Murgia: "Difficile accettare episodi simili, ora Kiev. La Supercoppa un sogno, la Nazionale anche"

Pubblicato il 13-03 alle 13,30
14.03.2018 07:20 di Gabriele Candelori Twitter:   articolo letto 7800 volte
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Murgia: "Difficile accettare episodi simili, ora Kiev. La Supercoppa un sogno, la Nazionale anche"

E adesso ritocca all'Europa. La Lazio, archiviati pareggio ed ennesime polemiche arbitrali, vola a Kiev per prendersi i quarti di finale di Europa League. Un compito difficile dopo il 2-2 dell'andata e contro una formazione imbattuta in casa, ma i biancocelesti ci credono. Ai microfoni di Lazio Style Channel, ha parlato Alessandro Murgia: "Dobbiamo essere concentrati, manca ancora abbastanza. Serve motivazione e cattiveria agonistica per guardare alla prossime partite con positività. Gli episodi hanno provocato rabbia che dobbiamo essere bravi a riportare sul campo per restare concentrati sui nostri obiettivi. E' difficile accettare episodi tanto chiari, ma siamo giocatori e dobbiamo dare il meglio. Gli arbitri fanno le loro scelte, noi dobbiamo pensare solo ad ottenere i risultati. Il mister sotto il punto di vista motivazionale è tra i migliori in Serie A. Io ho visto la sua crescita ed è fantastico: ci dà grande carica, noi dobbiamo essere squadra e lavorare verso i nostri obiettivi. Siamo un gruppo fantastico e anche la società ci sta aiutando, bisogna remare tutti dalla stessa parte. Malafede? Tanti episodi ci hanno fatto male e ti portano a pensare male in alcune situazioni. Non dobbiamo soffermarci però su questo aspetto, ma pensare solo a giocare. Gli errori ci saranno sempre, noi dobbiamo lavorare in un'unica direzione".

KIEV E L'EUROPA LEAGUE - "A Kiev servirà una gara intensa, di lucidità e concentrazione. In Europa basta un attimo e ti fanno male: saremo aggressivi, vogliamo portare a casa la qualificazione. Sarà un campo difficile e farà molto freddo, ma prepareremo la sfida al meglio per ottenere un risultato positivo". Murgia è il titolare di coppa: "L'Europa è una competizione difficile, anche a livello di ritmi e fisicità. Sono molto orgoglioso dello spazio che sto avendo, davanti ho giocatori molto importanti e io cerco di dare il mio contributo. Sono a completa disposizione e contento ogni volta che posso scendere in campo".

SUPERCOPPA E UMILTA' - "Alla Supercoppa penso spesso, è stata un'emozione fantastica. Mi dà la carica per guardare avanti e far sì che sia solo un punto di partenza. Ho realizzato un sogno: sono cresciuto con questa maglia e ogni bambino sogna un gol in finale all'ultimo secondo. Per me è stata un'emozione indescrivibile che non dimenticherò mai. Non voglio essere però solo l'uomo del 3-2, voglio dare una mano alla squadra. La maturazione, stando a contatto con determinati giocatori, è sotto tutti gli aspetti. Sono cresciuto e cerco di fare tesoro di tutto. Resto concentrato e lavoro per migliorare sotto tutti i punti di vista". Umiltà è la parola chiave: "Il fatto di essere umile deriva dal mio carattere, ma soprattutto dall'educazione che ho ricevuto da parte della mia famiglia e tutte le persone che mi vogliono bene. Calcisticamente il mister mi ha strutturato sotto tanti aspetti, ma dal punto di vista umano il merito è della mia famiglia. Ai miei genitori devo tutto e cerco di renderli sempre più orgogliosi".

OBIETTIVI E AVVERSARIE - "Nel calcio servono tante componenti: fortuna, bravura e voglia di arrivare. Il mister mi ha stimolato, sgridato tante volte. Tutto quello che ho ottenuto l'ho ottenuto faticando e credendo in quello che faccio. La strada davanti è molto lunga, voglio raggiungere tanti obiettivi. La piazza è difficile, ci sono tanti giocatori forti. Ma mi sento orgoglioso e all'altezza di far parte di questo gruppo". Ogni avversaria studia la Lazio nei minimi dettagli: "Tutti sanno che la Lazio ha tanti giocatori importanti e un grande mister. Siamo una grande squadra e gli occhi di tutti sono puntati su di noi. Le avversarie giocano come se fosse una finale, è il rovescio della medaglia. Dobbiamo portare allora il nostro gioco, cercando anche delle soluzioni alternative".

GOL E NESSUN IDOLO - "Ci sono stati tanti gol belli quest'anno, ognuno lo è a modo suo. Ciro ne ha fatto uno impossibile, per coordinazione è il più difficile. Ma anche le serpentine di Felipe o quelli di Luis Alberto a Ferrara e Sergej a Sassuolo". Murgia non ha idoli: "Non ho un vero e proprio modello. Cerco di rubare tutto da tutti, se devo fare un nome dico Marchisio da giovane. Mi piaceva come s'inseriva e arrivava in zona gol. Non c'è comunque un vero e proprio idolo".

LUCAS LEIVA E LA NAZIONALE - "Leiva è un giocatore unico e raro, è devastante sotto tutti gli aspetti. All'inizio arrivando da un altro campionato si è dovuto ambientare, poi ha portato subito le sue qualità umane e calcistiche. Ha esperienza da vendere, per noi giovani è un esempio. Sono onorato di poter rubare qualcosa da lui tutti i giorni. Per questa squadra è fondamentale, quando non c'è la sua mancanza si sente". Infine sul sogno Nazionale: "La Nazionale potrebbe essere un'esperienza fantastica, è un sogno che voglio realizzare. Faccio parte ancora dell'Under 21, penso passo dopo passo. Di Biagio mi conosce, ma per il momento non ci penso. Voglio fare bene con il club, poi quando ci saranno le convocazioni si vedrà".