ESCLUSIVA - Delio Rossi: "Col Palermo partita senza storia. Pandev? Ci sta un pizzico di rivalsa"

Pubblicato il 19/04/2017 alle ore 18.00
 di Lalaziosiamonoi Redazione  articolo letto 8871 volte
Fonte: Valerio De Benedetti - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
ESCLUSIVA - Delio Rossi: "Col Palermo partita senza storia. Pandev? Ci sta un pizzico di rivalsa"

Alla Lazio dal 2005 al 2009, la Coppa Italia vinta contro la Sampdoria nel 2009 ai calci di rigore porta la sua firma, così come l’unica qualificazione ai gironi di Champions League dell’era Lotito, dopo il preliminare vinto contro la Steaua Bucarest. Delio Rossi a Roma ha lasciato sicuramente un ricordo positivo della sua esperienza capitolina, e i tifosi lo ricordano sempre con grande piacere. Domenica all’Olimpico, andrà in scena la sfida fra Lazio e Palermo, anche quest’ultima sua ex squadra. Una gara - sulla carta - in cui i romani partono sicuramente favoriti. “Una partita, visto il momento delle due squadre, dove non ci dovrebbe essere storia. Gli inconvenienti comunque sono sempre dietro l’angolo, però il divario tecnico è talmente grande, che non dovrebbe esserci nessun problema per la Lazio”, ha dichiarato l’ex tecnico biancoceleste in esclusiva ai nostri microfoni.

L’EUROPA LEAGUE – Persa quasi definitivamente ogni possibilità di raggiungere il terzo posto, la Lazio adesso dovrà difendere con le unghie e con i denti il quarto posto, che dà diritto all’accesso in Europa League senza bisogno di affrontare i preliminari. Atalanta, Milan e Inter, rimangono però avversari agguerriti, e i biancocelesti dovranno essere perfetti per non perdere terreno sulle inseguitrici.Io se fossi la Lazio temerei solo me stessa. Fino ad ora non ha fatto calcoli, giocando con la testa libera e deve continuare a farlo. Inter e Milan sono squadre di blasone e hanno armi importanti. L’Atalanta sta bene, gioca un buon calcio. So come lavora Gasperini, ha entusiasmo. Se devi stare attento ad una di queste, poi ti scappa un’altra. Quindi bisogna fare la corsa su se stessi, fare il meglio possibile e pensare partita dopo partita. Se si comincia a fare calcoli, poi diventa più complicato. La Lazio è davanti a tutte, quindi si trova in una posizione favorevole”.

IL SALTO DI QUALITÀ - Una Lazio che, nonostante abbia provato a dar filo da torcere a Napoli e Roma durante il campionato, alla fine ha dovuto arrendersi alla superiorità degli avversari: “La differenza con le prime tre non è negli undici ma nei 17/18. Se a questa squadra aggiungi qualche altro giocatore di livello, la distanza sicuramente si accorcia. Anche perché l’anno prossimo, che ci sarà probabilmente anche l’Europa League, e se vai ad affrontarla con una rosa ristretta, qualche problema lo avrai sicuramente. Quest’anno non è stato avvertito perché hai dovuto competere solamente per Coppa Italia e campionato”.

PANDEV E CATALDI - A far parlare in questa settimana è stata soprattutto l’esultanza rabbiosa di Goran Pandev, dopo il gol segnato sabato scorso alla Lazio. Un gesto che non è passato inosservato e che sta facendo discutere. Delio Rossi lo conosce molto bene, poiché durante la sua esperienza romana lo ha allenato, portandolo nel grande calcio e facendolo notare dai grandi club, e spiega in questo modo la reazione del macedone: “Io di certo non ci faccio caso a queste cose. Io guardo la partita dal punto di vista tecnico. Questo la dice lunga sul fatto che a questa sfida ci tenesse particolarmente. La Lazio per lui è stata una tappa importante della carriera, poi visto che non si sono lasciati benissimo, ci può essere un pizzico di voglia di rivalsa. Però non andrei oltre questo”. Poi anche su Cataldi, protagonista di un confronto con la Nord nelle ultime ore bollenti. “Non mi interessano queste cose. E’ l’ultima cosa che vedo come esultano i giocatori. La tifoseria fa quello che pensa sia più giusto”.

KEITA – Facendo riferimento anche ad un altro giocatore da lui allenato, Delio Rossi spiega la differenza fra il suo Zarate e Keita, parlando anche del futuro del senegalese. “Zarate e Keita sono due giocatori molto diversi. Zarate era più istinto, Keita mi sembra un giocatore molto più dinamico, non è ancora un campione, ma può arrivarci. Ha delle qualità che gli potrebbero permettere di fare quel salto per diventare quel giocatore che ti fa la differenza. Questo è lo step ulteriore che devono fare questi ragazzi. Non so come siano i rapporti ora fra il giocatore, il suo procuratore e la società. Molte volte i giocatori vivono e dipendono dai loro procuratori, che li consigliano a volte bene a volte male. Molte volte anche contro la loro volontà. Dal punto di vista tecnico è un giocatore che sicuramente dovrebbe rimanere alla Lazio. Poi è chiaro che se la società ha intenzione di prendere un calciatore che è più forte di Keita, allora ben venga”.

L’AVVERSARIO DI DOMENICA -  Chiosa finale su un Palermo in difficoltà, con i rosanero che ormai riservano poche speranze di raggiungere l’Empoli e salvarsi in extremis. Retrocessione probabile, e un cambio al vertice che sembra imminente. “Penso che le speranze del Palermo non passeranno sicuramente dalla partita contro la Lazio all’Olimpico. Loro devono vivere alla giornata, ma difficilmente potranno salvarsi. Nel corso dell’anno non ha mai dimostrato di essere una squadra capace di lottare fino in fondo ed essere viva. Il Crotone ad esempio in certi periodi l’ha fatto, il Palermo no. Il cambio al vertice? Io conoscendo Zamparini penso che sia difficile che possa rimanere senza calcio. So che gran parte della sua vita l’ha dedicata al calcio in generale, ma anche e soprattutto al Palermo. Finché non vedrò che ci sarà l’ufficialità del passaggio di mano, non ci crederò”.

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