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ESCLUSIVA Radiosei - Le verità di Casiraghi: "Per ora la strada verso la Lazio si e'interrotta ma aspettiamo fine stagione...Hernanes? Di difficile collocazione mentre Zàrate..."

pubblicato ieri alle ore 21.30
25.04.2012 07:10 di Ivan Pantani  articolo letto 8178 volte
Fonte: Ivan Pantani - LaLazioSiamoNoi.it
© foto di Federico De Luca

Il destino europeo della Lazio è ancora incerto, come quello di Edoardo Reja sulla panchina biancoceleste. "Ho un ottimo rapporto con tutta la squadra –commentò qualche giorno fa il tecnico friulano- ma dovremo parlare a fine stagione con il presidente. Adesso dobbiamo pensare alla Champions che è fondamentale per la Lazio, ed è questo quello che conta". Già, la Champions per la Lazio conta, e come. L’accesso a questa prestigiosa competizione potrebbe rinsaldare i rapporti, da tempo sfilacciati, con la dirigenza capitolina ed automaticamente riconfermare il tecnico di Lucinico al timone della squadra romana. Ma, in caso contrario (facendo i dovuti scongiuri) si aprirebbero nuovi scenari sulla panchina laziale. Pronto a raccogliere l’eredità di Reja, è l’ex allenatore del West Ham Gianfranco Zola. “The Magic Box”, secondo l’accordo di massima raggiunto con il numero uno della Lazio, porterebbe in dote con se un collaboratore “d’onore”: Pierluigi Casiraghi. Ma quanto è stato vicino il duo Zola-Casiraghi dal sedere sulla panchina laziale? “Bisognerebbe chiedere a Gianfranco (Zola,ndr) quello che è successo -confessa Casiraghi in esclusiva ai microfoni di Radiosei, all'interno del programma "Nove gennaio millenovecento"- era lui il contendere per quanto riguarda il ruolo di allenatore. C’è stato un contatto tra Lotito e Zola poi, per diversi motivi, non è andato in porto la cosa. Ci sono state tante possibilità che il tutto andasse a buon fine, però poi non è stato così. Personalmente non ho mai parlato con nessuno della Lazio, questa vicenda l’ho solo sfiorata, non so bene come si è svolta la situazione”. Il rapporto tra i due è legato da una grande affetto. “Ho un rapporto di amicizia con Gianfranco da tanto tempo, indipendentemente dal lavoro assieme svolto nell’Under 21: ho giocato con lui tanti anni in Nazionale, nel Chelsea. E’ una persona fantastica sotto tutti i punti di vista, oltretutto abbiamo anche la stessa visione calcistica quindi, lavorare con lui, è stato un piacere come del resto credo lo sia stato per lui. Se dovesse succedere di tornare a collaborare, indipendentemente dalla Lazio, Quando c’era in ballo la cosa, è chiaro che per me era come ritornare indietro nel tempo: ho un grandissimo rapporto con l’ambiente. Per adesso la strada si è interrotta ma potrebbe riaprirsi, chi lo sa…”. Il silenzio di Reja sul suo futuro è alquanto enigmatico… “Reja sta facendo molto bene, se raggiungerà il terzo posto è chiaro che anche lui abbia voglia di partecipare alla Champions. Un signore allenatore penso che la Lazio ce l’abbia già. Il silenzio è giusto che ci sia”. I moduli tattici del tecnico sardo fanno di necessità virtù. “Ha giocato con diversi moduli, dipende dai giocatori che ha a disposizione. E’ un sinonimo di intelligenza questo”.

LAZIO, KLOSE E...TYSON. Chiuso il capitolo futuro, si apre quello del passato con la maglia della prima squadra della Capitale. “Ho tanti ricordi con la maglia della Lazio, ho fatto 5 anni lì. Comunque la maggior parte sono belli, sono stati anni di tante vittorie. L’emblema di quel periodo è stata la vittoria della Coppa Italia, il primo trofeo vinto dalla Lazio dopo tanti anni. I capitolini, nonostante gli ultimi risultati altalenanti, sono saldi al terzo posto in classifica. “Alla fine conta la classifica e, guardandola, direi che è un ottimo risultato. Il campionato italiano è difficile, lo si è visto anche domenica scorsa con il Lecce. E’ stato davvero un peccato prendere gol proprio alla fine, era una partita importante, mi sembra però che anche quelle dietro stanno facendo fatica. E’ un obiettivo che può cambiare gli scenari della Lazio nel prossimo anno”. Klose ha conquistato tutti, Casiraghi compreso. “E’ da anni che è un grandissimo attaccante, ha sempre fatto gol. A me piace tanto perché si muove molto bene, soprattutto senza palla, anche vicino l’area di rigore. Come fa del resto anche Tommaso Rocchi: sono giocatori intelligenti. Klose, fino all’infortunio, è sempre stato determinante per la Lazio. Quando poi ti viene a mancare un giocatore così, è chiaro che fai fatica in fase realizzativa. Poi non mi sembra che ci siano tante altre alternative oltre Tommaso. Anche i centrocampisti possono far gol se non segnano gli attaccanti: lo stesso Mauri ha fatto reti importanti”. Da buon tifoso laziale, non risparmia qualche frecciatina ai “cugini” giallorossi. “Le valutazioni bisogna farle a livello tecnico ed a livello finanziario. E’ chiaro che, fare progetti a lungo termine nel campionato italiano, è difficile. Il risultato è troppo importante, lo si è visto dall’altra parte con la seconda squadra di Roma che non sta andando bene (ride,ndr). Magari sulla carta è affascinante, però il risultato è che fanno partite come quella contro la Juve o il Lecce”. Hernanes e Zàrate, due giocatori con qualità cristalline ma in appannamento dopo le loro prime stagioni ad alti livelli. “Hernanes è partito benissimo, poi è un periodo che sta facendo fatica, ha anche perso fiducia in se stesso. Ha bisogno di trovare la giusta collocazione in campo: se giochi con lui trequartista e due punte magari fa fatica o se lo metti a ridosso della prima punta magari torna troppo. Ha tanta qualità è talento, ma di difficile collocazione. Zàrate ha tanta qualità anche lui, però gli è sempre mancato quel qualcosa in più per diventare un grande giocatore, perlomeno fino adesso. Pure all’Inter non ha fatto benissimo, però ha tutto quello che serve per essere un grande campione: gli manca avere l’atteggiamento giusto in campo”. Casiraghi ci tiene ad incoraggiare un suo ex giocatore ai tempi dell’Under 21 italiana.  “Nell’Under 21 avevo anche Candreva, un giocatore che è arrivato a Roma con tante perplessità. Però mi sembra che stia facendo bene tutto sommato: ha bisogno di tanta fiducia da parte dell’ambiente”. Le proposte per allenare squadre di calcio non sono di certo mancate per un personaggio che ha scritto pagine importanti nella storia del calcio italiano. “Ho fatto quattro anni molto belli nell’Under 21. Anche a me piacerebbe allenare: ho ricevuto alcune proposte all’estero, ma non avevo voglia di spostarmi dall’Italia soprattutto per la mia famiglia. Gianfranco vive a Londra ed anche lui credo abbia avuto tante proposte nel calcio inglese, ha avuto anche occasioni in Italia. Il fatto di lavorare insieme nasce dall’opportunità”. Uno dei soprannomi affibbiatogli nella Capitale era “Gigi Tyson” (ispirato all’ex pugile Campione Mondiale dei pesi massimi Mike Tyson), molto gradito dall’attaccante. “In campo mi piace, sul rettangolo verde ero un tosto sotto tutti i punti di vista, ma lo sono ancora nelle partite di calcetto: odio perdere anche contro quelli di cinquant’anni, se li devo menare li meno (ride,ndr). Caratterialmente sono diverso. Il calcio per me è una guerra, devi dare sempre tutto te stesso. Gli atleti ed i giocatori lo devono fare, ed io lo facevo”. La dedica finale di Pierluigi “Tyson” Casiraghi ai tifosi della Lazio. “Sono stati 5 anni bellissimi, un’esperienza fantastica. Vi ringrazio per tutto quello che mi avete dato. Spero tanto che tutti i tifosi tornino ad avere grandissime soddisfazioni perché se le meritano”.


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