FIGC, Sibilia candidato alle elezioni federali: "Corro per vincere". Presente anche Lotito - FOTO

Pubblicato alle ore 13
 di Alessandro Menghi Twitter:   articolo letto 7042 volte
Fonte: Dal nostro inviato Alessandro Vittori - Lalaziosiamonoi.it
FIGC, Sibilia candidato alle elezioni federali: "Corro per vincere". Presente anche Lotito - FOTO

AGGIORNAMENTO ORE 16.20 - Anche Lotito lascia l'Holiday Inn all'Eur, che questa mattina è stato sede dell'assemblea straordinaria elettiva della Lega nazionale. Anche Cosimo Sibilia - candidato come presidente federale a seguito dell'assemblea odierna -, dopo il pranzo con il patron biancoceleste, è uscito dall'hotel. 

É finita da poco l’assemblea straordinaria elettiva della Lega nazionale dilettanti che ha indicato Cosimo Sibilia come candidato presidente alle prossime elezioni federali del 29 gennaio. Presente anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito. Queste le parole di Sibilia in conferenza stampa: “Noi al momento abbiamo due candidature e su questo dobbiamo cominciare a discutere per raggiungere un obiettivo. Io ho già detto che corro per vincere ma responsabilmente. Se ci dovesse essere una candidatura aggregante, ne discuteremo, è inutile fare supposizioni. Se oggi andassimo al voto, credo che la Lega Dilettanti abbia un vantaggio. Gli altri per raggiungerla dovrebbero fare delle aggregazioni e non mi pare che in tal senso ci possano essere delle indicazioni, fermo restando che sono disponibile a discuterne. Ma lo sforzo deve essere complessivo, unilaterale e con rispetto per la Lega Dilettanti". 

LOTITO E TOMMASI - "Lotito? Credo sia indiscutibile che Lotito non molli mai. Ci sentiremo sicuramente, essere poco sincero non serve a niente. Come lo conosco io lo conoscete voi. Ha 8 telefoni contemporaneamente. Io considero il presidente Lotito una persona molto intelligente, ne discuteremo e ne parleremo. Alla presenza del presidente dell’associazione italiana calciatori, Damiano Tommasi, ho detto che voglio assumere in seno alla presidenza della Federcalcio un ruolo per il presidente, ma non escludo che il ruolo tecnico possa andare a qualche rappresentante della componente tecnica. Così come ho già detto, nella componente calcio c’è chi ha ricoperto un ruolo non solo tecnico, ma anche politico. Fermo restando che dopo l’eliminazione dal Mondiale è scomparso. Quindi voglio una separazione del ruolo tecnico da quello politico. Io auspico che ci sia la possibilità di convergere su una candidatura maggioritaria. Al momento ho il riscontro dell’Assemblea della Lega Nazionale Dilettanti, che - lo dico con orgoglio - mi ha proposto come presidente della Figc. Oltre alla mia candidatura ci sono però anche quelle di Gravina e Tommasi: aspettiamo domenica sera. Potrebbe candidarsi pure il presidente Lotito o altri. Dobbiamo aspettare".

NUOVO CALCIO - "Ieri ho fatto un’alzataccia e sono andato a Milano, il giorno prima ero stato a Firenze perché nessuno mi potesse accusare di aver snobbato richieste d’incontro. Quando sono arrivato a Milano, ascoltato dai saggi della Lega, ho detto ‘vengo per la prima volta a parlare di sport in Audizione’, quando ero sempre stato io ad ascoltare. Io ritengo che sia necessario che il calcio di base e il calcio di vertice si riuniscano e portino avanti il nuovo calcio italiano insieme a tutti quelli che ci saranno. A Milano c’era il presidente Lotito, il presidente Cairo, il direttore generale Marotta, l’ad del Milan Fassone e il presidente Tavecchio. L’ho detto con chiarezza. Io porto in dote, con la delega del 34%. I numeri quali sono? Quelli della Lega Serie A, cioè 20 società. Alla fine lo sconcerto è evidente, ieri sera mi aspettavo un’indicazione. Ho chiesto che mi venisse fatta una proposta. Convinceteci a votare una vostra proposta e se il candidato ci mette nelle condizioni di farlo, lo faremo. Per questo è nato lo sconcerto. Con Lotito non abbiamo parlato di nulla rispetto a quanto accaduto ieri. Probabilmente chiederà. Oggi partiamo da un dato di fatto, che non può essere trascurato. La Lega Dilettanti è presente nelle candidature attraverso il suo presidente. In campagna elettorale si chiede il voto, ma io voglio sapere la percentuale che mi porterà in dote la Lega A, non i buoni principi o le indicazioni. Voglio dare coraggio a coloro che sono malinconici rispetto a quello che sta succedendo in federazione. Vogliamo ripartire dal nostro settore giovanile, dal settore tecnico, dal club Italia, da una sana amministrazione, dalla divisione tra ruolo tecnico e politico. Io non ho più visto nessuno dopo che l’Italia è stata eliminata dai Mondiali. C’è una condivisione di responsabilità quando si perde. Per quanto mi riguarda io non ho avuto né meriti, né demeriti. Ero lì da 8 mesi. L’allenatore esonerato, il presidente dimesso. Le altre sanzioni a chi sono andate? Io non ne vedo".

"PRONTO ALLE RIFORME" - "Io farò il massimo per prendere i voti di tutte le componenti. Se i delegati della LND mi hanno indicato all’unanimità sono pronto a discutere con tutti. Nel mio intervento, seppur in linea generale, ho parlato di tanti punti, anche dell’aspetto tecnico, del club Italia. Tommasi avrà potuto comprendere la mia disponibilità a raggiungere una condivisione. Ma deve essere volta da più parti. Io concorro per raggiungere l’obiettivo, preferirei farlo per conseguire quelle riforme che vorremmo. Quando ci sono state le dimissioni di Tavecchio e sono stato in Consiglio Federale, gli dissi che avremmo portato avanti il nostro progetto con la larga condivisione (era il 54%) e un’altra componente che aveva partecipato alla discussione e poteva portarci al 71%. Cosa si è verificato? Io ho previsto che ci avrebbero lasciato per strada. Noi abbiamo sempre detto che se dovevamo rimanere lì per andare avanti tanto per andare non conveniva e dovevamo ripensare a tutto quello da fare insieme. Tutto questo è supportato da testimonianze di persone presenti. Spero di aver chiarito una volta per tutte: non abbiamo mai fatto nulla rispetto al percorso del presidente Tavecchio. Rispetto a quello che si è verificato, 50 milioni di italiani pensavano determinate cose dopo l’eliminazione dei Mondiali. Io sono pronto, ma da solo potevo supportare il percorso del governo federale? Ma con quali numeri avremmo potuto fare riforme?".