Legia-Lazio, 149 fermi. La Nord organizza la raccolta fondi per il rientro dei tifosi. Lollobrigida (Fdi): "Bonino riferisca in Aula"
AGGIORNAMENTO ORE 21.25 - Una situazione surreale. 149 fermi, di fronte a incidenti quasi nulli e a nessun ferito. Difficile spiegare cosa stia succedendo a Varsavia. Dai tifosi rientrati, inoltre, arrivano anche testimonianze di comportamenti ben poco ortodossi della polizia polacca. Sulla questione è intervenuto Francesco Lollobrigida, dirigente nazionale di "Fratelli d'Italia" che, con un comunicato stampa, ha invitato il Ministro degli Esteri, Emma Bonino, a riferire in Parlamento: "Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione urgente al ministro degli Esteri Emma Bonino per fare chiarezza sulle ragioni che hanno portato la polizia polacca a decidere ieri il fermo di 149 tifosi italiani arrivati a Varsavia per vedere la partita di Europa League tra il Legia e la SS Lazio. Chiediamo in particolare al governo di conoscere le motivazioni che hanno spinto le autorità polacche a tenere in custodia un numero così elevato di cittadini italiani, tra cui donne e bambini. Le immagini e le ricostruzioni giornalistiche raccontano finora di alcuni episodi di violenza, che consideriamo gravi e che condanniamo con fermezza, ma che di certo non sono sufficienti a giustificare l’arresto di quasi 200 persone e tali da descrivere una scenario di guerriglia urbana. Ci teniamo a ricordare, infatti, come il bilancio delle persone fermate in altre circostanze di estrema violenza che si sono verificate in Italia sia stato limitato a poche unità. Non ultimo il caso del grave comportamento tenuto nel settembre scorso dai tifosi polacchi del Legia a Roma, che hanno creato molti disordini in città e hanno persino tentato di assaltare l’Altare della Patria. Per queste ragioni, l’Esecutivo riferisca immediatamente in Aula su cosa sta succedendo ai nostri connazionali attualmente in custodia in Polonia".
AGGIORNAMENTO ORE 16.55 - Come annunciato sulle frequenze di Radiosei, i ragazzi della Curva Nord stanno organizzando la raccolta dei soldi per permettere ai tifosi laziali fermati a Varsavia di poter rientrare in Italia. Già da questa sera sarà possibile lasciare la propria offerta libera presso il ristorante "La Taverna der Sercio", in Via Nocera Umbra 200 (zona Appio Tuscolano, metro Furio Camillo).
AGGIORNAMENTO ORE 15.15 - Arriva direttamente dalla Polonia il video degli oggetti sequestrati ai tifosi laziali. Coltelli, un'ascia e un casco. Sono questi gli elementi che emergono dal filmato inserito online da tvnwarszawa.tvn24.pl al seguente indirizzo (clicca qui).
AGGIORNAMENTO ORE 13.30 - Sulla vicenda è intervenuto anche l'ambasciatore italiano a Varsavia, Riccardo Guariglia, come riportato da Repubblica.it. "I polacchi ci hanno detto che cercheranno di celebrare tutti i processi per i reati più gravi tra oggi e domani. Per i più semplici, invece, non si passerà per il procuratore, ma ci sarà un rito abbreviato, come previsto dall'ordinamento polacco, e questo dovrebbe riguardare circa un'ottantina delle persone fermate". Tre le tipologie di reato ipotizzate. "Danneggiamento di mezzi e danni alle cose, volto coperto dal passamontagna (vietato in Polonia, ndr), aggressione alle forze di polizia". Adesso la palla passa alle autorità polacche che decideranno se rilasciare o processare i tifosi biancocelesti. "Speriamo che una gran parte venga rilasciata, e per molti sarà probabilmente così, le autorità locali stanno raccogliendo le prove".
AGGIORNAMENTO ORE 12.30 - I tanti tifosi presenti in trasferta a Varsavia vogliono far sentire la propria voce, per raccontare quello che hanno vissuto nella concitata giornata di ieri. Ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7 uno di loro ha parlato della sua esperienza: "Siamo stati quattro ore sotto la pioggia, c'erano bambini, donne, anziani. Dallo stadio sono uscito a mezzanotte! Per la città c'era una caccia all’uomo, siamo rimasti chiusi in albergo, in giro c’era il rischio che ti facessero la pelle. Un dirigente della Lazio ci ha visto e ci ha dato una mano. La Uefa, che parla tanto di legalità - si chiede il tifoso -, come può permettere che una squadra del genere possa partecipare a queste competizioni? Ieri è stato violato ogni diritto umano, una situazione assurda. Alcuni biancocelesti stavano semplicemente in un pub e sono stati assaliti da alcuni tifosi del Legia e la colpa è stata accollata ai nostri”, ha concluso il sostenitore laziale.
AGGIORNAMENTO 29/11 ORE 11.30 - "Sarebbero 149 le persone arrestate prima della partita di ieri tra Legia Varsavia - Lazio, in seguito all'aggressione da parte dei tifosi italiani contro gli agenti con pietre , pali e cassonetti . I detenuti sono stati portati immediatamente alle diverse centrali di polizia. Oggi saranno redatti gli atti processuali". Questo è quanto si apprende leggendo gli ultimi aggiornamenti sul sito della polizia polacca. "Come emerge dagli accertamenti, appena dopo le 16.00, un gruppo di tifosi della Lazio, venuti nella capitale per sostenere la propria squadra, è uscito da uno dei locali nel centro della città. Oltre un centinaio di persone sono scese in strada per dirigersi verso lo stadio . In quel momento i teppisti hanno attaccato gli uomini della polizia, bersagliando ufficiali e auto con pietre, pali e cassonetti . Per rendere più difficile l'identificazione, alcuni hanno indossato un passamontagna . A quel punto gli agenti sono entrati in azione, arrestando un totale di 149 persone ( la maggior parte italiani). Molti di loro erano ubriachi e avevano con loro oggetti pericolosi, tra cui coltelli e tirapugni. I detenuti sono stati portati immediatamente alle unità di polizia. I capi di imputazione sono aggressione a pubblico ufficiale, volto coperto dal passamontagna (reato in Polonia, ndr) e disturbo dell'ordine pubblico. La natura ultima delle accuse, però, sarà confermata dopo le odierne attività processuali, previste per le 15.00. Durante gli incidenti nessuno è rimasto ferito. Distrutta solo un'auto della polizia".
Qui potete vedere il VIDEO degli scontri avvenuti prima della partita tra Legia Varsavia e Lazio
AGGIORNAMENTO 29/11 ORE 00.05 - Sul sito di Repubblica viene stilato l'ultimo bilancio sui disordini di Varsavia. I tifosi biancocelesti fermati nel pre-partita sono stati 180 (a cui si aggiungono i 17 della notte scorsa), le forze dell'ordine li hanno condotti nelle varie stazioni di polizia per essere interrogati. Circa 60 di questi sostenitori sono stati rilasciati tra il primo e il secondo tempo della partita, gli altri saranno processati per direttissima domattina: secondo Repubblica, ciò è dovuto al fatto che abbiano partecipato al lancio di oggetti e indossassero il passamontagna (la legge polacca è molto intransigente su questo punto). Un caos, come dichiarato anche dall'avvocato Gian Michele Gentile, che però non dovrebbe portare a sanzioni. "Non possiamo escludere niente perché la Uefa ha una concezione di ordine pubblico molto allargata e purtroppo partiamo con l’handicap della recidività. Ma tecnicamente la responsabilità della Lazio è solo per ciò che accade nel perimetrointorno allo stadio".
AGGIORNAMENTO ORE 21.45 - Secondo le ultime informazioni raccolte da Varsavia, circa la metà dei tifosi fermati preventivamente è stata rilasciata tra il primo e il secondo tempo della gara. E' stata aperta un'unità di crisi presso l'ambasciata italiana, lo stesso ambasciatore si sta attivando per far sì che tra stasera e domani vengano rilasciati anche i restanti tifosi biancocelesti.
AGGIORNAMENTO ORE 18.40 - Sulla questione dei tifosi fermati, è intervenuto il diesse biancoceleste Igli Tare: "Da quello che sappiamo una settantina dei nostri tifosi hanno chiesto di essere scortati dalla polizia polacca in un caffè - ha spiegato a Sky nel prepartita - e allo stadio e a questo punto la polizia li ha fermati senza motivo e sta controllando i documenti. Posso garantire che questi 70 fermati non sono stati violenti ed hanno fatto la richiesta di essere scortati allo stadio tramite la società, speriamo si chiarisca tutto e vengano rilasciati", ha concluso Tare.
AGGIORNAMENTO ORE 18.20 - Centodieci, forse centoventi fermi. Questo il bilancio che emerge da Varsavia e dal pre partita di Legia-Lazio. Dopo i fatti della notte passata - in cui un gruppo di tifosi biancocelesti è stato oggetto di un agguato da parte dei sostenitori polacchi -, le ore precedenti al match hanno fatto registrare un nuovo episodio. Nel corso del corteo verso la Pepsi Arena, composto da circa 350 supporter biancocelesti, un paio di persone avrebbe iniziato a tirare sassi in direzione delle camionette della polizia. Un'atto che ha scatenato la reazione e la carica delle forze dell'ordine, quindi il via ai fermi.


AGGIORNAMENTO ORE 14.50 - Arrivano importanti ricostruzioni, che pongono sotto un'altra luce i fatti di questa notte a Varsavia. Secondo quanto è emerso, un gruppetto di 4-5 tifosi biancocelesti sarebbe stato oggetto di un agguato da parte di supporters polacchi. Questi ultimi li avrebbero seguiti fino in albergo, per poi dare vita all'assalto, con i tifosi romani intenti a difendersi. Sul posto è arrivata poi la polizia locale: oltre a fermare il gruppetto di sostenitori laziali, avrebbe poi svolto una perquisizione nelle loro camere, conducendo in carcere anche gli altri tifosi biancocelesti che ne condividevano gli alloggi. Il personale dell'hotel avrebbe perciò testimoniato a favore del gruppo di laziali, tanto che dovrebbero essere rilasciati tutti entro stasera (tranne uno, che dovrebbe essero liberato domani).
Dopo gli incidenti della gara d'andata, dove i tifosi polacchi misero sotto assedio la Capitale, nella notte di Varsavia si sarebbero verificati altri scontri; verso le 5 di mattina, infatti, alcuni tifosi sarebbero venuti a contatto nei pressi di un hotel del centro. La polizia, secondo quanto riportato da Repubblica.it, avrebbe fermato diciassette persone con l'accusa di detenzione di armi contundenti, effettuando perquisizioni per accertare la provenienza di questi oggetti. I tifosi coinvolti saranno processati per direttissima nelle prossime ore e oggi stesso saranno espulsi dalla Polonia.
