, che appena finita la partita è corso a prendersi in Tribuna il figlio di pochi mesi e lo ha portato in trionfo per tutto lo Stadio Olimpico rigorosamente con maglietta e sciarpa della Lazio. Lo ha alzato come una Champions al centro del campo, e con quegli occhioni azzurri era davvero uno spettacolo. Piccoli Lionel crescono.

CANA, GLADIATORE CON L'AQUILA NEL CUORE - Forse un po' tutti si sarebbero aspettati di più da lui, che era arrivato a Roma con la nomea del Guerriero. La verve non gli manca e in fondo quando Reja ha cominciato a dargli fiducia e lui è riuscito a trovare un po' di spazio nella Lazio, il suo l'ha sempre fatto ed anche bene. Lorik Cana vuole rimanere alla Lazio, non ha dimostrato ancora nulla di quanto vale. Ieri però ha dimostrato che nell'Aquila e in questi colori ci crede eccome. Durante i festeggiamenti sotto la Curva Nord indica ai tifosi come un gladiatore il suo tatuaggio, quell'aquila tatuata sul braccio - simbolo della sua Albania certo - a dire a tutti: "Sono qui, ci resto e ho ancora tanto da dimostrarvi". Candreva in mutande ve lo risparmio, comunque Lorik fa la sua figura.


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