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ESCLUSIVA RADIOSEI - L'opinione di Alfredo Pedullà: "Per la panchina è un ginepraio, nessuno in pole... Ederson e Breno ai dettagli, su Yilmaz c'è un'asta"

Pubblicato ieri alle 20.45
25.05.2012 07:22 di Stefano Fiori  articolo letto 7814 volte
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

In casa Lazio i temi caldi sono tanti, dall'incredibile girandola di candidati per la panchina biancoceleste fino ai nomi che caratterizzano questo primo periodo di calciomercato. Per discutere di questi argomenti insieme a un occhio esperto, nella trasmissione "9 gennaio 1900" di Radiosei è intervenuto in esclusiva Alfredo Pedullà, famoso giornalista e opinionista televisivo. Partendo proprio dal gran bazar della questione allenatore, Pedullà utilizza un termine che rappresenta bene la situazione: "Penso che sia un bel ginepraio, ma credo che qualche selezione si possa già fare. Nel caso di Zola, se la Lazio avesse voluto, avrebbe chiuso, quindi non è da considerarsi una priorità. Si è parlato molto di incontri negli ultimi giorni, ma a me non risultano. Tra l'altro Zola sta valutando proposte economiche importanti dagli Emirati e dall'Australia... Si parla molto di Mazzarri, ma dobbiamo aspettare che ci sia l'incontro con De Laurentiis, dove potrebbe anche esserci una rottura, dal momento che il tecnico ha il contratto in scadenza. Che a Lotito piaccia Mazzarri non ci sono dubbi, ma che Mazzarri possa prendersi un periodo di vacanza è da mettere in preventivo... Tutte le piste straniere hanno poco di concreto, mentre Gasperini aspetta le valutazioni del Napoli - se dovesse andare via Mazzarri - ed eventualmente della Sampdoria, qualora salisse in Serie A. Comunque non c'è un grande favorito, la Lazio sta sondando i vari nomi ma non c'è un candidato in vantaggio sugli altri". Pedullà ha quindi approfondito il discorso relativo al tecnico del Napoli, svelando anche un retroscena legato alle mosse della società partenopea: "A livello generale, c'è questo balletto Lazio-Roma-Napoli che contribuirà sicuramente a sbloccare altre situazioni... Due giorni fa De Laurentiis ha fatto una chiamata a Sannino (che in questa stagione ha guidato il Siena, ndr), il quale gli ha risposto di sentirsi onorato dell'interessamento del Napoli, ma di aver già un accordo con il Palermo. Questo fa capire come De Laurentiis stia pensando ad altri allenatori... Mazzarri è diventato un allenatore molto esigente, cosa dal suo punto di vista legittima, ed è normale che chieda garanzie, così come è normale che lui possa rispondere alla Lazio: 'Grazie dell'interessamento, ma decido di prendere in considerazioni altre opzioni oppure di stare fermo'. Mazzarri è uno che vuole i campioni, ma quando Lotito parla di campioni bisogna metterci d'accordo: per me un campione, da uno a dieci, è dieci, per lui magari è sette, per Mazzarri undici". Passando poi al calciomercato puro, quello che riguarda gli uomini che vanno in campo, negli ultimi giorni il quadro presenta due operazioni in dirittura d'arrivo, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali: Ederson e Breno. Anche per Pedullà entrambe le trattative sono in fase di conclusione: "Sia per Ederson che per Breno si tratta solo di scrupoli. Nel primo caso, lo stesso Tare ha detto che è vicinissimo, ma la Lazio aspetta prima di tutto di risolvere la questione dell'allenatore. Per quanto riguarda Breno, c'è cautela riguardo ai suoi problemi personali (il processo in cui il difensore dovrà difendersi dall'accusa di incendio doloso, ndr) e prima di prenderlo devi essere sicuro che li risolva. La Lazio è davanti, se dovesse rinunciare a lui ci sarebbero altre squadre, ma secondo me è giusto investire su di lui, cercando di recuperare un ragazzo che in Brasile era considerato una delle migliori promesse e che poi al Bayern ha avuto dei problemi". Per quanto riguarda il discorso legato al reparto offensivo, il nome che gira con più insistenza è quello di Burak Yilmaz, punta del Trabzonspor che è attualmente in trattativa con la Lazio. Per Pedullà, operazioni del genere possono presentare sempre insidie: "Per quanto ne so, Yilmaz è entrato all'interno di un'asta, grazie a un procuratore che è molto bravo ad alzare i paletti. Quindi è necessario avere la forza e la lucidità di stare all'interno di quest'asta, perché nel momento che sembra tuo può arrivare un altra squadra che te lo soffia. Comunque è una situazione in stand-by, anche se alla Lazio piace molto... A fine maggio nessuno ha interesse a chiudere se vuole strappare quel milione in più". Un altro attaccante che è stato accostato ai colori biancocelesti è Giampaolo Pazzini: "Pazzini è sul mercato, ha un ingaggio molto importante, rientra negli obiettivi del Napoli, con l'Inter che l'ha proposto nel pacchetto Lavezzi. Comunque Pazzini rientra in quella categoria di attaccanti che per ora rimane in stand-by, perché il loro mercato si svilupperà tra 15-20 giorni". La punta nerazzurra, in particolare, è stata in un primo momento offerta dall'Inter all'interno della trattativa legata al riscatto di Mauro Zàrate, come rivelato in esclusiva a Lalaziosiamonoi.it dal fratello e procuratore di Maurito, Sergio Zàrate. Ora per l'argentino si riapriranno molto probabilmente le porte della Capitale, soprattutto dal momento che a Formello non ritroverebbe Edy Reja, l'allenatore con il quale ha avuto più conflitti qui a Roma: "Con l'addio a Reja, la situazione è completamente cambiata - è l'opinione di Pedullà - ma bisogna vedere chi sarà l'allenatore per capire se ci potrà essere posto per Zarate". Già prima del termine del campionato, infine, Claudio Lotito aveva promesso che avrebbe acquistato quattro campioni, ma Pedullà ci va cauto: "Quando si è parlato di Berbatov, che per me è un campione, il tentativo c'è stato. Un conto però è tentare di prendere un campione, un conto è prenderlo. Alla condizioni che ti portano a prendere Ederson a parametro zero, si fa sicuramente una grande operazione, ma per lui si parla di un grande interprete, non di un grande campione. Per me un campione è uno che negli ultimi sette anni ha segnato duecento gol. In ogni caso, per la Lazio una cosa è fondamentale: non far diventare Hernanes un brocco, dato che la sensazione è che, nell'immaginario collettivo, sia diventato un brocco all'improvviso".


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