ESCLUSIVA - Brocchi: "Derby equilibrato. Mi piacerebbe tornare alla Lazio, ma con un Inzaghi così..."

 di Federico Marchetti Twitter:   articolo letto 5453 volte
Fonte: Federico Marchetti - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ESCLUSIVA - Brocchi: "Derby equilibrato. Mi piacerebbe tornare alla Lazio, ma con un Inzaghi così..."

Cinque stagioni con la maglia della Lazio addosso, cinque anni in cui non si è risparmiato mai ed è stato il motore del centrocampo biancoceleste: nel presente di Cristian Brocchi c'è il ruolo da tecnico, ma il suo passato parla biancoceleste. Impossibile dimenticare la sua esultanza al rigore procurato in quel Lazio-Roma del 2011 chiuso al 93' da Miroslav Klose. Nella settimana che precede il derby, l'ex centrocampista della Lazio è intervenuto in esclusiva ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it, per parlare della delusione della Nazionale italiana e della stracittadina ormai imminente.

Dopo una serata come quella di ieri è impossibile non parlare del futuro della nostra Nazionale. Cosa significa questa eliminazione dal Mondiale per il movimento calcistico italiano?

"Secondo me ha un significato molto importante. Molte volte nell'ultimo decennio si è parlato di giovani, di italiani che dovevano essere cresciuti nei vari settori giovanili perché non si riusciva più a tirare fuori giocatori importanti che hanno fatto la storia del calcio italiano e che portavano in alto la nostra bandiera anche in Europa e nel mondo, dimostrando di essere dei top player. Ne abbiamo avuti tanti. Adesso fatichiamo a trovare nuovi talenti, non riusciamo più a trovare i nuovi Baggio. Penso che sia arrivato il momento di chiedersi se non si debba prendere esempio da altri posti come la Germania o la Spagna. Si deve riuscire a fare qualcosa di importante che parta dai settori giovanili, ma non solo a parole come si fa da dieci anni a questa parte; c'è bisogno che venga veramente fatto qualcosa per il movimento calcistico italiano che possa riportare i nostri giovani a poter giocare e dimostrare, crescendo nei settori giovanili non con l'obiettivo di vincere la partita del weekend ma con quello di diventare giocatori di caratura mondiale".

Siamo nella settimana del derby ed ogni stracittadina è a sé, come sai bene. Quest’anno però Lazio e Roma arrivano a questa partita in condizioni di classifica quasi identiche, con tanti punti dopo poche giornate. Può essere forse il derby più equilibrato degli ultimi anni, almeno stando alle premesse?

"Sì, sia dal punto di vista della classifica che da quello delle rose. Negli anni precedenti, inclusi quelli in cui io facevo parte della Lazio, la Roma ha sempre avuto una rosa più forte nella sua totalità, con giocatori importanti che ne alzavano il livello. Nonostante ciò la Lazio ha ottenuto vittorie importanti e grandi soddisfazioni, basta ripensare alla Coppa Italia del 26 maggio. La Lazio quest'anno ha una rosa altamente competitiva, ha dei giocatori che stanno dimostrando di essere importanti. Ci sono anche ampi margini di miglioramento".

Immobile e Parolo ora rientreranno a Formello per preparare il derby, dopo quella che probabilmente è la più grande delusione della loro carriera. Il mancato stimolo della partecipazione al Mondiale 2018 può far allentare un po’ la loro tensione agonistica? Sarà più difficile concentrarsi sulla Roma?

"Assolutamente no. Quando un giocatore perde una partita la cosa più bella da fare è rigiocare subito. In questo momento l'eliminazione della Nazionale può incidere a livello emotivo ma il fatto di poter giocare subito una partita come il derby di Roma è un fattore positivo. Ogni giocatore che ha la possibilità di giocare un match del genere vive qualcosa di forte, quindi piuttosto che giocare una partita di secondo piano contro una squadra inferiore il fatto di giocare un derby potrebbe portarli non dico a dimenticare ma magari a gioire e togliersi un po' di amarezza".

Un bilancio della tua esperienza in Cina al Jiangsu Suning, al fianco di Capello?

"Abbiamo preso una squadra all'ultimo posto in classifica, è stato un lavoro difficile perché prendere una squadra in certe condizioni non è semplice. Ci siamo salvati con tre giornate di anticipo, abbiamo superato quattro squadre davanti a noi. E' stato un lavoro veramente bello, per me è stata un po' la chiusura del cerchio a livello formativo perché lavorare al fianco di un grande allenatore come Capello, con la grandissima esperienza che ha, ha fatto sì che io potessi rubare a lui qualcosa che serve a tutti noi giovani allenatori".

Più o meno un mese fa hai detto che il tuo primo pensiero in questo momento è allenare. Vedi nel tuo futuro la possibilità di sedere sulla panchina della Lazio, o magari di tornare in biancoceleste con qualche altro ruolo?

"Con un altro ruolo non penso. Ogni giocatore che ha avuto l'onore di poter vestire la maglia della Lazio e condividere con il popolo laziale qualcosa di bello come è successo a me ha questa volontà, non penso di essere l'unico ad averla. E' normale che mi piacerebbe, come ho già detto nel giorno del mio addio quando ho scritto che mi sarebbe piaciuto ritornare alla Lazio. E' una cosa alla quale penso e per la quale spero un giorno ci potrà essere l'opportunità, ma spero anche che avvenga in un giorno lontano perché vorrebbe dire che Simone Inzaghi continuerà a far bene come sta facendo. E' veramente bello vedere un allenatore giovane che riesce a smentire tutti quelli che dicono che serve solo l'esperienza per allenare ad alti livelli: in realtà io penso che ci voglia la passione, la voglia, le conoscenze, un percorso comune tra società e allenatore. Questo è quello che sta succedendo alla Lazio, io sono strafelice che Simone stia facendo grandissime cose e spero che possa continuare a lungo con questa maglia".

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