ESCLUSIVA - De Marchi: "Temo per il mio Vitesse, questa Lazio è straordinaria!"

Pubblicato il 13/09 ore 19.45
 di Laura Castellani  articolo letto 14638 volte
Fonte: Laura Castellani - Lalaziosiamonoi.it
ESCLUSIVA - De Marchi: "Temo per il mio Vitesse, questa Lazio è straordinaria!"

Poco più di ventiquattro ore al fischio iniziale che sancirà ufficialmente l'inizio dell'Europa League per la Lazio. Dopo un anno lontana dal palcoscenico continentale, i biancocelesti tornano a mettersi in mostra. E lo fanno presentandosi nel migliore dei modi: alle spalle, i laziali vantano la vittoria della Supercoppa e un trattamento impietoso ai danni del Milan, di fronte al quale la Lazio si è dimostrata micidiale. Uno dei motivi per i quali, per Marco Antonio De Marchi, la squadra di Inzaghi può continuare a fare bene anche in Europa. L'ex difensore ha un legame particolare con il Vitesse: ad Arnhem è sbarcato nel '97, lì vi è restato fino al 2000. Conosce bene il calcio olandese. Un pezzo di cuore ce lo ha lasciato, al Gereldrome. L'attuale procuratore sportivo ricorda con sincero affetto l'esperienza vissuta con la maglia giallonera. Ma è con altrettanta sincerità che afferma: "Faccio fatica a pensare che, presentandosi concentrata e determinata, la Lazio possa soffrire nel doppio confronto"

Che tipo di avversaria dovrà affrontare domani la Lazio?  

"E' una squadra olandese. Sembrerà una banalità, ma in quanto tale è abituata a giocare sempre e in ogni caso, a prescindere da chi ha di fronte. Sono propositive. Credo che vedremo una Lazio attenta, ma allo stesso tempo credo che i biancocelesti di oggi siano consapevoli dei propri mezzi e dei propri punti di forza. Il Vitesse ha cambiato diversi giocatori quest'anno, ha delle buone individualità. E' tornata in Europa dopo tanto tempo, è una squadra interessante a livello di campionato olandese. E' stata la mia seconda casa. Sono stato il primo calciatore italiano della storia ad andare dalla Serie A italiana alla serie A olandese. E' la mia gente, mi accolsero benissimo. Lo ammetto: domani probabilmente farò il tifo per loro. Ma la Lazio è una squadra di altissimo livello. Sinceramente faccio fatica a pensare che, presentandosi concentrata e determinata, possa soffrire nel doppio confronto".

Conosce molto bene il tifo del Vitesse. Pensa che il fattore ambientale potrà pesare?

"La Lazio ha dei giocatori che sono di livello internazionale. Non credo possano essere disturbati più di tanto dal tifo di una partita. In ogni caso, io sono innamorato dei tifosi del Vitesse, mi hanno fatto sentire uno di loro e tutt'ora ho contatti con alcune persone. Ci sentiamo. La mia maglia, la numero 27, se la ricordano bene. Ero uno dei primi a cui facevano i cori. E' un tifo molto caldo. Ho avuto la fortuna di fare anche la gara di inaugurazione dello stadio, che venne costruito proprio nell'annata in cui mi trasferii dall'Italia all'Olanda ('97-'98, ndr). Un motivo di orgoglio poter dire di essere stato presente alla primissima partita in Eredivisie del Gelredome, un impianto così avveniristico per l'epoca, che poi venne replicato dallo Schalke 04 in maniera più maestosa. E' un gioiellino. Domani non potrò esserci, ma il mio cuore sarà là".

In passato, la Lazio aveva monitorato Milot Rashica. Che idea si è fatto di questo giocatore?

"Rashica è un giocatore di talento. Il Vitesse ha deciso di tenerlo ancora quest'anno per poi eventualmente valutarne la vendita, in Italia come fuori. Sicuramente è un profilo di alto livello, è cresciuto molto e continua a farlo. Dovesse replicare le sue performance degli ultimi tempi, il Vitesse si fregherà le mani al momento di venderlo. E' un esterno d'attacco molto bravo nel superare l'uomo. Uno di quelli che servono per scardinare le difese. Se la Lazio in passato ci ha messo sopra gli occhi, calcolando che Tare fa grandissimi affari in Olanda, significa che ci ha visto bene!".

Verso quali altri giocatori domani andrà fatta particolare attenzione? Non solo pensando alla partita, ma anche con un occhio al mercato...

"Quest'anno non sono ancora riuscito a vederli bene. Ma ci sono diversi giocatori interessanti, alcuni arrivati in estate. Per esempio Bryan Linssen, arrivato dal Groningen. Anche lui esterno d'attacco, uno che salta bene l'uomo e fa tanti gol. E' un '90, vale la pena osservarlo. Poi c'è Castaignos, vecchia conoscenza dell'Inter, anche se è passato per l'Italia quando era molto, molto giovane. Bisognerà fare attenzione anche a Kashia, è il loro capitano, un leader difensivo; è rientrato anche Alexander Büttner, esterno mancino. Insomma, sono un bel mix. Come mentalità, il Vitesse ha la forza di lanciare i giovani. Parliamo spesso dell'Ajax, ma anche le altre squadre olandesi non si risparmiano. Danno ai giovani il tempo di crescere facendoli giocare".

Quali armi saranno decisive per la Lazio?

"La Lazio ha la fortuna di avere un tecnico che pur giovanissimo sembra allenare da tantissimi anni. Ha mostrato e mostrerà ancora la sua mano. Io l'ho visto l'anno scorso, durante la rifinitura qui a Bologna. Mi colpì il fatto che nonostante la Lazio fosse in un grande momento, mentre il Bologna, invece, in un periodo nero, Inzaghi era riuscito a tenere tutti i giocatori sulla porta, gestendo la rifinitura come se fosse quella di una finale di Champions. Credo che quest'anno si faccia fatica a trovare una Lazio non pronta alle partite di campionato e a quelle europee. La caratteristica di Simone è quella di essere sempre sul pezzo. Se la Lazio entrerà con la testa giusta non riesco a immaginare il mio povero Vitesse in grado di darle così tanto fastidio. Sicuramente riuscirà a disturbarla un po'. Ma non credo di dire un'eresia, oggi, affermando che i biancocelesti siano sulla carta superiori".

E' previsto un ampio turnover, probabilmente Inzaghi lancerà Caicedo dal primo minuto al posto di Immobile. Che ne pensa?

"Ciro è diventato l'attaccante, insieme a Belotti, più prolifico e determinante per il risultato. Abbina forza, tecnica, determinazione, cattiveria. Gli attaccanti come lui mi piacciono tanto. E' caldo in zona gol. Levarlo ora e sostituirlo è faticoso. Ma il turnover serve per dare respiro e possibilità ai giocatori che vorrebbero solo dimostrare di meritare di essere parte integrante di una squadra che sta facendo bene. Ovvio che quando un turnover è ampio può portare squilibri. Tanti giocatori con poco minutaggio nelle gambe, messi tutti insieme, possono concedere qualcosa in più. Non è dettato dal fatto che qualcuno possa avere meno qualità dell'altro, è questione di minutaggio. Le squadre olandesi giocano a ritmi alti, diventa importante entrare subito in partita. La voglia di qualcuno che ha giocato meno però può essere decisiva. Poi credo che anche i sostituiti abbiano qualità importanti tali da non far rimpiangere i titolari".  

Fin dove può arrivare questa Lazio in Europa League?

"I laziali toccheranno ferro (ride, ndr), ma per me la Lazio è davvero una bella squadra. A prescidere da campionato o Europa League. Ha acquisito mentalità straordinaria e in questo va dato merito a Simone. Non è semplice, in pochissimo tempo, riuscire a far coesistere dei campioni, farli rendere, metterli in condizione di vincere trofei battendo squadre importanti, riuscendo ad annientare il Milan, re del mercato estivo. La Lazio lo ha tritato. E questo non è casuale, è conseguenza di un ottimo lavoro di uno che è stato un grande giocatore e che ora veste benissimo i panni dell'allenatore. Questo va valutato come valore aggiunto. Nella stagione possono anche esserci dei cali, ma la rosa può gestire bene le situazioni di emergenza. Magari può mancare qualcosa dietro. Ma la Lazio, in questi anni, con questa gestione, è diventata solida, ha fatto molto bene regalando soddisfazioni ai tifosi. Vincere un titolo non è semplice. Ma la Lazio è stata costruita bene".     

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