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La Lazio deposita il ricorso al Tar, contro la sospensione di Lotito

25.05.2012 07:38 di Lalaziosiamonoi Redazione  articolo letto 5405 volte
Fonte: repubblica.it/lalaziosiamonoi.it
© foto di Marco Iorio/Image Sport

E' stato formalizzato il deposito al Tar del Lazio del ricorso con il quale il presidente della Lazio, Claudio Lotito, contesta la sua sospensione da Consigliere federale decisa dopo la sua condanna nell'ambito del processo Calciopoli. La discussione è fissata il 30 maggio. La vicenda richiamata nel ricorso redatto dagli avvocati Francesco Saverio Marini, Chiara Petrillo e Gian Michele Gentile, parte dalla sentenza con la quale, l'8 novembre 2011 Lotito è stato condannato dal Tribunale di Napoli a un anno e tre mesi di reclusione per frode sportiva commessa nel febbraio 2005 in occasione di due partite di Serie A. Sentenza per la quale è stato interposto appello. Lo scorso 2 febbraio, in applicazione del nuovo Codice di Comportamento sportivo, Lotito è stato sospeso dalle cariche federali, e l'Alta Corte di Giustizia Sportiva del Coni ha dichiarato il suo successivo ricorso inammissibile e infondato. 

Il ricorso al Tar presentato dal Presidente biancoceleste sostiene l’illegittimità del provvedimento dell’Alta Corte sotto diversi profili tecnici come viene spiegato sul Corriere dello Sport. Su tutti, il fatto che la decisione è stata presa da un organo del Coni in una vertenza che vede come parte lo stesso Coni («è impensabile, perchè nessuno può essere giudice di se stesso», si legge nel ricorso). Secondo il ricorrente, poi, la pronuncia viola i principi costituzionali secondo i quali nessuno può essere punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso («I fatti per i quali il dott. Lotito è stato condannato sono stati commessi nel febbraio 2005, sette anni prima dell’entrata in vigore del Codice Coni; la sentenza di condanna per quei fatti è del 8 novembre 2011, quindi tre mesi prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice Coni»), e nessun imputato può essere considerato colpevole sino alla condanna definitiva («Tale fatto esisteva da epoca antecedente la nuova norma, non dava luogo ad alcuna sanzione, proprio sulla base della normativa che legava provvedimenti sanzionatori o cautelari alla presenza di un fatto diverso, la condanna con sentenza definitiva»). Il ricorso al Tar chiede anche la condanna della Figc al risarcimento dei danni per 250mila euro. La sospensione è stata «una vera e propria lesione voluta e preordinata del diritto soggettivo del dott. Lotito – si legge nel ricorso – a svolgere i compiti statutari previsti dalla carica di Consigliere federale e componente del Comitato di presidenza della Figc».


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