Malagò: "Lotito non deferito? Se parlo si apre un altro polverone". E su Tavecchio e Ventura...

Pubblicato il 14-11 alle 15.30
 di Antoniomaria Pietoso Twitter:   articolo letto 14512 volte
Fonte: Antoniomaria Pietoso - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Malagò: "Lotito non deferito? Se parlo si apre un altro polverone". E su Tavecchio e Ventura...

Giovanni Malagò ha parlato oggi a Roma a margine di un evento del Coni all'indomani dello 0-0 con la Svezia che ha sancito la non partecipazione dell'Italia al prossimo Mondiale in Russia. Il numero uno del Comitato Olimpico, però, ha commentato anche il deferimento della Lazio per il caso degli adesivi di Anna Frank e l'archiviazione della posizione del presidente Claudio Lotito. Ecco le sue parole:

SU LOTITO"Ogni giorno mi capitano sentenze di giustizia sportiva: se mi metto a commentare si apre un altro polverone. Sicuramente ci saranno delle opinioni diverse su questa sentenza".

SU TAVECCHIO E VENTURA - "Fossi in Tavecchio mi dimetterei anche se ha il potere di fare quello che vuole. A livello giuridico non posso commissariare il presidente della Federcalcio, deciderà lui quello che sarà più giusto per il calcio italiano.Ventura era legato anche a Lippi, cosa che non si è poi concretizzata. Affidare a lui questo ruolo è stato un errore, una scommessa persa. È come un direttore generale che si trova senza amministratore delegato. Mancate dimissioni? Di fatto sembra che il suo contratto sarebbe stato rinnovato solo esclusivamente in caso di qualificazione dell'Italia al Mondiale. Siamo a fine novembre e presumo che questo contratto scada tra qualche mese, quindi cambia poco. Di fatto Ventura non ha il rinnovo. Che si dimetta oggi, o fra un mese non cambia niente. Mi sembra che sul ct gli elementi siano acclarati"

SU MILANO E SAN SIRO - "Complimenti alla città di Milano e a San Siro, io c'ero. Un tifo strepitoso, quando all'82' si sono messi a cantare l'inno d'Italia tutti in piedi è stato splendido. Che io ricordi non era mai successo, veramente una prova strepitosa di tifo, con la voglia di dare la famosa carica da vero dodicesimo uomo in campo. Milano ha strarisposto".