LA PARTITA DEI TIFOSI - Candreva mette d'accordo tutti e fa esplodere un Olimpico semivuoto
Il silenzio assordante dell’Olimpico fa da cornice alla sfida tra Lazio e Parma. Il tifo biancoceleste mantiene la promessa e boicotta in massa gli spalti dello stadio. Poche migliaia di persone (in tutto circa diecimila) restano in silenzio per tutta la partita vivendo intensamente, però, gli ultimi dieci minuti di una partita folle e spettacolare. La voglia di contestare è tanta, ma il pathos, l’amore e la passione non sono cose che si possono controllare. Capita così che al 92’, dopo una partita tiratissima, lo stadio esploda quando Candreva con un destro preciso sotto la traversa regala il successo ai capitolini. “Lazio Alè, Lazio Alè” canta lo stadio Olimpico che torna a credere in un piazzamento in Europa League, mettendo da parte i veleni e le contestazioni che negli ultimi giorni sono stati al centro dei pensieri dei tifosi.
CARTONCINI NEGATI – Riavvolgendo il nastro, differentemente dalle sfide contro Sassuolo, Atalanta e Milan sugli spalti la squadra non viene accolta dai cartoncini “Libera la Lazio”. Voci provenienti dall’esterno dell’Olimpico parlano di un divieto da parte degli steward di far entrare i foglietti. L’ingresso in campo, così, si è trasformato in una protesta assolutamente silenziosa con pochi “Libera la Lazio” esposti qua e là da qualche fan più attento nel nascondere i cartoncini. Se la Curva Nord conta solo poche centinaia di presenze, maggiore è la risposta in Tribuna Tevere. Nella sfida contro l’Atalanta proprio la Tevere era stata protagonista di uno striscione contestato dal resto dello stadio, mentre stavolta anche la Tribuna si schiera al fianco della Curva. “Lotito vattene”, “Ma quale presidente, gestore incompetente” appaiono quasi come una condanna ed un segnale di un rapporto ormai sempre più difficile. Il primo dei tre striscioni ha durata breve e al 20’ viene rimosso dagli addetti alla sicurezza dello stadio, mentre gli altri due restano al loro posto per tutto il match Qualche coro di protesta, ma è il silenzio a dominare l’ambiente e l’atmosfera. Boato nel silenzio sono i fischi continui dei presenti al momento della lettura delle formazioni. Tra i bersagli principali c’è ancora Edy Reja. Il tecnico friulano non ha risparmiato in questi giorni frecciatine verso i contestatori che non hanno affatto digerito le sue parole rispondendo con un’accoglienza poco amichevole.
FISCHI PER CASSANO E BIABIANY – Oitre che nei confronti del presidente Lotito, il pubblico dello stadio Olimpico prende di mira anche Antonio Cassano. All’attaccante del Parma, pericolo numero uno per la difesa capitolina, non viene perdonato il suo trascorso nella Roma. Bordate di fischi arrivano da ogni settore. Non va certo meglio al compagno di squadra Jonathan Biabiany. Il parigino, autore del gol dell’1-1, a gennaio ha rifiutato il trasferimento all’ombra del Colosseo cosa che non è andata giù al popolo biancoceleste che ha surclassato di fischi il francese.
AGGRAPPATI A KEITA, KLOSE E CANDREVA – Lo si era capito già alla lettura delle formazioni: il tifo laziale ama Keita. Il giovane attaccante è entrato nei cuori della gente ed è uno dei pochi a strappare gli applausi del pubblico al momento del suo ingresso in campo. E’ bastato poco all’ex blaugrana per dare vitalità e morale a tutta la squadra visto che poco più di un minuto dopo il suo ingresso Miroslav Klose trovava lo spiraglio giusto riportando in vantaggio i suoi. Il panzer tedesco rispedisce al mittente le critiche di chi gli rinfacciava di pensare più al Mondiale che alla Lazio. Purtroppo né la freschezza dell’ex Barcellona, né la freddezza sotto porta del tedesco sembrano bastare per regalare i tre punti agli uomini di Reja, ma al 92’ è un guizzo di Keita sulla sinistra a regalare a Candreva la palla del 3-2 che fa esplodere l’Olimpico. Tanta gioia per il numero 87 biancoceleste che insieme al giovane Keita decidono di donare le loro maglie ad alcuni tifosi, lo spagnolo sceglie indicando un bambino presente in Monte Mario. Una stoccata che forse cambia poco o nulla, ma che per un pomeriggio ha messo a tacere proteste, polemiche e veleni facendo tornare l'attenzione del popolo laziale su ciò che accade in campo.
