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Diakité, tra voci di rottura e aperture di fiducia parla l'agente: "Ci sono ancora margini per il rinnovo"... Marotta: "Mai trattato il giocatore"

Pubblicato il 12/09/2012 alle 12.09
13.09.2012 07:30 di Stefano Fiori Twitter:   articolo letto 9974 volte
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it
Diakité, tra voci di rottura e aperture di fiducia parla l'agente: "Ci sono ancora margini per il rinnovo"... Marotta: "Mai trattato il giocatore"

Lo stallo legato alla vicenda del rinnovo di Modibo Diakité sortisce l'effetto opposto: ogni minima mossa di una delle due parti può essere percepita come segno di rottura definitiva o, al contrario, di apertura improvvisa. La prima soluzione è quella battuta questa mattina dalla Gazzetta dello Sport: secondo il quotidiano milanese, il centrale francese non sarà convocato per la trasferta di domenica contro il Chievo. Superati i problemi fisici, l'esclusione dalla lista dei convocati farebbe rima con “fuori rosa”, la stessa situazione vissuta tre anni fa da Goran Pandev e Cristian Ledesma. L'opzione legata, invece, a un'apertura tra le parti viene scelta dal Corriere dello Sport, sulla base delle dichiarazioni di Claudio Lotito:Mi farebbe piacere che Diakité firmasse il rinnovo, è una mia creatura e ci tengo. Ma ora ha fatto una richiesta di 1,2 milioni di euro che non è in linea con i nostri programmi, mentre noi gliene abbiamo proposti 700 mila”. Ossia, il rinnovo sarebbe cosa gradita, ma non sulla base delle richieste del giocatore. Da un'angolazione opposta, ma con lo stesso scenario di sostanziale stallo, arrivano oggi nuove dichiarazioni dell'agente di Diakité, Ulisse Savini:Sottoscrivo in pieno quanto detto dal presidente, anche se la nostra richiesta non era di 1,2 milioni, bensì di un milione più bonus. Purtroppo sia la domanda che l'offerta sono rimaste invariate e per questo resta una leggera distanza", ha dichiarato il procuratore ai microfoni di Radio Manà Manà Sport. Le parole di Savini esprimono sempre una fiducia di base per il buon esito della vicenda, che deve però convivere con la possibilità di una cessione: “Un passo in avanti da parte della Lazio e uno indietro del giocatore? Perché no, la Lazio lo ha fatto, avvicinando di poco le nostre richieste, ma non mi risulta che la società abbia offerto 750 mila euro più bonus, questo l'ho appreso dai giornali. Ripeto, le possibilità di una chiusura positiva ci sono, forse non avverrà in tempi brevi e se a gennaio ci dovessimo trovare nella stessa situazione, continueremo a valutare qualsiasi offerta. A patto però che arrivino da squadre più blasonate, altrimenti restiamo alla Lazio". Cosa che è avvenuta al termine della finestra di mercato appena conclusa: “L'unica squadra che ci ha messo veramente in crisi è stata la Fiorentina. Ci abbiamo pensato per due giorni interi, ma alla fine abbiamo deciso di non accettare un'offerta molto allettante, sia in termini economici che di progetto. Il motivo è semplice: il ragazzo considera la Lazio uno dei quattro club più prestigiosi d'Italia, quindi se dovesse accettare offerte da altri club, lo farebbe solo per squadre più blasonate come Inter, Milan e Juventus. Sia i nerazzurri che i bianconeri non hanno mai dimostrato interesse verso il mio assistito. Con il Milan abbiamo provato ad intavolare uno scambio con Mesbah, ma la trattativa non intrigava entrambi i club". Lo stesso ad della Juventus Beppe Marotta - come riporta Tuttojuve.com - ha dichiarato questa mattina di non aver "mai parlato con Diakité, che è un giocatore della Lazio e non arriverà alla Juventus". Come riportato poi dalla nostra redazione, a un certo punto c'è stata anche in ballo la clamorosa ipotesi di uno scambio con Marco Borriello: “L'idea è stata mia, volevo essere il primo a portare a termine uno scambio tra Lazio e Roma, visto che non c'era mai riuscito nessuno. Tutto nacque durante un mio incontro con il dirigente Sabatini per trattare un giocatore ungherese. Azzardai questa idea, lui mi rispose che si credevo fortemente, potevo andare avanti con la mia idea. Purtroppo però è tramontata poco dopo". Non tramonta, come detto, la speranza di una soluzione positiva della faccenda. Sarebbero necessari nuovi incontri tra le parti, che non si risolvano però con un nulla di fatto come i precedenti: “A quando un nuovo incontro? Non so dirlo di preciso, l'ultima volta che ci siamo sentiti è stato durante l'ultimo giorno di mercato. C'è la disponibilità da parte di entrambi di risolvere la situazione e non credo che sia così drammatica come si legge sui giornali. Ho sempre trattato personalmente con il presidente Lotito e non mi risulta che ci siano state delle frizioni tra di noi, casomai delle diversità di vedute. Solamente una volta la chiacchierata si è un po' accesa, quando lo stesso giocatore ebbe l'occasione di parlare personalmente con il Presidente". Il presente, in ogni caso, si chiama Lazio: Il giocatore è a tutti gli effetti un giocatore della Lazio. Fa parte del gruppo e mi auguro che possa essere impiegato nelle prossime partite. Perché non è stato convocato nell' ultimo incontro di campionato? Spezzo una lancia in favore della Lazio, il calciatore non si era ancora ristabilito e per questo, lo staff tecnico ha deciso di non rischiarlo. Detto questo siamo però dispiaciuti per la mancata convocazione in Europa League, in questo caso la scelta non è stata prettamente tecnica, ma societaria".


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