Diritti tv, altro slittamento: il Tribunale di Milano ha sospeso il bando di Mediapro

16.04.2018 14:30 di Gabriele Candelori Twitter:   articolo letto 3690 volte
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico De Luca
Diritti tv, altro slittamento: il Tribunale di Milano ha sospeso il bando di Mediapro

Resta molto confusa la situazione legata all’assegnazione dei diritti tv per il prossimo triennio di campionato. Come riporta gazzetta.it, il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso di Sky Italia sospendendo d'urgenza il bando di Mediapro fino al 4 maggio, data in cui si esprimerà in merito. Una decisione che, a pochi mesi dalla nuova stagione, ha come effetto un ulteriore slittamento visto che la scadenza del 21 aprile (ultimo giorno per presentare un’offerta) ora non è più valida. Due i punti critici evidenziati dall’azienda fondata da Murdoch: la possibilità di Media pro di gestire la raccolta pubblicitaria e l’assenza nel bando dei prezzi minimi per gli operatori.

IL COMUNICATO DI SKY - Questa la nota ufficiale: “Sky Italia prima di lanciare la propria offerta sui diritti televisivi del campionato di calcio di Serie A - si legge nel comunicato -, ha deciso di chiedere per vie legali al Tribunale di Milano una verifica dell’aderenza del bando di MediaPro alle leggi italiane, alla Legge Melandri e alle recenti indicazioni dell’Autorità della concorrenza, ottenendone la sospensione sino al 4 maggio. Il bando di MediaPro per l’assegnazione dei diritti televisivi del campionato di calcio della Serie A solleva così tante perplessità da rendere necessario verificarne la legalità prima di presentare importanti offerte. Sky intende continuare a garantire agli abbonati un prodotto di qualità, nella piena libertà e autonomia giornalistica e editoriale in un sistema non discriminatorio e di libera concorrenza fra gli operatori. La nostra volontà è di continuare a contribuire alla crescita del calcio italiano, per lanciare nei prossimi giorni una grande offerta economica che possa garantire il futuro dei club sportivi, oltreché la qualità, la creatività e l’autonomia editoriale e giornalistica, la competizione industriale, agendo, senza scorciatoie, sempre nel rispetto dei valori della libertà di mercato e di tutte le leggi".