FOCUS - Dallo Sparta Praga al Vitesse, si torna in Europa League: ecco come è cambiata la Lazio

 di Lalaziosiamonoi Redazione  articolo letto 5630 volte
Fonte: Alessandro Menghi - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
FOCUS - Dallo Sparta Praga al Vitesse, si torna in Europa League: ecco come è cambiata la Lazio

Di nuovo lì dove le spetta di diritto: la Lazio è tornata in Europa. L’ultima volta l’aveva salutata malamente, in casa contro con lo Sparta Praga negli ottavi di Europa League. Oggi riparte la corsa, inseguendo il sogno che conduce alla finale di Lione. Spinta da una crescente autostima e da una forte coesione di gruppo, la squadra di Inzaghi si affaccia alla partita di giovedì contro il Vitesse con la consapevolezza di chi sa cosa vuole. E pensare che appena un anno fa il caos avvolgeva Formello, con i colpi di testa del Loco Bielsa e uno scenario che si prospettava a dir poco nebuloso. Ora la Lazio c’è. Sicuramente diversa da come l’avevamo lasciata, quando sotto i colpi dei cechi cadeva con disonore salutando anche l’ultimo traguardo stagionale. É cambiata negli uomini e nello spirito: è una Lazio trasformata.

NON É UN’AQUILA, MA UNA FENICE! - Sicuri che sia un’aquila? Certo che per come sta volando in questo momento lo è sicuramente, ma prima ancora la Lazio è una fenice. É risorta dalle ceneri della scorsa estate, quando Inzaghi ha preso in mano una squadra sbandata. L’ha rimessa in carreggiata e ora viaggia senza sosta. La stagione 2015/2016, per intenderci quella del preliminare perso con il Bayer Leverkusen, era iniziata male e finita peggio: fuori dalla Champions, campionato compromesso già a dicembre ed Europa League salutata perdendo 3-0 contro lo Sparta Praga. Proprio quella sconfitta a marzo aveva segnato il tracollo, anche l’ultimo obiettivo stagionale era stato mancato. Pioli aveva subito il tabù della seconda annata e i suoi uomini si erano persi. Niente da fare, era una Lazio spenta ed appannata. A distanza di un anno e mezzo si ricomincia da capo con nuovi propositi e tanta ambizione. Il merito va a chi veramente ha rigenerato la Lazio: Simone Inzaghi. Ha trasmesso energia, positività, spirito di sacrificio e ridato un’idea di gioco. Il suo avvento in panchina (a sorpresa) è stato provvidenziale, alla faccia di Bielsa. Inzaghi ha rappresentato il cambiamento più importante, l’ingranaggio giusto al posto giusto che ha fatto ripartire la macchina. La Lazio era morta, Simone l'ha rivitalizzata. Ora è risorta, come una fenice.

FORMAZIONI A CONFRONTO - La Lazio è diversa non solo nell’animo, ma anche negli undici in campo. Analizzando la formazione che aveva affrontato lo Sparta Praga, notiamo come molti di quei titolari oggi non ci siano più. Da una stagione all’altra l’organico è mutato, inserendo elementi che hanno migliorato la rosa. Quella sera (era il 17 marzo del 2016) la porta era protetta da Marchetti, ora finito ai margini del progetto societario e rimpiazzato degnamente da Strakosha. L’albanese fino ad ora ha dimostrato la sua bravura, nonostante commetta ancora qualche sbavatura. La difesa, oltre al cambio di modulo, dalla linea a quattro di Pioli a quella a tre di Inzaghi, non si avvicinava nemmeno lontanamente a quella di oggi. I vari Konko, Bisevac e Hoedt sono un lontano ricordo. Wallace, Bastos e Lukaku sono i volti nuovi. Lulic, che contro i cechi era stato impiegato come terzino a sinistra, ora spinge da esterno di centrocampo con compiti più offensivi che difensivi. Anche in mediana e in attacco è rivoluzione: salutati Biglia e Mauri, il loro posto è stato brillantemente coperto da Leiva (a dire il vero ancora da valutare, viste le poche partite disputate sino ad ora), Milinkovic e Luis Alberto. Mauri era il trequartista, ruolo ormai cucito addosso al serbo e allo spagnolo, incaricati di agire a supporto di Immobile. Proprio Ciro non ha fatto rimpiangere Klose, Candreva e Keita hanno fatto largo a Felipe Anderson, impiegato con continuità, e Nani, ancora tutto da scoprire. Insomma, addii importanti ma non dolorosi. La Lazio può contare su una formazione - se vogliamo - anche migliore di quella dello scorso anno. Gli ingredienti per fare bene ci sono, non resta che spiccare il volo anche in Europa.