ESCLUSIVA - L'ag. Cornacini: "Che colpo Wallace! F. Anderson? Se resta umile diventerà un top player"

Pubblicato il 25/12 alle ore 20
 di Saverio Cucina  articolo letto 13509 volte
Fonte: Saverio Cucina - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
ESCLUSIVA - L'ag. Cornacini: "Che colpo Wallace! F. Anderson? Se resta umile diventerà un top player"

Tempo di bilanci e sorprese sotto l’albero. La classifica sorride alla Lazio e premia il grande lavoro svolto dagli Inzaghi boys. Con il campionato in letargo fino all’8 gennaio, ci dedichiamo intanto ai consueti consigli per gli acquisti in chiave mercato, volgendo lo sguardo soprattutto alla vetrina verdeoro, finalmente tornata ai massimi livelli di un tempo. Per approfondire il discorso, la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha intercettato Leonardo Cornacini, agente Fifa della Art Sports Management, il quale si è soffermato anche sul buon andamento dei due brasiliani biancocelesti, Felipe Anderson e Wallace:

Il Palmeiras vince il Brasileirao trascinato da uno straordinario Gabriel Jesus. Può essere considerato già un craque il nuovo giocatore del Manchester City?

“Il Palmeiras ha vinto il campionato perché si è dimostrata la squadra più organizzata ed è quella che più si avvicina, per mentalità e organizzazione, alle squadre europee. Gabriel Jesus è davvero fortissimo. Ha saputo adattarsi a questo sistema e ora arriverà in Europa per essere protagonista. Proprio per questo voglio sbilanciarmi dicendo che Gabriel Jesus è allo stesso livello di Neymar”. 

Poche settimane fa siamo stati scossi dalla tragedia della Chapecoense. Cosa sta facendo la federazione brasiliana per andare incontro alla società?

“È stato il momento più triste per noi di questo anno. Posso dire che avevo molti amici in quell’aereo. Ho giocato con Danilo il portiere, con il difensore Filipe Machado, avevo una grande amicizia con l’allenatore Caio Junior e con il giornalista Mario Sergio, anche lui su quel volo. Abbiamo perso tante persone. Ora la federazione brasiliana insieme a molti club stanno cercando di aiutare la Chapecoense a rimanere in vita e garantire un futuro per la società. Spero solo che non sia l’occasione per alcuni di fare business, perché è stata una vera tragedia”.

C’è speranza secondo te di vedere Ronaldinho e Riquelme nel club?

“Spero davvero che la Chapecoense possa continuare sullo stesso livello che aveva raggiunto prima dell’incidente. È diventata la seconda squadra di tutti, anche la mia. Sarebbe bello che molti giocatori che hanno smesso da poco di giocare o che ancora sono in attività, possano vestire la maglia della Chape, per onorare quei giocatori che hanno reso grande la squadra e che in 6 anni l’hanno portata in Serie A. Mi auguro che possa succedere e sarà un tributo soprattutto per chi non c'è più”.

Ogni anno il Brasile sforna talenti che entrano man mano nel mirino di grandi club europei. Chi secondo te ha stupito di più quest’anno, a parte i vari Gabriel Jesus e Luan del Gremio?

“Ogni anno Brasile e Argentina regalano grandi giocatori al panorama europeo. Ma per noi brasiliani dal 2012 ad oggi non è stato un grande momento. I nuovi prospetti però, dai ’97 ai 2000, sono davvero fortissimi. Speriamo che Tite rimarrà in Nazionale per molto tempo. È un tecnico che sa cosa fare. Per il 2018 credo sarà troppo presto per vedere il Brasile campione del mondo, ma per i successivi Mondiali del 2022 la Seleção avrà una squadrone incredibileDi Gabriel Jesus abbiamo già parlato e non ha di certo bisogno di presentazioni. Anche Luan del Gremio è un ottimo prospetto, ma ce ne sono molti che ancora in Europa non si conoscono. Guilherme Arana (classe ’97 del Corinthians, ndr) è uno di questi e già molti giornali ne parlano. Poi c’è Malcom del Bordeaux (classe ’97, ndr), che già è arrivato in Europa e siamo fortunati che faccia parte della nostra ‘scuderia’. Ci sono tanti altri giovani, come Thiago Maia (’97 anche lui, ndr) del Santos che è veramente straordinario, Liziero (’98, ndr) e Luiz Araujo (’96, ndr) del San Paolo. Tra tutti dico che Matheus Jesus (’97) del Ponte Preta presto diventerà un grandissimo giocatore, così come Maycon (’97) del Corinthians (ora in prestito al Ponte Preta). Questi sono tutti nomi poco conosciuti ma che presto saranno il futuro del calcio verdeoro”. 

La Lazio in estate ha seguito Rodrigo Caio del San Paolo. Ora su di lui c’è il Milan. Secondo te è pronto per il grande salto in Europa?

Rodrigo Caio è un nazionale brasiliano. È pronto per l’Europa, ma quando dico pronto non intendo proprio per l’Italia. In Serie A il calcio non è semplice. L’anno scorso portammo al Palermo Matheus Cassini, il classe ’96 più forte del Brasile. Si diceva dovesse prendere il posto di Dybala, ma non è così che funziona. C’è un processo prima da fare, dove devi formarti, imparare la lingua, conoscere l’ambiente. È andato in Croazia lo scorso gennaio e in estate è tornato in Italia al Siracusa. Ora comincia a far bene. Lo stesso vale per Gabigol. In Brasile era un fenomeno, mentre in Italia ancora non si è visto. È un giocatore fortissimo, ma ha bisogno di tempo. Questo devono capire i tifosi, ma soprattutto il giocatore. I brasiliani quando arrivano in Italia devono attraversare una fase di adattamento. Ricordo anche il caso di Emerson Palmieri: con Alessio Ceccarelli lo portammo a Roma, quando Zamparini diceva che non fosse all’altezza. Ora è diventato probabilmente uno dei terzini sinistri più forti in Italia”.

Parliamo di Felipe Anderson. Quest’anno ha trovato più continuità come assist-man che come goleador. Può avere ancora margini di miglioramento secondo te?

"Felipe è ormai inserito nel campionato italiano. Inizia a capire come funziona. È un giocatore che sposta gli equilibri, eppure secondo me non è arrivato ad esprimere il massimo del suo potenziale. Penso che con la cessione di Candreva possa diventare più protagonista di questa Lazio. Per i brasiliani questo è molto importante. Sono abituati da piccoli a sentirsi dei grandi giocatori, è uno sbaglio che commettiamo spesso. Quando arrivano qui in Italia e devono ricominciare da zero soffrono molto. Con il tempo poi ritrovano loro stessi e tornano a far bene. La sua fortuna è che è umile, lavora molto e penso che un giorno diventerà uno dei giocatori più forti in Italia”. 

Sempre in casa Lazio, Wallace ha sorpreso un po' tutti dimostrandosi un difensore affidabile. Te lo aspettavi già pronto per la Serie A?

“Tare è forte, è un direttore che sa come muoversi sul mercato. Wallace è un esempio, un difensore che ha girato l’Europa tra Portogallo e Francia. È un giocatore che conosce già il calcio europeo e può già essere protagonista. È giovane, affidabile, ha qualità e devo dire che la Lazio ha fatto davvero un bel colpo”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.